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Presentazione di Olonomico e de Il Canto Oscuro presso Inerzia Art Sharing festival – Roma


Dal 10 al 12 Maggio il CSOA ExSnia, a Roma, in via Prenestina 173, ospiterà Inerzia Art Sharing, il primo festival di condivisione di Fuoco, Flow e Arti Performative della Capitale, evento capace di evocare il circo e il fuoco tramite spettacoli e laboratori, con attività di ricerca e sperimentazione usando l’aggregazione sociale, lo scambio e la condivisione gratuita delle conoscenze.
In tale occasione, sabato 11 maggio, alle ore 19.00, sarò ospite assieme ad Alessio “Galessio” Brugnoli  per presentare i nostri ultimi romanzi, Olonomico e Il Canto Oscuro; ci confronteremo sullo stato attuale e sulle prospettive della narrativa fantastica in Italia.

In Olonomico, pubblicato da Ciesse Edizioni, si narrano le vicende e gli intrighi dell’Impero Connettivo – uno Stato, modellato sull’esempio dell’Impero Romano, il cui dominio si estende sia sullo spazio sia nel tempo. Ne Il Canto Oscuro, edito dalla Kipple Officina Libraria, Alessio Brugnoli affronta il genere steampunk, scrivendo un giallo ucronico ambientato in una Roma dove lo Stato Pontificio non è mai caduto.

Siamo autori di stile e tematiche diverse, accomunati dalla consapevolezza che la Fantascienza non è un gioco letterario, ma lo specchio straniante del nostro contemporaneo, l’occasione per evidenziare e riflettere le contraddizioni con cui ci confrontiamo ogni giorno.
La presentazione sarà accompagnata da una performance artistica e seguita dal grande evento fire-night: “A Rota de Foco”, spettacolo di fuoco, concerto e dj set.

Alessio Brugnoli, nato nei turbolenti anni Settanta a Roma, ingegnere e giramondo, è stato tra i fondatori dell’avanguardia Neofuturista. Per anni si è occupato d’Arte, organizzando mostre e scrivendo critiche e collaborando allo start up del progetto Quaz Art, il portale web che si pone come erede di Lacerba. Ora ha cominciato a dedicarsi alla scrittura, nell’ambito del Fantasy e della Fantascienza.

Intervista a Dario Tonani – QUAZ ART: arte sperimentale


Bella, bellissima intervista a Dario Tonani, a opera di Alessio “Galessio” Brugnoli, su Quaz-Art. 31 domande mozzafiato, da leggersi in sequenza serrata, per un quadro d’insieme di uno dei maggiori esponenti della SF italica. Complimenti a entrambi.

Perché Infect@? Da dove è saltata fuori l’idea dei Cartoon?

Prima di tutto il perché del titolo… Perché la base su cui si regge l’intero romanzo è il concetto di contaminazione. Il carattere “@” poi è una sorta di marchio di fabbrica del ciclo e sta a significare che l’infezione può essere diffusa da qualsiasi monitor. L’idea dei cartoon è nata invece scrivendo tutt’altro: a un certo punto il protagonista di quest’altra storia – un racconto di science fantasy – rimane catatonico a osservare il monitor di una tv dove stanno trasmettendo un cartone animato. E sono rimasto anch’io in qualche modo folgorato dalla scena, così ho pensato di partire da lì: dal fatto che le immagini che stava osservando il mio personaggio fossero in grado di farlo sballare.

Ho abbandonato il racconto e mi sono messo a scrivere “Infect@”. In cartoon erano perfetti per due ragioni: 1) fanno parte dell’infanzia di ciascuno di noi; 2) volevo creare un contrasto stridente tra mondo della tossicodipendenza e immagini innocenti della nostra infanzia. Insomma, per farti una dose devi “lapparti” con gli occhi il tuo bel cartone animato “dopato”…

Kipple.it: Fermate i killer robot, l’appello dello Human Rights Watch


[Letto su KippleBlog]

Lo Human Rights Watch, organizzazione internazionale non governativa per la difesa dei diritti umani, ha lanciato un appello per mettere in guardia le persone sul potenziale pericolo dei “robot killer”. L’organizzazione si riferisce a robot capaci di eseguire azioni militari o di controllo dell’ordine pubblico autonomamente. Fra meno di un decennio, afferma lo HRW, queste macchine potrebbero divenire una realtà.
Gli scenari apocalittici illustrati dalla fantascienza sono tanti, alcuni come quello di Terminator e The Matrix divenuti ormai parte della cultura popolare. A questo pericolo, Isaac Asimov reagì formulando le tre regole a cui tutti i suoi robot positronici dovevano obbedire:
  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Leggi il seguito di questo post »

La sconfitta


Rarefatto e spregiudicato, il suono dell’invasione arrivava da più direzioni, anche quelle impossibili; le defezioni psichiche del mio kernel apparivano come una valanga, inserzioni della sconfitta in me.

Kipple.it: Recensione a Il canto oscuro @ FantasyMagazine.it


[Letto su KippleBlog]

Recensione attenta e particolare quella che è apparsa, su FantasyMagazine, al romanzo vincitore del Premio Kipple 2011: Il canto oscuro, di Alessio “Galessio” Brugnoli. Emanuele “Manex” Manco analizza punto per punto il romanzo e trae delle conclusioni, sintetizzate in parte da questo passo:

Se i più saranno divertiti dalle varie figure storiche inserite nel romanzo, una per tutte Guglielmo Marconi, a chi conosce la vita di Alan Turing non potrà che saltare all’occhio la figura della vittima, il matematico inglese omosessuale Alan Stuart, finito nel mezzo di una storia più grande di lui.
Molti sono i paralleli tra la figura reale e il suo alter-ego nel libro, che diventa un protagonista, mediante il racconto di chi lo ha conosciuto, anche se è morto dalla prima pagina.
Lode al coraggio di rendere protagonista di un romanzo una figura così controversa, pur se di acclarato valore nella storia della scienza.
Tante sono le ipotesi di intrigo sulla morte di Turing che però non hanno mai trovato conferma. Nel 1951 denunciò un furto subìto in casa, probabilmente da un conoscente di un suo amante. All’epoca in Gran Bretagna l’omosessualità era un reato. Pertanto Turing fu condannato a cure ormonali che ne minarono la psiche, oltre che provocargli danni fisici. Il 7 giugno del 1954 fu trovato morto accanto a una mela morsicata intrisa nel cianuro. In realtà l’autopsia non fu mai eseguita ed esistono ora delle tesi che ipotizzano risposte diverse a quello che fu decretato all’epoca, ossia che lo scienziato si sia suicidato.
Quello di Brugnoli è anche un omaggio a queste ipotesi.
Un romanzo da leggere con avidità e curiosità.

Vi ricordiamo che il romanzo è in cartaceo ed eBook senza DRM, ordinabili qui.

Trans-Human Express recensito su Strani Giorni | Kipple.it


[Letto su KippleBlog]

Ettore Fobo ha pubblicato sul blog Strani Giorni una recensione entusiasta del romanzo Trans-Human Express di Lukha B. Kremo, pubblicato nei mesi scorsi dalla nostra casa editrice.

Vogliamo condividere con voi due piccoli estratti dalla sua critica, che ci onora e ci spinge a non deviare dal nostro percorso di editori piccoli, ma, lasciatecelo dire, di qualità.

Ettore scrive:

E’ un romanzo in cui la fantascienza è usata per indagare alcune ossessioni  tutte contemporanee: la paura della fine del mondo, con relative guerre atomiche,  catastrofi climatiche e pericolosi asteroidi in rotta di collisione con la Terra,  le intelligenze artificiali, con il relativo timore umano di essere soverchiati da esse, l’enorme diffusione dell’informatica, le tensioni sociali espresse dai movimenti anarco – insurrezionalisti, l’incapacità della classe politica nel gestire tutto questo coacervo di contraddizioni.

E ancora:

La scrittura è affascinante, la trama labirintica è avvincente, e il romanzo si rivela un ottimo esempio di un genere, la fantascienza, troppo spesso ingiustamente relegato al rango di sottoprodotto letterario. Quello che colpisce nel romanzo è la sua ricchezza, la sua densità, in un vertiginoso susseguirsi di eventi esso procede con sicurezza verso l’esito finale in cui tutti i nodi si sciolgono.

Leggi tutta la recensione all’indirizzo
http://ettorefobo.blogspot.it/2013/04/trans-human-express-lukha-bkremo.html

Kipple.it: La clonazione nella fantascienza: da Huxley alla nuova serie tv Orphan Black


[Letto su KippleBlog]

Clonazione. Un tema di cui la fantascienza, per ovvie ragioni, si è sempre interessata. È l’aspetto etico sopratutto a destare interesse. Cosa accadrebbe se consentissimo alla scienza di clonare gli esseri umani? 
Aldous Huxley affrontò la questione, in modo egregio e profondo, nel suo capolavoro Il mondo nuovo, dove la clonazione umana diventa strumento di specializzazione trasformando le classi sociali in classi sociobiologiche, ovvero differenziate anche dalla costituzione fisica e non solo da quella culturale.
Di recente, lo scrittore britannico di origini nipponiche Kazuo Ishiguro ha affrontato il tema con il suo romanzo distopico Non lasciarmi, giudicato dalla celeberrima rivista Time miglior romanzo del 2005. Cinque anni dopo, nel 2010, il romanzo è stato portato sullo schermo da Mark Romanek. La fantascienza ha infatti affrontato il tema anche in ambito cinematografico e televisivo.
Orphan Black è la nuova serie televisiva trasmessa da BBC America che tratta proprio questo delicato argomento. Il ritmo serrato, una narrazione coerente, l’ottima fotografia e la presenza della bella protagonista Sarah (Tatiana Maslany) rendono questa nuova serie tv di fantascienza degna di attenzione. 
Le opinioni riguardo alla clonazione sono tante e divergenti. I parametri etici sono delicatissimi. Ma se non altro possiamo affidarci alla fantascienza per sbirciare le tante alternative, belle e brutte, che le nuove tecnologie ci offrono, per giungere a una nostra opinione individuale.

Il Posto Nero: Disponibile WAR di Dario Tonani in formato MP3 Audiobook


Notizia ghiotta, questa che riguarda Dario Tonani: la Mezzotints rende disponibile l’audiolibro di War, la raccolta di due racconti di Dario, in formato mp3, di Military Science Fiction ambientati entrambi sulla Terra, in un nero domani dietro l’angolo. Maggiori info qui.

∂| ThrillerMagazine | Dario Tonani: WAR Weapons. Androids. Robots


Nuova, bella intervista a Dario Tonani, su ThrillerMagazine. Di carne al fuoco ce n’è molta, come sempre, e Dario si destreggia bene tra le domanda e i riferimenti alle sue molteplici opere presenti sul mercato. Un estratto:

Parliamo innanzitutto di “WAR”, il tuo ultimo lavoro pubblicato. Ma partiamo, se non ti dispiace, dall’editore che lo propone: Mezzotints.
Mezzotints è una realtà editoriale lanciata da poco, ma con una competenza del team redazionale consolidata da esperienze precedenti. La passione per il contenuto narrativo è palese, ma altrettanto chiara ed apprezzabile e la motivazione a curare a 360 gradi gli eBook proposti non solo per il loro valore narrativo, ma anche come “oggetto” di vendita, quindi in un’ottica customer focus che sa privilegiare quanti dei lettori stanno attingendo con sempre più attenzione anche dal mercato dell’eBook. La cura del prodotto è estremamente professionale, sia per l’ottima impaginazione che per le scelte grafiche di impatto.
Come è nato il tuo incontro con Mezzotints e l’idea di proporre WAR?

Concordo in pieno: in Mezzotints ho trovato professionalità, idee innovative e un modo di fare marketing molto coinvolgente anche per lo scrittore, che così oltre a fare squadra con un team molto ben affiatato si ritrova nell’habitat migliore per alimentare anche la propria “platform” autoriale personale. Quanto all’idea di WAR, tutto è partito da un brainstorming con il direttore editoriale di Mezzotints, Alessandro Manzetti: pensavamo entrambi a un’antologia con un’identità forte. E la scelta è caduta sul tema della Military Science Fiction, un sottogenere che Oltreoceano ha uno zoccolo durissimo di appassionati e che invece in Italia praticamente nessuno ha ancora battuto.

E. Gabriella Coleman – Coding Freedom: The Ethics and Aesthetics of Hacking – Neural.it


[Letto su Neural.it]

L’intero ecosistema di hacking e FLOSS sono stati raramente considerati dalla ricerca accademica, nonostante il loro agire fosse spesso identificato come una formidabile produzione collettiva. FLOSS è stato considerato più come uno “strumento” e non riconosciuto come un importante e concettuale “laboratorio” di pratiche e libertà. Coleman si concentra sulle comunità hacker e su quello che queste significano e dimostrano al resto della società. La trattazione si sviluppa lungo differenti percorsi, guardando all’identità hacker, alle occasioni d’incontro, ai modelli di relazione e alla politica. C’è – in realtà – un tentativo di descrivere un hacker “tipico”, indagato attraverso settanta diverse interviste, condotte dal vivo o via e-mail. Coleman (definito da Cory Doctorow come un “antropologo geek”) può anche essere assimilato a un etnografo hacker, per la sua presenza a una serie di conferenze di Debian GNU/Linux (“Debconfs”) e per la sua puntuale descrizione dell’organizzazione interna di Debian, oltre alla sua gestione rigorosa di preparazione tecnica, di pari passo agli impegni etici essenziali. Una delle parti più interessanti è l’analisi dei modelli economici sostenibili di FLOSS e la permeazione dei valori radicali attraverso la produzione di contenuti. Le comunità hacker sono anche caratterizzate dalla fiducia e dalla abilità dei loro membri, oltre alla condivisa consapevolezza che essi avranno un impatto sulla società “agendo” e servendo come esempi. Il tratto comune che l’autore identifica come associazione hacker proveniendo da ambienti eterogenei è la realizzazione di una “produttiva libertà”. La ricerca prende in considerazione anche la convinzione hacker che il refrain “code is speech” (il codice è il discorso) merita di diventare un paradigma fondamentale intorno a cui strutturare una parte seminale della nostra società.

Princeton University Press, ISBN: 978-0691144610, 264 pages, 2012, English

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