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Kipple.it: Fermate i killer robot, l’appello dello Human Rights Watch


[Letto su KippleBlog]

Lo Human Rights Watch, organizzazione internazionale non governativa per la difesa dei diritti umani, ha lanciato un appello per mettere in guardia le persone sul potenziale pericolo dei “robot killer”. L’organizzazione si riferisce a robot capaci di eseguire azioni militari o di controllo dell’ordine pubblico autonomamente. Fra meno di un decennio, afferma lo HRW, queste macchine potrebbero divenire una realtà.
Gli scenari apocalittici illustrati dalla fantascienza sono tanti, alcuni come quello di Terminator e The Matrix divenuti ormai parte della cultura popolare. A questo pericolo, Isaac Asimov reagì formulando le tre regole a cui tutti i suoi robot positronici dovevano obbedire:
  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Queste leggi sembrerebbero adeguate a proteggerci da un olocausto robotico – in teoria. In pratica è tutt’altra cosa. Un robot per essere utile agli scopi delle forze militari o di polizia non potrebbe mai inglobare queste tre leggi, in quanto lo scopo di queste macchine sarebbe appunto quello di mantenere l’ordine e, se necessario, usare la forza con scopo letale. 
In realtà si tratta di una realtà che stiamo già vivendo, se non altro in parte. Le vittime civili dei droni americani in Afghanistan ormai non si contano. Di recente, in occasione della Navy League’s Sea-Air-Space Exposition, la Boeing ha svelato i suoi progetti per l’F/A-XX, caccia stealth di sesta generazione che verrà prodotto in due versioni: una pilotata, l’altra no. Il drone stealth X-47B capace di operare autonomamente è già passato alla fase di collaudo sulle portaerei. E DARPA, la Defense Advanced Research Projects Agency, lavora già da tempo ai primi robot umanoidi (e non).
Così come hanno già fatto in passato, le macchine potrebbero aprire nuovi orizzonti per l’uomo. Tutto dipende però dal loro uso. Forse, proprio per questo, l’appello dello HRW andrebbe preso molto sul serio.
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