HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Acido
Empathy
Morfologie oniriche sono lasciate appese sull’orlo della disgrazia: permettimi di urlare ancora adesso, in silenzio, la mia siderale empatia aliena.
Pornography – The Cure
Il senso di acido mi pervade, fino alle fondamenta della mia psiche. Guardo intorno con frame rallentati di consapevolezza, scopro la cavalcata degli eventi che mi sopraffà e recito la febbre nelle mie vene, nel mio cervello, nella consapevolezza di essere finalmente uscito un attimo da me stesso. Pornografia del proprio malessere disagio dislocazione, oscenità di se stessi in tinte estreme che quasi uccidono.
Leggeri deliri
Le fibrillazioni del continuum spaziotemporale si dipingono come leggeri deliri, sulla pelle e sulle tue visioni.
Stati alterati
Ho individuato le strade attraverso filamenti luminosi, sono soltanto piccoli indizi lasciati decantare nelle estasi psichiche: stati alterati di incoscienza.
The Cure – The figurehead
Tagliente di buio interiore, la lascio adagiare lì, questa song, con la sua splendida copertina che dopo anni di distanza, rende intatto tutto il suo disagio monumentale.
The Cult – Rain
Lascio scorrere le gocce di pioggia, continue, che hanno una loro musicalità intrinseca, una loro mistica comprensibile solo con la catarsi relativa. Lascio andare i pensieri e canticchio, in sottofondo, le note…
Processi creativi
Tenaglie tirate fuori attraverso un’estremizzazione visiva, terzo occhio. Gli orpelli cui mi aggrappo per continuare a tessere il filo della creazione divengono esili, occulti, contorti.
Cosa si è ora
Scivolano via le note, scivolano via e lasciano piccole macchie lattiginose sulla pelle, frammenti di codice genetico acido che si frappone, si frammista, al concetto stesso di carne, di biologia, di vita. Ora si è tutt’altro, moloch vivente di biologia e devianza psichedelica, e distopie acustiche di nero stellare.
The Mission: dal mondo delle ombre gotiche… « HyperNext
Un altro mio contributo per HyperNext: una piccola analisi_resoconto (molto poco resoconto, visto che non c’ero quella sera) del concerto dei Mission dell’ottobre scorso, a Londra, in occasione del loro 25ennale.
Riprendendo parzialmente la terza puntata di Pulse, la rubrica musicale di Next-Station.org di cui sono tenutario, parlo di The Mission, la gothic band inglese che ha attraversato il panorama musicale internazionale da metà ’80 fino all’inizio di questo millennio.
I concerti che ho visto di questo gruppo sono stati molteplici; m’interessava in questa sede, invece, fare un piccolo rimando alla reunion della formazione originale in occasione del 25ennale della sua fondazione, sfociata nel concerto del 22 ottobre del 2011 durante una serata memorabile, in cui hanno suonato come gruppo di spalla i loro vecchi amici Fields of the Nephilim.
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