HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Tecnologia
XNA: alternative genetiche per l’origine della vita « HyperNext
Il codice genetico alternativo è l’argomento trattato nel post odierno di HyperNext. In sostanza, si sta cercando di creare in laboratorio codice genetico di sintesi, teoricamente con maggiori possibilità di manipolazione; per maggiori dettagli (anche tecnici) vi invito a leggere il post completo.
AntiVJ: video mapping multisensoriale « HyperNext
La vitalità del blog multiautoriale HyperNext, nella cui redazione ci sono un po’ di connettivisti, è testimoniata dal flusso di post, quasi giornaliero. Oggi è uscito un intervento di Oedipa_Drake, AntiVJ: video mapping multisensoriale.
All’inizio del 2008, un gruppo di eterogenei artisti europei ha dato vita ad AntiVJ, con l’obiettivo di sviluppare, produrre e promuovere nuove contaminazioni tra arti visive e musica. Il progetto si focalizza su un utilizzo peculiare delle proiezioni e della luce e su come questi due elementi influenzino le nostre percezioni. Combinando strumenti, una solida preparazione tecnica e forme artistiche differenti, i risultati che questi artisti ottengono, di solito durante performance live o attraverso installazioni, sono una vera esperienza artistica neurotonica.
Un viaggio attraverso le installazioni di avanguardia, è questo il post, interessante perché pone l’accento sui concetti che guidano alcune avanguardie nell’epoca della connessione elettronica che vira verso l’olistico. Leggetelo tutto.
“ALTA – Ruins Aren’t Here. Secondo capitolo”
[Letto su Peja's blog]
Si è svolta sabato 5 maggio 2012, alle ore 19,00, presso l’Ex Arena Forlivense di Forlì, l’inaugurazione di RUINS AREN’T HERE, all’interno del festival Fuori le Stelle – Notte verde di Forlì, organizzato dai nostri nuovi di Spazi Indecisi. Secondo capitolo, seconda mostra del ciclo di 10 eventi tesi ad indagare il rapporto tra rovine e contemporaneità. Un rapporto paradossale, che vede proprio nell’ora della distruzione totale la scomparsa delle rovine come realtà e come memoria. L’iniziativa si propone di dare una rilettura di natura estetica ad alcuni ruderi creati dall’uomo ma assenti in forma fisica: esse sono rovine appartenenti più alla sfera comunicativa che a quella dell’architettura, dell’arte o dell’archeologia…
Questo è quanto ci riporta Emmanuele “Peja” Pilia sul suo blog, per l’evento che c’è stato la settimana scorsa a Forlì e che ha riguardato Alta, il laboratorio architetturale transumanista. Complimenti agli amici di Alta per questo nuovo successo.
Ultime dal fronte quantistico dell’informazione « HyperNext
Un altro post da segnalare su HyperNext: Ultime dal fronte quantistico dell’informazione . L’articolo, a firma di X, fa un’analisi approfondita ma resa anche divulgative, dello stato dell’arte della computazione quantistica. Imperdibile…
Ruins Aren’t Here: Secondo capitolo
Segnalo quest’iniziativa concretizzatasi in una mostra: gli amici di ALTA ed Emmanuele “Peja” Pilia in primis propongono Ruins Aren’t Here: Secondo capitolo, ovvero:
Sabato 5 maggio 2012, alle ore 19,00, presso l’ExArena Forlivense di Forlì, ci sarà l’inaugurazione di RUINS AREN’T HERE. Secondo capitolo, seconda mostra del ciclo di eventi tesi ad indagare il rapporto tra rovine e contemporaneità. Un rapporto paradossale, che vede proprio nell’ora della distruzione totale la scomparsa delle rovine come realtà e come memoria.
L’iniziativa si propone di dare una rilettura di natura estetica ad alcuni ruderi creati dall’uomo ma assenti in forma fisica: esse sono rovine appartenenti più alla sfera comunicativa che a quella dell’architettura, dell’arte o dell’archeologia.
Protagonisti di questo secondo incontro sono Fabio Fornasari e Massimiliano Ercolani, entrambi architetti e artisti da anni impegnati in una ricerca sul ruolo delle immagini nella contemporaneità. Sarà proprio la sostituzione della rovinaa immagine ad essere al centro della riflessione dell’intervento di Fabio Fornasari: a distanza di dieci anni non rimane infatti alcun resto fisico che permetta di ricordare il tragico evento dell’11 settembre 2001. Le montagne di funeste macerie delle due torri del World Trade Center di New York create della potenza dello schianto dei due aerei sono state sostituite da una moltitudine di rovine virtuali, da rappresentazioni fruibili unicamente tramite uno schermo.
Solo sei mesi prima, il 23 marzo dello stesso anno, uno degli artefatti più incredibili mai creati dall’uomo, va a impattare le circa 135 tonnellate che la compongono contro l’atmosfera terrestre. La Stazione Orbitante MIR viene così in parte disintegrata dall’attrito causato dal rientro in atmosfera. Ciò che rimane, andrà a perdersi in fondo all’oceano che bagna le isole Fiji. Il baluardo della presenza umana nello spazio, verrà così sommersa dalle maree dell’oceano pacifico, e così, l’immaginario che ha stimolato l’intervento di Massimiliano Ercolani.Due simboli, due motivi di orgoglio per ciò che un tempo rappresentavano i due poli della geopolitica globale, spazzati via in una manciata di istanti. Le vicende che accompagnano la morte di questi due emblemi sono estremamente diverse, eppure entrambi hanno un elemento in comune: la sostituzione delle rovine compiute da parte delleimmagini.
Nel solco delle esperienze connettiviste e transumaniste, Peja e il suo gruppo di lavoro confermano gli esperimenti che hanno visto protagonisti attivi anche noi connettivisti in precedenti convention e su NeXT: invito chi può ad andare, è un lavoro cerebrale e semiotico imperdibile, unico.
Dettagli e info
- RUINS ISN’T HERE. Secondo capitolo.
- A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia
- Inaugurazione: sabato 5 maggio 2012, ore 19.00 – 22.00
- Ex Arena Forlivense – Spazi Indecisi
- Via Giorgio Regnoli 91, Ex Arena Forlivense, Forlì.
- Tel. 320 8036613; email: info@altaproject.com
- Dal 5 al 6 maggio
Kipple.it: La casa editrice TOR dice basta ai DRM
[Letto su KippleBlog]
Se alla decisione della Tor seguiranno quelle analoghe di altri editori in USA (e l’Europa ovviamente seguirà a ruota: uno dei motivi per cui gli editori italiani usano il DRM è anche che viene imposto dagli editori americani proprietari dei diritti di molti libri che vengono tradotti) cambieranno gli scenari.
Possiamop prevedere per esempio che ebook reader e tablet costeranno di più, mentre gli ebook costeranno di meno.
Uno degli scopi dei DRM, soprattutto in USA, è la fidelizzazione del cliente: in USA ogni grosso rivenditore — Amazon, B&N, Apple, Kobo — ha un proprio reader e usa un DRM diverso. Chi ha un Kindle quindi sarà portato ad acquistare ebook sempre su Amazon; Amazon quindi ha un vantaggio economico a vendere Kindle sottocosto, a prezzi molto bassi (il più economico è sotto i cento dollari), perché poi riguadagna vendendo ebook per quel reader per un lungo periodo di tempo. Se un lettore può acquistare ebook sprotetti su B&N, convertirli con Calibre e caricarli su Kindle, il vantaggio di Amazon decade.
D’altra parte, diventa interessante per le librerie online competere sul prezzo degli ebook con sconti e offerte.
Ecco, gli scenari che si prospettano ora sono questi. Scenari affascinanti e capaci di disegnare un futuro che, fino a qualche anno fa, era pura Fantascienza. Che nemmeno Tor era in grado di vendere.
Related articles
- Tor UK will go DRM-free, too (boingboing.net)
- Tor to dump DRM in the UK, too (teleread.com)
- The DRM free movement for eBooks expands (seekerblog.com)
- DRM is not the future: Tor goes DRM-free for all e-books [Books] (io9.com)
- Some reactions to Tor’s DRM-free announcement (teleread.com)
- Tor E-Books Go DRM-Free (slog.thestranger.com)
- Tor UK E-book Titles to Go DRM-Free (tor.com)

