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Hemingwrite, l’incontro tra passato e futuro? | Emanuele Manco


Sul blog di Emanuele “Manex” Manco la segnalazione di un simpatico gadget da retrofuturo: la macchina da scrivere con schermo digitale. Lascio a lui una breve descrizione dell’oggetto, che fa sorridere e incuriosisce, vero desiderio di un nerd.

Le caratteristiche della Hemingwrite sono spiegate sul sito dedicato per cui non starò a dilungarmi. L’idea, dato il nome sembra quella di evocare i bei tempi andati, quelli di Hemingway appunto, con un oggetto che con un aspetto retrò abbia invece molta tecnologia moderna. Come una moderna 500 Fiat, o come una bicicletta high-tech. Qui, invece del foglio c’è uno schermo e-ink, i documenti si salvano in Google Drive o Evernote. Chissà se c’è il trillo della fine riga.

Alzi la mano chi non desidero un apparecchio simile, che non si interfaccia con la Rete e che, quindi, non ci permette distrazioni da connessione.

edited by Martin Fredriksson, James Arvanitakis Piracy: Leakages from Modernity | Neural


[Letto su Neural.it]

l termine “pirateria” evoca inevitabilmente sentimenti ambivalenti. Esso riflette inoltre le modifiche, i conflitti e le contraddizioni della società contemporanea. Questa antologia di testi rompe finalmente il classico “guardie e ladri” ricorrente dibattito, che considera la pirateria sia come un disastro o come un’opportunità, raccogliendo un consistente numero di approcci originali. Nel testo la pirateria è considerata da diverse prospettive culturali differenti, relativa alle strutture di potere e di trasformazione, così come si sono prese in considerazione anche pratiche d’uso comune. I redattori asseriscono: “per ogni nuovo sviluppo nelle tecnologie capitaliste, una sorta di momento di pirateria emerge”. Per esempio, le implicazioni sociali specifiche di BitTorrent sono ancora più importanti di quelle altrimenti economiche e la sua “costellazione” (come gli autori la definiscono) crea “perdite.” La definizione di perdite è uno dei concetti più intriganti (e fondamentali) esplorati nel saggio. Queste si materializzano nelle varie pratiche e i sostenitori di Pirate Bay (di cui si parla in vari saggi), per esempio, sono riconosciuti per considerare il file-sharing in quanto difesa dei beni comuni contro la scarsità e la recinzione. Gli attivisti e gli utilizzatori del file-sharing sono inoltre ben analizzati nelle loro consuetudini e un suggestivo parallelo viene disegnato con la stessa ideologia del copyright discussa altrove. Il libro indaga anche in altri campi, ad esempio la bio-pirateria, così come viene riconosciuta la qualità d’innovazione tecnica introdotta dai “pirati”. Questo lavoro è stato anche il punto di partenza per un network di ricerca, collegato attraverso una piattaforma web pubblica (PiracyLab) costantemente aggiornata e ulteriore spazio di discussione teorica.

La scienza tarantiniana di Neal Stephenson | OggiScienza


Su OggiScienza un bel post riguardo Neal Stephenson e la sua letteratura. Nozioni assai istruttive e indagatrici del rapporto tra scienza, matematica e fenomeni sociali, una ricercatissima scena da cui trarre con attenzione e forse fatica idee e suggestioni in grado di traghettarci vero il prossimo futuro. Un estratto:

Neal Stephenson non è certo uno di quegli scrittori di fantascienza che vanno per il sottile. Leggendo i suoi libri si finisce inevitabilmente con l’affrontare lunghe spiegazioni tecniche o storiche su come funzioni un certo strumento o come si sia arrivati a un determinato contesto socio-politico. Prendete Anathem, per esempio. Uscito nel 2008, il romanzo è ambientato su un pianeta simile alla Terra dove la società umana è divisa in due componenti che interagiscono solo in specifiche occasioni: il mondo matico, costituito da comunità di monaci-scienziati (chiamati avout), e il mondo secolare. La storia è raccontata in prima persona da un giovane avout, tramite il quale il lettore viene introdotto alle particolari leggi che regolano il mondo matico e alla sua storia, in relazione a quella del pianeta. Un’introduzione necessaria per calarsi nella ricca ambientazione inventata da Stephenson. Un’introduzione lunga circa metà libro (e stiamo parlando di un tomo di più di 900 pagine). Una prova talvolta faticosa, nel corso della quale l’autore enuncia teorie matematiche, introduce elementi di astronomia, ripropone il dibattito filosofico fra realismo platonico e nominalismo – chiamandoli in altro modo – e si avventura nell’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Il resto del libro prende le mosse da questo background per dare sostanza e credibilità a una classica storia di fantascienza.

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Visione distorta


Ingigantite dalla complessità esotica della matematica le tue considerazioni assumono la stessa bizzarria grafica di una testa sformata da un supercervello, un gran bozzo che si estende sul lobo frontale e disturba ogni visione eccelsa della certezza postumana.

Corpi recensiti 4 | Holonomikon


Sul blog di Giovanni De Matteo il quarto post dedicato alle recensioni di Corpi spenti, il suo romanzo uscito su Urania quest’estate. Pareri qualificati e argomentati di lettori, autori e appassionati, in primis, di SF, che danno il loro giudizio sull’opera. Uno stralcio:

Tornando a Corpi spenti vorrei concludere sottolineando come l’autore abbia lavorato lasciando intravedere molta attenzione all’indagine antropologica definendo personaggi che sono sì futuribili, ma le cui ascendenze potremmo facilmente individuare tra i protagonisti della realtà odierna. Inoltre, ho avuto l’impressione di aver letto un romanzo fortemente politico. E, se permettete, non potrebbe essere altrimenti dato che Giovanni De Matteo, originario della Basilicata, conosce benissimo le realtà sociali ed economiche di quel Mezzogiorno che in Corpi spenti procede verso una forma di secessione. Ipotesi tutt’altro che peregrina, considerando le tormentate vicende della politica italiana dell’ultimo ventennio. Questa, naturalmente, è solo la mia interpretazione. Passo la palla a voi. Buona lettura.

La periferica di William Gibson ∂ Fantascienza.com


Da Fantascienza.com la notizia di un nuovo libro per William Gibson, il catalizzatore più popolare del cyberpunk. Gibson da molto tempo non scrive più fantascienza pura, con La periferica, però, sembra aver invertito la rotto e tornato a occuparsi di futuro più propriamente SF.

Burton è un veterano della Elite Force Recon Haptic con danni permanenti per via degli impianti neurali che gli sono stati installati, e che sopravvive con la sorella Flynne grazie alla pensione dell’esercito. Una sera Burton dice a Flynne di aver trovato un lavoro come beta tester per un nuovo gioco, a cui però non potrà partecipare. Sembra una cosa semplice: costruire un perimetro intorno all’immagine di un edificio in costruzione. Trovare e correggere piccoli bug, si presume per aumentare la sicurezza. Questo è tutto. Burton offre un bel po’ di soldi a Flynne per prendere il suo posto. Quello che Flynne trova però non è ciò che si aspettava, e il gioco potrebbe essere molto più pericoloso e trasformarsi in un omicidio.

Incuriositi? Io molto, un nuovo romanzo di Gibson è un evento comunque, una festa per tutta la Science Fiction mondiale.

Maker Faire Roma | Edizione 2014


Su 06blog.it la segnalazione di una fiera atipica ma interessante che si è svolta a Roma nei giorni scorsi:

Creativi, inventori, geni dell’intuizione e, soprattutto, maestri della rivoluzione digitale ancora in corso. Tutti insieme al Parco della Musica, per una manifestazione che si è conclusa pochi giorni fa e che ha portato un po’ di ottimismo in città.

Giunta alla seconda edizione il Maker Faire Roma, ha presentato anche personaggi più o meno noti di settori come quello spaziale o medico, come per esempio Lenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di un mese e mezzo. Non solo, ovviamente.

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