HyperNext, ancora. Da Oedipa_Drake un post sulla qualità dell’apprendimento, poiché secondo alcuni scienziati dell’Università di Boston è possibile apprendere in pochi secondi una quantità inverosimile di informazione, facendosele sparare nel cervello secondo la tecnica mostrata in Matrix: uno spinotto craniale, e un flusso di immagini_nozioni in upload.
Image via Wikipedia
Il metodo già utilizzato dai ricercatori di Berkeley, che grazie alla risonanza magnetica funzionale (fMRI) sarebbero in grado di estrarre i sogni dalla mente delle persone, è stato adattato dal team nippo-americano per generare modelli e schemi specifici tali da imprimere competenze tramite un apprendimento automatico percettivo-visivo.
Il post di Oedipa_Drake, apparso su HyperNext, affronta il tema della dipendenza dalla tecnologia in un modo avanguardistico, artistico. Da un clip di Giovanni Bucci diparte l’analisi acuta che porta ad affermare che:
È anche l’indizio delle estreme conseguenze a cui può portare l’ossessione dell’universo mass-mediatico, in cui attore e regista si prevaricano a vicenda, in un efferato gioco di intercambiabilità tra cavia e burattinaio, spettatore e partecipante, come narrato in Cavie del geniale Chuck Palahniuk.
Questo è il concept contenuto nel blog Discronia, di Luigi Acerbi, altra figura di spicco di Edizioni XII. Il blog è tutto in lingua inglese ma si legge agevolmente, ed è propedeutico alla prossima pubblicazione di Discronia. Trovate il link sulla pagina personale del progetto.
Emmanuele “Peja” Pilia segnala sul suo blog l’uscita, sulla rivista internazionale di architettura, design e comunicazione visiva “l’Arca”, di un breve saggio a sua firma.
Copincollo dal suo post, al fine di rendere il più possible giustizia al suo lavoro e ai suoi concept; intanto, complimenti davvero:
Negli ultimi mesi, sia attraverso l’attività critica, sia attraverso l’attività operativa di ALTA, si è tentato di lavorare molto attraverso la nozione di TransArchitettura. L’evento “Asian Lednev: Creatore di Mondi” è stato un momento importante: leggere il lavoro in ambiente virtuale di Fabio Fornasari ci ha dato la possibilità di concentrarci molto sulla definizione di un immaginario architettonico che comprenda la sfera digitale, ma che non si ferma ad essa. Ma ben prima dell’inaugurazione dell’evento che ci ha tenuti impegnati per circa un anno, avevo già stilato un breve saggio sui temi analoghi inviato alla redazione de L’Arca. Non posso che ringraziare loro e il direttore Cesare Maria Casati per la disponibilità e lo spazio concesso nell’ultimo numero della rivista. Nello specifico l’articolo si occupa di ridefinire l’attività di Fornasari all’interno dello sfumato dominio dell’immaginario architettonico, prendendo come spunto tre suoi progetti: Lucania Lab, la Torre di Asian e NeoKublai, di cui si è a lungo parlato in questo blog.
Sabato scorso c’è stato il vernissage di Asian Lednev, Creatore di Mondi, la mostra creativa di Fabio Fornasari. Emmanuele “Peja” Pilia, che tramite ALTA ho coorganizzato il tutto, ci fa un dettagliato resoconto sul suo blog, accludendo foto e impressioni minimali a una critica introspettiva del lavoro e della sintassi del guardare, concetti cardine nell’architettura della nostra esistenza.
Realmente approvo le mie condensazioni cerebrali in un caustico moto alternato di devastazioni interiori. Suoni digitali esplorano e mappano me stesso in continuum avatar.
Sa molto – anche questa news – di cyberpunk. Forse nel nostro cronotopo si è infiltrato qualcosa da un continuum più o meno adiacente, visto il proliferare di elementi gibsoniani in questi giorni. Eppure, la Realtà Aumentata è un concetto di espansione ormai entrato nelle nostre vite grazie soprattutto agli esperimenti-realizzazioni di Apple, che ha condito il suo iPhone di memi simili dove, inquadrando per esempio una zona, il device rimanda informazioni aggiuntive locali quali negozi a disposizione e info commerciali in genere oppure culturali, oppure ludiche.
La realtà aumentata può portare a molto significative migliorie in molti settori, compreso quello della navigazione, dove il guidatore potrebbe essere in grado di vedere indicazioni sul traffico e sul percorso visualizzata “sopra” l’immagine della strada che sta percorrendo, in modo da rendersi meglio conto della situazione.
Il primo sistema di navigazione con tecnologia di Realtà Aumentata è stato recentemente creato da Pioneer, con il suo AVIC-VH09CS.
Il sistema di navigazione, che verrà commercializzato in Giappone per la elevatissima cifra di 3.700$, sarà equipaggiato con un display da 7 pollici, un lettore CD/DVD, una porta USB, un lettore di schede SD e connettività Bluetooth (per la gestione delle chiamate in viva voce con il cellulare).
Per utilizzare la realtà aumentata viene montata una videocamera sul parabrezza, le cui immagini in tempo reale saranno riprodotte sullo schermo da 7 pollici mostrando in sovrimpressione i dati relativi alla distanza degli altri autoveicoli sulla strada, la distanza precisa che separa l’automobile dalla prossima svolta ed i cambiamenti nelle indicazioni dei semafori che ci si trova di fronte.
Utilizzando un sistema di questo tipo quando ci si trova alla guida, può facilitare la percorrenza della strada, aiutando il guidatore nella conoscenza delle condizioni di guida e della strada e presentando una migliore rappresentazione della strada da percorrere, senza la necessità di interpretare la mappa che siamo abituati a visualizzare sui nostri navigatori satellitari attuali e che non sempre rappresenta in modo sufficientemente dettagliato la strada che stiamo percorrendo.