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Chi controlla lo spazio? | Il futuro è tornato


Bell’articolo su FuturoTornato riguardo all’eventuale sfruttamento futuro di alcuni corpi celesti minori, come asteroidi, per il ricavo di metalli da impiegare nella futura economia terrestre, una sorta di Nuova Eldorado per gli aguzzini e gli avvoltoi che hanno in mente soltanto i guadagni garantiti da un nuovo, sfrenato e apparentemente illimitato, iperliberismo stellare. Da vomito, il tutto, ma sarà lo scenario probabile in cui incapperemo. Scenari da space opera

Abbiamo parlato spesso delle prospettive economiche dello sfruttamento delle risorse del nostro sistema solare e di come possa diventare una necessità, prima ancora che un’opportunità, andare a prendere quello che ci manca nella fascia degli asteroidi o su un qualsiasi altro corpo celeste. Possiamo quindi immaginare uno scenario,spingendoci solo pochi anni avanti nel futuro. Diciamo che una navetta robotizzata riesca ad agganciare e spostare fino a uno dei punti di Lagrange del sistema Terra-Luna un asteroide.

L’asteroide è stato accuratamente selezionato, ha un robusto contenuto di metalli a noi preziosi, e la compagnia che ha organizzato la sua rimozione ha pronte le attrezzature necessarie per cominciare gli scavi. A suo modo, è un momento storico e i media seguono i progressi delle operazioni con grande attenzione. Sulla Terra gli investitori e i mercati stanno scommettendo sul buon esito delle operazioni e su come i futures legati alla quotazione delle materie prime varieranno in futuro. Dal canto loro, gli esponenti delle industrie minerarie terrestri riflettono su come poter proseguire il loro business con questa nuova concorrenza.

Fino a quando un uomo non si presenta in una corte di giustizia,diciamo a New York.

∂| FantasyMagazine | Tutti i mondi di Dario Tonani


Su FantasyMagazine una bella intervista a Dario Tonani, realizzata da Claudia Graziani. La chiacchierata verte sui mondi letterari creati da Dario, ed eccone uno stralcio:

La tua opera rappresenta un esempio di come il confine tra generi sia labile. Fantascienza, steampunk, fantasy, horror e forse un po’ di thriller che si fondono in un concetto nuovo. Qual è il percorso che ha portato a questa fusione?

“Fusione”, giusto. “Ibridazione”, “contaminazione”, “crossover”. Lo dico sempre, non mi sento accasato in nessun genere puro. Ma i miei cocktail non sono mai studiati a tavolino, sono piuttosto derive, la naturale piega che prende la storia quando in qualche modo lasci che sia lei a farsi raccontare. Ho un’“autonomia visiva” molto corta quando scrivo: non faccio mai scalette ed è come se guardassi cosa succede al plot e ai personaggi standomene dietro un parabrezza bagnato, in una notte di tregenda. Con i tergicristalli che non funzionano. Finisci per prendere su di tutto dalle ruote.

Kipple blog: Recensione a Dermathopia, Premio ShortKipple 2014. Su BeatiLotofagi


[Letto su KippleBlog]

La prima recensione al vincitore del Premio ShortKipple 2014, Dermathopia di Alberto Vertighel, è già giunta. La possiamo trovare sul sempre più segnalato BeatiLotofagi, ed è una perfezione di emozioni che ci trova pienamente concordi. Un estratto:

Alberto Vertighel in Dermathopia,  il racconto vincitore del Premio ShortKipple 2014, viviseziona la pazzia dell’oggi in uno scenario futuro. La pazzia contemporanea è la convinzione di riempire quegli enormi e multipli vuoti della nostra vita con dei cunei esterni. Cunei che noi adattiamo mordendo a sangue o svuotandoli perché ciò che interessa è solo ciò che appare, la chitina che costituisce e mantiene la struttura riempitiva. Cunei che non possono far altro che esser rigettati come organi estranei trapiantati in maniera folle e compulsiva.

La pazzia moderna è il non capire che i vuoti della nostra anima devono essere riempiti attraverso l’espansione di essa. Emozioni. Passioni. Esperienze. Poiché a furia di riempire non facciamo altro che comprimere e ridurre il nostro stesso essere e la nostra stessa vita.

Alberto Vertighel, Dermathopia
cover di Ksenja Laginja
Kipple Officina Libraria
Collana Capsule (vol. 13) — Formato ePub e Mobi — Pag. 29 — 0.99€
ISBN 978-88-98953-04-2

Definizione di basso vivente


Le tue distanze si sono ridotte, così puoi innescare le escandescenze prostetiche dentro al tuo corpo carapace, aragoste dalle definizioni sfuggenti perché innestate di altra materia biologica vivente.

Kipple blog: Esce per Kipple Dermathopia, di Alberto Vertighel, il racconto vincitore dello ShortKipple 2014


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Librariaè lieta di presentare Dermathopia di Alberto Vertighel, il racconto vincitore del Premio ShortKipple 2014 che attraversa le mutazioni indotte dalla Medicina evolutiva e postumana; la pubblicazione esce in formato eBook per la collana Capsule, la cover è di Ksenja Laginja.

Sinossi

In un mondo traslato su un prossimo futuro adiacente al nostro presente, una vacanza completamente pagata dalla stravagante Zia può apparire un elegante stratagemma per allontanarsi dalle paranoie di un’esistenza vissuta in collegio. Moss, il nipote, non immagina però la vertigine che lo coglierà non appena gli eccentrici amici della Zia si riveleranno. L’imprevedibilità di un’atmosfera alla “Isola del Dr. Moreau” si rivela folgorante, segnando l’esordio letterario di Alberto Vertighel, coinvolgendo il lettore in un’avventurosa e imprevedibile spirale di pura iperbole tecnologica.

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Habitat


Mostro le direttive acute di comportamento sulle sterminate distese di dati emendati, quelli che tu comprendi. Ho la tua mise sulle mie mani, e ne derivo ogni discreto cerebrale in cui abitare.

Dario Tonani • I locali da incubo dei miei romanzi


Sul sito di DarioTonani l’ecosistema, le ambientazioni che sono alla base dei suoi racconti e romanzi dell’universo Mondo9, una sorta di TripAdvisor del suo mondo da incubo…

Bar, locande, ristoranti, pub, taverne… I romanzi, di qualsiasi genere essi siano, sono pieni di luoghi — spesso sordidi e malfamati — che fanno da crocevia a personaggi destinati a fare da motore alla storia. Di solito è in posti come questi che i protagonisti interagiscono con i comprimari e gettano le basi degli step successivi dando spesso la stura all’azione vera e propria; davanti a un boccale di birra o a qualche altra bevanda strana.

Le pagine che li presentano sono però anche un’occasione d’oro per descrivere bui angoli di città, come pure oscure tradizioni e sinistre abitudini. Ecco una breve carrellata dei locali apparsi tra le pagine dei miei romanzi.

Il ristorante panoramico di “Infect@” 

In rigoroso ordine cronologico cominciamo da “Infect@” (Urania 1521, 2007) e dal locale che i due poliziotti della S.C.E. di Milano (Sezione Crimini Efferati), Montorsi e Mushmar, incontrano quasi per caso all’ultimo piano di un palazzo abbandonato…

“La sala da pranzo era stipata di tavolini, molti dei quali impilati l’uno sull’altro. Attraverso le vetrate rotte filtrava la luce bianca delle insegne al neon. [...] “Un ristorante panoramico. Non credevo che ce ne fossero di così eleganti in un quartiere come il Forlanini”. C’erano resti marci di raffinati broccati, tende di cotone smangiate dalla muffa. E bicchieri rotti, in quantità impressionante. La luce entrava da tutti e quattro i lati, vaporosa come un riverbero sul ghiaccio. Mushmar mosse qualche passo sul tappeto di cristalli. Sotto le suole produceva il gemito di una ricchezza perduta per sempre. “Il Titanic delle sale da pranzo” commentò. Come se il palazzo, in una notte serena, fosse andato a cozzare contro un altro edificio. O una gigantesca insegna al neon. Istintivamente si voltò a scrutare le cime dei casermoni intorno. Tutte avevano insegne abbastanza grosse e luminose da sembrare enormi blocchi di ghiaccio, alcune erano persino del colore giusto: candide e venate di riflessi azzurrognoli. Sul pavimento solo cocci di cristallo e qualche posata d’argento, nessun residuo di cartoni morti, non una traccia di fango. Né sui tavoli, né sulle sedie. Pur nel suo degrado, l’immenso locale era pulito. (Pag. 172)

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