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Archivio per gennaio 15, 2012

Estensioni

La povertà di movimenti è sintomo di aridità interiore, continue estensioni del silenzio interiore mi lambiscono da fuori, carezzano soltanto apparentemente mentre lasciano i segni delle frustate secche e dolorose, sulla pelle psichica.

Parlando

L’umore è un suono basso, stanco, radente il terreno. Poi ne discuto le sue semantiche, le racconto a te mentre raccolgo le tue, che mi danno il chiaro quadro della tua sofferenza.

Il prezzo giusto degli ebook

[Letto su KippleBlog]

Questo è il titolo di un post preso dal sito dei nostri colleghi editori (digitali, come noi) della 40k.it. Si disquisisce, come è evidente, di quale sia il prezzo giusto da applicare agli eBook. Noi vi riportiamo il post integralmente, a mo’ di segnalazione anche dell’importanza dell’argomento, una sensibilizzazione doverosa perché presto molto del mercato editoriale sarà monopolizzato dalle pubblicazioni digitali.

Per la prossima edizione di IfBookThen abbiamo preso una decisione che ci è costata un po’, poiché avevamo la tradizione di non parlare di noi (e in effetti non lo faremo in modo diretto). Però c’è una prospettiva in cui l’esperienza di 40k è di interesse generale e abbiamo forse qualcosa da condividere.
In un futuro prossimo (o relativamente prossimo), quando i numeri di vendita della carta non giustificheranno più l’investimento degli editori, il solo-digitale diventerà lo standard e porrà una serie di problemi operativi che sono in parte molto diversi da quelli che si affrontano facendo edizioni miste carta-digitale.
E in questo anno e mezzo, noi -lavorando solo sul digitale- abbiamo testato sul campo alcuni di questi problemi (che vanno dalla comunicazione dei libri alla strategia dei prezzi). Cercheremo di mettere in ordine le idee per renderle uno spunto utile.
Sui prezzi, in particolare, c’è ancora molto da scoprire. Ed è un problema sensibile perché non riguarda solo la soddisfazione del lettore, ma anche la sopravvivenza dell’autore (che deve essere remunerato) e il mantenimento della struttura operativa che porta testi di qualità al pubblico (editing, proofreading, confezionamento, eccetera). Ma soprattutto deve poter garantire la sostenibilità di investimenti dell’editore che sono strategici per il lettore. Un esempio su tutti: le traduzioni.
Il nostro approccio da un lato è particolare (lavoriamo su testi brevi) dall’altro è molto aperto. Non usiamo DRM e cerchiamo di mantenere un prezzo coerente. Ma qui inizia il difficile: trovare il prezzo che accontenti tutti -facendo a meno dei ricavi della carta- non è un’operazione semplicissima. L’editore del futuro deve salvaguardare gli interessi dei lettori, ma anche quelli di chi lavora per portare il libro al pubblico (staff editoriale, autore, traduttore).
Il prezzo secondo i lettori. Alcuni nostri esperimenti dimostrano che la catena del valore del libro si sta contraendo. Promozioni come questa (che finisce oggi) raccontano con i numeri che 99 centesimi sono un prezzo attraente per il lettore (in 4 giorni avete fatto diverse centinaia di download). E a guardare il mercato -e gli standard che sta trovando- un romanzo dovrebbe uscire con un prezzo tra 6.99 e 9.99.

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Intervista ad Emmanuele Pilia Presidente di Alta « ArchiLady Menabò

Un’intervista a Emmanuele “Peja” Pilia è uscita, un po’ fa, sul blog di Valentina Giacchi. La chiacchierata era incentrata su ALTA, il progetto capitanato da Peja che vuole esplorare le frontiere della Transarchitettura, del postumanismo e degli sviluppi della società del domani.

Estrapolo, da tutta l’intervista, questo passaggio:

1)      Come nasce il progetto ALTA?
Diciamo che personalmente sentivo l’esigenza di costituire un gruppo di persone unite dal comune interesse verso lo studio sull’immaginario architettonico. Quest’idea è per me di vecchia data: fin dai primi anni dell’università mi sono interessato al fenomeno della TransArchitettura, in relazione all’immaginario architettonico che ne derivava, e lo spunto di dare vita ad un’organizzazione mi è stato dato da due amici che con me hanno fondato il gruppo originario, Massimiliano Ercolani e Guido Massantini, a cui subito si è unito Giampiero Rellini Lerz. Noi quattro condividiamo l’interesse verso tutte quelle manifestazioni dell’architettura che trascendano la fisicità dei suoi prodotti, insomma degli edifici in senso stretto. In più era nata la volontà di dare maggiore respiro ad un’antica idea dell’Associazione Italiana Transumanista, ossia quello dei Laboratori Transumanisti, che idealmente dovevano essere la struttura “operativa” dell’AIT. Si può dire che ALTA nasce per molteplici ragioni, ed è forse per questo che nonostante molte di queste siano funzionali ad altre situazioni ed altre realtà, è un progetto per noi molto sentito.

2)      Quali obiettivi?

Non vorrei che ciò che sto per dire sia una posizione assunta per partito preso, ma non amiamo molto il termine “obiettivo”, che è appunto una parola desunta dal gergo militare. Per motivi simili non ci piace neppure parlare di “mission”, che invece proviene dal mondo del marketing. Dimensioni queste che ci sono estranee, perché entrambi in opposizione ad una visione di liberazione dell’immaginario: l’una in senso distruttivo, l’altra in senso manipolatorio. Diciamo che, seppure forse non è una parola che gode oggi di grande popolarità, noi preferiamo utilizzare il termine “progetto”, che deriva anche dalla propensione immaginativa che porta nell’etimo l’idea di “gettarsi avanti”. Non voglio fuggire dalla tua domanda, ma credo che sia importante distinguere quella che potrebbe apparire come una sfumatura, ma che per noi è invece fondante. Comunque, per tagliare ed andare al nucleo del tuo quesito, i nostri “progetti” girano tutti attorno all’idea di avviare una serie di attività culturali tesi a riflettere sui rapporti tra disciplina architettonica (e la sua evoluzione) e la condizione che a breve potrà definirsi come contemporanea: il Postumano (da cui si nota la nostra discendenza transumanista). La linea di ricerca di ALTA si può infatti riassumere nell’indagine delle possibili sinergie tra gli sviluppi tecnici e artistici dell’architettura e l’evoluzione autodiretta dell’uomo.

3)      Quale spirito unisce il progetto?

Essendo la speculazione teorica sulla dimensione immaginativa ad essere il leit-motiv di ogni discussione inerente al progetto ALTA, ci sentiamo assolutamente slegati da finalità produttive, per quanto invece ci interessino molto quelle operative. Ho utilizzato volontariamente il termine “speculazione”, che fa intendere nell’etimo l’idea di “guardare lontano”, “guardare nel futuro” perché crediamo nella sottrazione e nella riacquisizione di senso tanto dei concetti, quanto degli spazi. Come dicevo, crediamo infatti nella possibilità di un’architettura che trascenda l’artefatto fisico dell’opera, in quanto è proprio questo sublimarsi che rende l’architettura capace di sottrarsi alla “speculazione” intesa come forma utilitaristica e manipolazione di valori monetari.

Presentazione di “Toxic@” di Dario Tonani Urania, Mondadori

Dario Tonani presenterà, mercoledì 15 febbraio all’Hotel Admiral, Via Domodossola, 16 – Milano, il suo romanzo Toxic@, uscito recentemente per Urania. Sarà presente anche Giuseppe Lippi, sotirco curatore della collana da edicola di Mondadori, e lo scrittore Andrea Carlo Cappi. Avete tempo per organizzarvi e andare…

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