HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Cerebralità
Sulla strada
Ho segnalato i simboli sul tavolo grafico, li ho evidenziati e li ho prescelti per il viaggio psichico: sarò profondamente integro mentre affronterò il delirio siderale, trovando le protezioni occulte sulla strada verso la matematica oscura.
Kingdom
Il regno caotico si disintegra in frattali non rilevabili, istanze di un’angoscia ineffabile che scorre lungo le segnalazioni del sogno, della veglia, delle percezioni viste attraverso gli occhi chiusi.
Raison d’etre – Dreams Essence
Le sonorità emergono dal centro della Terra e parlano allo spazio siderale. Essere lì e ascoltare il fraseggio…
Azargled – The Void (demo version)
Ho raccolto ogni sensazione della notte infinita, quella quieta e senza profondità perché sterminata, cercando poi di sorridere dentro, impazzire dentro, capire dentro. Micro e macro uniti, fusi attraverso innumerevoli altri continuum dimensionali; anelando a non essere mai più umani…
La deformazione del continuum
Nell’istante in cui matura la consapevolezza dell’azione, il continuum si dispiega nei suoi infiniti iati: la disposizione della nostra fisica diventa ridicola.
Waves
La visione dall’alto mostra i grafi complessi, linee inimmaginabili rese capillari dall’afflusso di informazioni. E poi, l’estensione superba dello splendore matematico, onde caotiche.
Embassytown di China Miéville « HyperNext
Interessante recensione all’ultimo lavoro di China Miéville, su HyperNext: Embassytown. Eccovene uno stralcio:
China Miéville in pochi anni è diventato uno degli scrittori imprescindibili della narrativa fantastica, dimostrando un’eccezionale abilità narrativa, risolutezza ed effervescenza di idee e di immaginazione, nonché capacità di intessere storie avvincenti e inedite. Embassytown, pubblicato nel 2011, ne è una straordinaria riconferma.
Premetto che la mia opinione è indubbiamente di parte, poiché il romanzo è incentrato su una tematica che mi affascina moltissimo in tutte le sue variegate declinazioni, ovvero il linguaggio. Embassytown, infatti, poggia su un solido sostrato speculativo, che non si traduce in pesanti digressioni meramente teoriche, bensì si fonde con trama e descrizioni per dar vita a un’immersione narrativo-sensoriale-filosofica.
Lo stile caratteristico di questo libro potrebbe essere una delusione o noioso per chi preferisce costruzioni essenzialmente incentrate sul susseguirsi di azione, climax e avvenimenti. Per affrontare Embassytown e gustarlo appieno bisogna lasciarsi avvolgere dal romanzo stesso, dalle impressioni, a volte distinte altre sfocate, che suggerisce.
Cose intriganti, ricerca continua dei limiti del linguaggio, momenti speculativi che non possono non interessare chi fa dell’avanguardia il suo stile di vita. Conto a breve di recuperare il testo in questione.



