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Steampunk: vapore, metallo, velluto e corsetti | Urban Fantasy

[Letto su KippleBlog]

Un interessante articolo indaga i molteplici rivoli dello Steampunk, rendendone chiare le origini. Su UrbanFantasy.Horror.it. In questo filone trova il suo posto anche Il canto oscuro, di Alessio “Galessio” Brugnoli, vincitore dell’ultimo Premio Kipple, in vendita sia in cartaceo che in eBook senza DRM:

Un ottimo esempio di steampunk di ambientazione “romana”: un panorama d’inizio secolo in cui le sorprese tecnologiche non mancano e l’azione si snoda tra eleganti teatri dell’opera, antiche residenze decadute, bische e la classica Roma “sparita”. Sullo sfondo di un’indagine, partita per scoprire il responsabile di un crimine, si muove il principe Andrea il quale diventerà, suo malgrado, testimone di un tempo di trasformazione, un tempo che segnerà l’avvento di un nuovo modo di concepire l’elaborazione elettronica.

Ecco perché è salutare parlare di questo sottogenere come di una risorsa per tutta la SF e il Fantastico, in senso lato. Per illuminarvi meglio, incollo qui sotto il post di UrbanFantasy.Horror.it. Buona lettura…

E se la storia avesse preso una piega diversa? Se il mondo andasse… a vapore?

E’ in questo “what if” che si pone lo steampunk, un genere letterario che nasce verso la fine del XIX secolo e che, almeno nel suo avvento in epoca tardo-vittoriana, fu classificato come fantascienza. Solo da pochi anni ha assunto dignità e fisionomia propria, specie con l’avvento di scrittori quali China Mièville, Paul di Filippo e James Gurney che hanno mescolato universi paralleli a sviluppo industriale e romanzo scientifico. Recenti poi sono i romanzi di Alexia Tarabotti, che ha mescolato fantasy puro a steampunk, creando un universo alternativo e originale.

Ma cosa è precisamente lo steampunk? Questo genere riguarda romanzi la cui ambientazione è, nella stragrande maggioranza dei casi, la Londra Vittoriana, in un mondo a metà strada tra la città di Sherlock Holmes, quella di Jack the Ripper e quella di H. G. Wells. In esso dominano le macchine che vanno a vapore, vi sono automi meccanici, esiste una tecnologia informatica su base analogica, viaggi spaziali e i costumi sociali sono rigidamente codificati. Le atmosfere e le ambientazioni di Conan Doyle, Jules Verne, H.G. Wells sono lo scenario prediletto di questo genere letterario che mescola rigore scientifico alle infinite possibilità dell’evoluzione umana.

Oggi, il concetto di steampunk è diventato un unico contenitore che ricomprende la narrativa fantastica ambientata in un XIX secolo alternativo e non solo: vi sono anche i romanzi scientifici che si ispirano a Wells e Verne  o alla rivoluzione industriale, e sono ammessi influssi fantascientifici, noir, gothic o horror. Spesso, la parola steampunk è associata all’ ucronia (letteralmente significa “nessun tempo”) che potrebbe rappresentare la vera chiave di lettura del genere. In realtà, indica un mondo in cui la storia umana ha percorso strade alternative, generando una realtà parallela, diversa o  - appunto – alternativa, in cui l’evoluzione sociale, politica e tecnologica ha avuto esiti imprevedibili, magari con il condimento di società segrete e complotti politici (un esempio: il romanzo “La svastica sul sole” di Philip K. Dick).

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Nuova recensione a La giustizia di Iside | KippleBlog

[Letto su KippleBlog]

La stamberga dei Lettori recensisce La giustizia di Iside, di Clelia Farris. Dopo la segnalazione di pochissimi giorni fa ecco un altro parere sul libro di una delle nostri autrici di punta.
Quando ho finito di leggere La pesatura dell’anima, il primo romanzo pubblicato per la Kipple, ho subito pensato: c’è bisogno di un seguito! Il mondo creato dall’autrice era talmente affascinante da apparire fin troppo compresso e limitato in un solo romanzo di duecento pagine. Nel giro di un anno, la mia richiesta è stata esaudita!
Con La giustizia di Iside Clelia Farris torna a farci viaggiare nelle Due Terre: l’anacronistico, ucronico Antico Egitto dal sapore steampunk. Nell’epoca che ha visto il declino delle dinastie e l’ascesa di una nuova forma di governo ufficiale, a detenere il potere e il controllo sulla vita e sulla morte sono i Sette, una squadra speciale che si occupa di omicidi, in collaborazione con i Giudici della Morte e la dea Iside. Apoteosi dell’antichissima legge del taglione, i morti per omicidio possono esser resuscitati, la loro anima viene data indietro in cambio dell’anima dell’omicida. Un sistema, però, non infallibile, fosse solo per il peso psicologico che grava sui sette membri della squadra: e tanto basterebbe  a chi volesse metterli fuori gioco, come le creature del Mare di sotto. Ma alla fine è con se stesso che ognuno dei sette dovrà fare i conti.
La trama di fondo è essenzialmente un giallo, ma il vero asso portante del romanzo è il gioco tra i personaggi: tutto ruota attorno alle loro relazioni e ai loro conflitti personali. La protagonista, Naima, donna apparentemente forte, ma molto complessa e in conflitto con se stessa, guida di fatto una schiera di personaggi che, ognuno a modo suo, compierà una trasformazione – scelte drastiche incluse – che attraversa l’intero romanzo, mentre il nemico invisibile abbatte, colpo dopo colpo, l’inganno del perfetto controllo della squadra e i loro equilibri.
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Alessio Brugnoli incontra i lettori de Il Canto Oscuro | KippleBlog

[Letto su KippleBlog]

Alessio “Galessio” Brugnoli, talentuoso autore del romanzo Il Canto Oscuro, spiega sul suo blog le ragioni che l’hanno spinto ad adottare un approccio nei confronti della tecnologia per certi versi spiazzante, specialmente per un’opera come Il Canto Oscuro, ascrivibile al genere steampunk.
Rispondendo indirettamente alle critiche avanzate da alcuni lettori, Alessio conferma che la mancanza nel testo di una tecnologia particolarmente avveniristica è frutto di una precisa scelta narrativa.
Per chi volesse approfondire l’argomento, questo è il link del post originale pubblicato pochi giorni fa dall’autore.
Approfittiamo dell’occasione per segnalare che hanno anche preso il via le presentazioni del libro, per ora così articolate:
- 30 Maggio, ore 21.00, Hula Hoop, in via De Magistris 91/93

- 9 Giugno, a Cerreto Laziale, nell’ambito dell’Art Festival

Non mancheremo di segnalarvi i prossimi appuntamenti. Perciò, cari amici, restate sintonizzati.

Esce l’edizione cartacea de Il Canto Oscuro di Alessio Brugnoli | KippleBlog

[Letto su KippleBlog]

Approda all’edizione cartacea Il canto Oscuro di Alessio “Galessio” Brugnoli, romanzo vincitore del Premio Kipple 2011. Un’opera affascinante e divertente, che coniuga il genere steampunk in contesti inusuali e imprevedibili.
Come recita la scheda dell’opera,

questo romanzo ci regala un ottimo esempio di steampunk di ambientazione “romana”: un panorama d’inizio secolo in cui le sorprese tecnologiche non mancano e l’azione si snoda tra eleganti teatri dell’opera, antiche residenze decadute, bische e la classica Roma “sparita”. Sullo sfondo di un’indagine, partita per scoprire il responsabile di un crimine, si muove il principe Andrea il quale diventerà, suo malgrado, testimone di un tempo di trasformazione, un tempo che segnerà l’avvento di un nuovo modo di concepire l’elaborazione elettronica.

La copertina, dal gusto volutamente retrò, è di Elena Cermaria.
La presente edizione va naturalmente ad affiancarsi alla versione in eBook, già disponibile da qualche tempo.

PostPopuli “Neuronica”: un film da un racconto connettivista – PostPopuli

Su PostPopuli un post monumentale dedicato a Neuronica, il film che prende spunto dal racconto omonimo di Roberto “Ro” Furlani, cosceneggiato e diretto da Gabriele Calarco su spunto iconografico di Tommaso Ragnisco.

Il post è davvero immenso, e io vi segnalo solo questo passaggio, a mo’ di esempio:

Ma di cosa parla Neuronica? È la storia di Defrag, nome in codice del miglior hacker sulla piazza, che viene contattato da una grossa impresa di costruzioni per realizzare una joint-venture lampo con un altro colosso industriale, per realizzare una transazione illecita finalizzata all’acquisizione a titolo definitivo del Tunnel della Manica. Non mi addentro nei dettagli e nei motivi dell’operazione, ma vale la pena sottolineare che Defrag è munito di un innesto neurale che potenzia enormemente le sue performance (i dati vengono trasferiti con un elevato bit-rate, con enorme sicurezza e via dicendo). D’altra parte, Defrag è anche un fuorilegge che nel corso della sua carriera ha fatto perdere a compagnie private e statali capitali enormi, motivo per il quale si ritrova con i Servizi Segreti alle calcagna. E questo non è nemmeno l’unico problema che il protagonista deve affrontare, visto che deve vedersela anche con la gamma di marginalità, cioè l’alterazione della percezione sensoriale entro un limite di non-pericolosità (in altre parole, l’innesto permette all’innestato di vedere gli alberi fosforescenti, se così gli piacciono, però non di vedere come verde un semaforo che invece è rosso). Un’opzione simpatica, che però presenta qualche controindicazione…

La trasposizione cinematografica di Gabriele Calarco cambia qualcosa a livello di trama, com’è inevitabile, visto che cinema e narrativa sono due linguaggi diversi, ma rispetta splendidamente gli elementi cardine del racconto. Elementi cardine che sono: un forte risvolto spionistico; uno scenario affaristico, torbido, dove si muovono quartieri alti della finanza che si cimentano in scalate di potere al fine di ottenere egemonie economiche; infine (aspetto più propriamente connettivista) la questione della realtà aumentata, dove mondo fisico, sogno e rete si compenetrano dando luogo a un’interferenza tra tre dimensioni originariamente distinte.

Gabriele Calarco ha letto Neuronica sulle pagine di Delos e mi ha contattato tramite Facebook per chiedermi l’autorizzazione a trasformare la mia narrazione in un film. Potete immaginare la mia sorpresa nel ricevere una simile richiesta, tanto più che, onestamente, in precedenza non avevo minimamente pensato a una trasposizione cinematografica di Neuronica, e che è stato il cinema a venire da me anziché viceversa. Sorpresa ed entusiasmo con cui ho anche accettato la richiesta di collaborare alla sceneggiatura del film, che stiamo completando. Per quanto riguarda la seconda vita di Neuronica, quella cinematografica, passo la parola a Gabriele, vero ideatore del progetto.

Leggetevi tutto il post, è un obbligo. Capirete il perché andando avanti nel 2012.

Ecco Scarti, di Roberto Bommarito, vincitore del Premio Short Kipple 2012 | KippleBlog

[Letto su KippleBlog]

In un mondo degenerato che non riesce più a smaltire l’eccesso di spazzatura, un orfano adottato da un istituto religioso vede nascere su di sé un homunculus che poi si stacca dal proprio corpo. Mentre il mondo cade inesorabilmente verso la guerra globale, lui vive la storia d’amore con Eva.

Questa qui sopra è la quarta di copertina del vincitore del Premio Short Kipple 2012, Roberto Bommarito col suo Scarti. Il racconto è disponibile sul sito Kipple qui, al prezzo di 1€, come sempre senza DRM.
La redazione Kipple approfitta dell’occasione per fare i complimenti a Roberto e alla sua creatività.

Carmilla on line ® | Infoguerra

[Letto su CarmillaOnLine]

Mentre gli attacchi al file sharing e alla libertà di scambio in rete dei prodotti della conoscenza si fanno sempre più ravvicinati, in un’inutile quanto vana corsa contro la fine del tempo dei diritti d’autore, su Pirate Bay, una delle piattaforme di condivisione più famose nel mondo, compare una nuova categoria di file scaricabili: Physibles.
Di fatto si tratta di file contenenti dati per la fabbricazione di oggetti reali attraverso l’utilizzo di stampanti tridimensionali.

Il risultato dovrebbe consistere nella produzione di oggetti concreti (per adesso modellini, forme e strumenti) la cui varietà è per ora estremamente limitata dalla tecnologia e dai costi.
Un comunicato apparso su Pirate Bay spiega e anticipa, però, che:”Una delle cose che sappiamo è che la società condividerà sempre le conoscenze. L’era digitale ha reso tutto più facile e ora è tempo di fare il passo successivo. Oltre ai consumi culturali, libri, musica, film, che nascono nel digitale, anche gli oggetti di uso comune hanno origine da progettazioni software. Così abbiamo deciso di lanciare una categoria di file che chiameremo Physibles, capaci di produrre oggetti reali con l’opportuno hardware. Entro 20 anni, potrete fare il download delle scarpe da ginnastica […]I benefici saranno enormi: non più distribuzione fisica, non più resi, niente più lavoro minorile […]Potremo fare una copia di tutto ”.

Continuate a leggere l’articolo qui, è seminale.

Kipple.it: Prima recensione a “Il canto oscuro”

[Letto su KippleBlog]

È di ieri la notizia dell’uscita sul mercato de “Il canto oscuro”, il romanzo di Alessio “Galessio” Brugnoli che ha vinto il Premio Kipple 2011, e già cominciano a uscire le recensioni. Il Gazzettino del Tirreno dedica al libro digitale un articolo piuttosto lungo:

“Il canto oscuro” , inserito, a mio modesto avviso, in maniera parecchio riduttiva e quasi  “meccanicamente” nel sottogenere fantascientifico dello steampunk, è  in realtà un romanzo polivalente, una piccola  grande summa moderna refrattaria a certe troppo facili categorizzazioni, apprezzabile con facilità dagli appassionati di storia ai cultori dell’arte, dagli amanti del giallo fino agli estimatori del romanzo d’autore italiano, europeo ed internazionale del primo novecento.

Se in effetti  la costruzione esteriore, la trama, l’intreccio, sono, come ben si legge nella presentazione online dell’opera, “un ottimo esempio di steampunk di ambientazione romana”, e pur rispecchiando in pieno le ambientazioni vittoriane  e   tutti i canoni entro cui si muove questa corrente letteraria (anche nel romanzo di Brugnoli hanno un ruolo fondamentale  “macchine a vapore” e enormi, pionieristici, computatori), in verità  dietro a questo grande lavoro c’è tutta una complessa costruzione creativa e artigianale degna di un sapiente faber della parola come anche di un raffinato maestro orologiaio svizzero…[continua sul blog]

Vi ricordiamo che l’eBook è in vendita qui al prezzo di 2,5€, con download simultaneo doppio (versione sia epub che mobi) ed è senza lucchetti digitali DRM.

Piccole note sul software libero – parte terza « HyperNext

Ultima puntata su HyperNext del mio piccolo viaggio nel mondo del software opensource; qui e qui le due puntate precedenti.

Cooperare, senza che ciò diventi necessariamente un sistema tritatutto, socialmente omicida; anzi, lasciare che la cooperazione diventi un fattore di crescita collettivo, capace sì di generare profitto ma anche benessere, dove nessuno venga mangiato dagli squali dell’alta finanza: questo è forse l’ultimo sogno dei figli delle generazioni che dei ’60. Fondamentalmente, essi non sono lontani, ora, dal conquistare il mondo senza spargere sangue, senza essere diventati belve assetate di denaro, senza che venga schiacciata la nostra dignità, riservatezza, libertà. Anzi, la nostra Libertà: software libero, sempre, ovunque, sempre di più, è la loro arma cristallina, vincente, potente come l’energia riciclabile. Senza l’opensource, il mondo sarebbe assai simile a quello che paventava George Orwell.

Pubblicato Il canto oscuro, di Alessio Brugnoli, Premio Kipple 2011

[Letto su KippleBlog]
Questo romanzo ci regala un ottimo esempio di steampunk di ambientazione “romana”: un panorama d’inizio secolo in cui le sorprese tecnologiche non mancano e l’azione si snoda tra eleganti teatri dell’opera, antiche residenze decadute, bische e la classica Roma “sparita”. Sullo sfondo di un’indagine, partita per scoprire il responsabile di un crimine, si muove il principe Andrea il quale diventerà, suo malgrado, testimone di un tempo di trasformazione, un tempo che segnerà l’avvento di un nuovo modo di concepire l’elaborazione elettronica.
Questa è la quarta di copertina del vincitore Premio Kipple 2011, Il canto oscuro, di Alessio “Galessio” Brugnoli, disponibile (presto anche in cartaceo) in versione eBook, sia epub che mobi, senza DRM e quindi leggibile quindi su ogni device immaginabile. Il prezzo del libro digitale è di 2,5€. La copertina è opera di Elena Cermaria.
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