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AntiVJ: video mapping multisensoriale « HyperNext

La vitalità del blog multiautoriale HyperNext, nella cui redazione ci sono un po’ di connettivisti, è testimoniata dal flusso di post, quasi giornaliero. Oggi è uscito un intervento di Oedipa_DrakeAntiVJ: video mapping multisensoriale.

All’inizio del 2008, un gruppo di eterogenei artisti europei ha dato vita ad AntiVJ, con l’obiettivo di sviluppare, produrre e promuovere nuove contaminazioni tra arti visive e musica. Il progetto si focalizza su un utilizzo peculiare delle proiezioni e della luce e su come questi due elementi influenzino le nostre percezioni. Combinando strumenti, una solida preparazione tecnica e forme artistiche differenti, i risultati che questi artisti ottengono, di solito durante performance live o attraverso installazioni, sono una vera esperienza artistica neurotonica.

Un viaggio attraverso le installazioni di avanguardia, è questo il post, interessante perché pone l’accento sui concetti che guidano alcune avanguardie nell’epoca della connessione elettronica che vira verso l’olistico. Leggetelo tutto.

Carmilla on line ® | Infoguerra

[Letto su CarmillaOnLine]

Mentre gli attacchi al file sharing e alla libertà di scambio in rete dei prodotti della conoscenza si fanno sempre più ravvicinati, in un’inutile quanto vana corsa contro la fine del tempo dei diritti d’autore, su Pirate Bay, una delle piattaforme di condivisione più famose nel mondo, compare una nuova categoria di file scaricabili: Physibles.
Di fatto si tratta di file contenenti dati per la fabbricazione di oggetti reali attraverso l’utilizzo di stampanti tridimensionali.

Il risultato dovrebbe consistere nella produzione di oggetti concreti (per adesso modellini, forme e strumenti) la cui varietà è per ora estremamente limitata dalla tecnologia e dai costi.
Un comunicato apparso su Pirate Bay spiega e anticipa, però, che:”Una delle cose che sappiamo è che la società condividerà sempre le conoscenze. L’era digitale ha reso tutto più facile e ora è tempo di fare il passo successivo. Oltre ai consumi culturali, libri, musica, film, che nascono nel digitale, anche gli oggetti di uso comune hanno origine da progettazioni software. Così abbiamo deciso di lanciare una categoria di file che chiameremo Physibles, capaci di produrre oggetti reali con l’opportuno hardware. Entro 20 anni, potrete fare il download delle scarpe da ginnastica […]I benefici saranno enormi: non più distribuzione fisica, non più resi, niente più lavoro minorile […]Potremo fare una copia di tutto ”.

Continuate a leggere l’articolo qui, è seminale.

Kipple.it: La casa editrice TOR dice basta ai DRM

[Letto su KippleBlog]

La notizia è assai importante, e ce ne dà conto Fantascienza.com: il maggiore editore di SF americano, TOR, per i suoi eBook ha scelto di non applicare più i lucchetti digitali, i famigerati DRM che, anche secondo il nostro modestissimo parere Kipple, sono dannosi perché impediscono la libera circolazione della cultura solo presso gli utenti poco smaliziati tecnologicamente e non risolvono di un millimetro i problemi della pirateria.
Rimandando, per i dettagli della notizia, all’articolo suddetto di Fantascienza.com, ci preme evidenziarvi un passaggio che copiaincolliamo qui sotto:

Se alla decisione della Tor seguiranno quelle analoghe di altri editori in USA (e l’Europa ovviamente seguirà a ruota: uno dei motivi per cui gli editori italiani usano il DRM è anche che viene imposto dagli editori americani proprietari dei diritti di molti libri che vengono tradotti) cambieranno gli scenari.
Possiamop prevedere per esempio che ebook reader e tablet costeranno di più, mentre gli ebook costeranno di meno.
Uno degli scopi dei DRM, soprattutto in USA, è la fidelizzazione del cliente: in USA ogni grosso rivenditore — Amazon, B&N, Apple, Kobo — ha un proprio reader e usa un DRM diverso. Chi ha un Kindle quindi sarà portato ad acquistare ebook sempre su Amazon; Amazon quindi ha un vantaggio economico a vendere Kindle sottocosto, a prezzi molto bassi (il più economico è sotto i cento dollari), perché poi riguadagna vendendo ebook per quel reader per un lungo periodo di tempo. Se un lettore può acquistare ebook sprotetti su B&N, convertirli con Calibre e caricarli su Kindle, il vantaggio di Amazon decade.
D’altra parte, diventa interessante per le librerie online competere sul prezzo degli ebook con sconti e offerte.

Ecco, gli scenari che si prospettano ora sono questi. Scenari affascinanti e capaci di disegnare un futuro che, fino a qualche anno fa, era pura Fantascienza. Che nemmeno Tor era in grado di vendere.

Il display

Il display è una fucina di informazioni personalizzate, le vedo solo io con i miei nuovi occhi settati sul grado di oscurità interattiva. Il display rimanda a me le distorsioni del continuum e mostra, mostra pienamente, quelle connessioni che sottilmente speravo e intuivo, ma che non avevo mai esperito, nemmeno in stati alterati e affinati di consapevolezza.

Piccole note sul software libero – parte terza « HyperNext

Ultima puntata su HyperNext del mio piccolo viaggio nel mondo del software opensource; qui e qui le due puntate precedenti.

Cooperare, senza che ciò diventi necessariamente un sistema tritatutto, socialmente omicida; anzi, lasciare che la cooperazione diventi un fattore di crescita collettivo, capace sì di generare profitto ma anche benessere, dove nessuno venga mangiato dagli squali dell’alta finanza: questo è forse l’ultimo sogno dei figli delle generazioni che dei ’60. Fondamentalmente, essi non sono lontani, ora, dal conquistare il mondo senza spargere sangue, senza essere diventati belve assetate di denaro, senza che venga schiacciata la nostra dignità, riservatezza, libertà. Anzi, la nostra Libertà: software libero, sempre, ovunque, sempre di più, è la loro arma cristallina, vincente, potente come l’energia riciclabile. Senza l’opensource, il mondo sarebbe assai simile a quello che paventava George Orwell.

Meraviglioso – pt. 1

Il fitto intreccio della Matematica espone me stesso a comprensioni meravigliose, estensioni frattali di me stesso che danno accesso a me stesso ad altri livelli dimensionali.

Piccole note sul software libero – parte seconda « HyperNext

Uscita oggi la seconda puntata, su HyperNext, delle mie piccole note sul software libero. Qui la prima parte.

Stefano Zacchiroli speaking at the debconf10 c...

Stefano Zacchiroli speaking at the debconf10 conference (Photo credit: Wikipedia)

A questo punto interseca facilmente il nostro discorso un secondo articolo, sempre di Repubblica.it: l’intervista a Stefano Zacchiroli, leader di Debian, la distribuzione regina dei sistemi operativi Linux, quindi il top dell’opensource. Che esprime una visione politica del mondo che sfiora l’anarchismo illuminato.

Blackdeath Noise Synth, suoni epidemici – Neural.it

[Letto su Neural.it]

Grazie a Martin Howse ed al collettivo micro_ research, per la prima volta gli algoritmi epidemici vengono utilizzati in uno strumento musicale. Questi algoritmi sono apparsi per la prima volta 40 anni fa con la pubblicazione del “Game of Life” di John Conway: partendo da alcune regole di base, simulano l’evoluzione di un sistema complesso come quello di una colonia di batteri, e finora avevano trovato applicazione soprattutto nelle arti visive e nella software art. L’idea di utilizzare delle colonie di batteri per generare musica non è nuova: nel 2003 Leif Ellgren, artista svedese, pubblicò “Virulent Images/Virulent Sound”. La release conteneva un DVD ed un CD di micro-registrazioni che svelavano il suono prodotto dalle colonie di svariati tipi di batteri. Queste registrazioni vengono riconosciute nel sito di micro_research come una delle fonti di ispirazione per la realizzazione del blackdeath noise synth, che offre la possibilita’ di utilizzare in maniera controllata una serie di algoritmi epidemici per la sintesi del suono. La pagina web che descrive il modulo offre poche informazioni sul suo funzionamento, e per farsene un’idea e’ stato necessario leggere il codice C che controlla il microprocessore Atmega. La generazione del suono puo’ avvenire in 2 modalita’ distinte: attraverso una resintesi granulare del suono di input (8 Khz@8 bit) o tramite il generatore di noise/feedback interno. I controlli permettono di agire sui parametri quali punti di inizio e fine del granulatore, di scegliere il tipo di algoritmo epidemico che si vuole utilizzare e di modificare i parametri che ne controllano la evoluzione. L’input perde la sua identità sonora e diventa un altro parametro che influenza l’interazione tra gli individui della colonia di batteri, creando delle trame sonore in continua evoluzione. Ilsuono che ne risulta e’ selvaggio, particolare e tagliente anche per il clipping ed aliasing incontrollati, e la quantita’ di possibili algoritmi puo’ essere aumentata da chi volesse provare a modificare il codice sorgente in C. Il modulo viene venduto, già assemblato, a 110 euro. E’ anche possibile acquistare la sola PCB per 23 euro.

Piccole note sul software libero – parte prima « HyperNext

Un mio contributo a HyperNext, sul tema del software libero (leggi opensource). Il post è solo la prima parte di tre, che saranno messe online molto presto. Intanto, vi incollo qui sotto l’incipit:

A chi segue le vicissitudini del mondo software, sia lato programmazione e/o sistemistico che lato utente finale, sarà capitato di assistere sempre più spesso a dibattiti sul software libero vs software proprietario. In sostanza, gli operatori e gli appassionati del mondo digitale si dividono in due categorie: chi sceglie programmi e sistemi operativi blindati, di cui si è semplici utenti o poco più e di cui si può diventare comunque degli specialisti (vedi per es. Microsoft, Windows, Apple, iPhone etc.) oppure chi diventa paladino dei prodotti scritti e gestiti con licenza opensource, ovvero software non blindato e accessibile a chiunque abbia la capacità di modificare e scrivere codice (Linux, Openoffice, Firefox, Android).

La macro differenza tra software proprietario e software opensource, libero, è fondamentalmente quella esposta qui sopra. Nell’ambito del software libero esistono poi sofisticazioni maggiori, tali da permettere di costruire del codice proprietario su licenze opensource; Google, per esempio, parte da una base free per costruirci sopra del proprio codice, chiuso. Lo stesso avviene nel mondo Linux, dove le varie distribuzioni presenti non sempre aderiscono completamente allo spirito free del celebre sistema operativo aperto; però, in buona sostanza, laddove si parla di software libero si può affermare che la possibilità d’incappare in qualche prodotto che fa cose alle vostre spalle, di cui non ve ne renderete mai conto, si assottiglia notevolmente, proprio perché al controllo c’è una comunità attenta alla programmazione, che sa leggere cosa fa un programma e che quindi può modificarlo all’uopo.

Mail4Freedom: il capolavoro « NeoRepubblica Kaotica di Torriglia

[Letto su NeoRepubblicaKaotica's blog]

Un vero e proprio omaggio a Krell, il lavoro concettual-musicale del duo ODRZ (dall’Italia) in risposta al progetto micronation/mail-art “Mail4Freedom”, che emoziona il Capo di Stato della NeoRepubblica di Torriglia.
Progetto di Mail-art lanciato da Lukha B. Kremo, che coinvolge artisti e performer di tutto il mondo.
ODRZ hanno ricevuto 2 cd di krell e una serie di pubblicazioni della “Gazzetta Ufficiale di Trantor”, l’organo ufficiale della N/azione Oscura e hanno risposto con un’opera concettual-musicale.
I due cd di krell sono stati utilizzati come base, dopo aver subito alcuni trattamenti.
Su questa base, ODRZ hanno aggiunto interventi strumentali e vocali. Il risultato finale – una suite di 25 minuti – permette di riconoscere ancora le sorgenti originali, annegate però in un clima barocco-noise.
La parte concettuale del progetto riguarda la confezione, copia unica del packaging di stampo marcatamente industriale.
L’utilizzo del materiale cartaceo ricevuto da Kremo rimanda ai collages artistici.
La chiusura ermetica imprigiona l’opera, che attende solo di essere liberata.
Indistruttibile ma, gioco forza, da distruggere.

Vedi altri partecipanti:
Kiera Pannell
Ryosuke Cohen
Tiziana Baracchi – Ambasciata di Venezia
Paul Tiililä
Michel Della Vedova
Stefano Sini Fossiànt
Maurizio Follin
Vittore Baroni
Claudio Romeo

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