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Borgne – Moorwanderung | Oscurità intorno

Difficoltà intrinseche all’uso delle emozioni.

Difficoltà che si espandono ovunque
tracciando scie lucenti di umore scuro interiore,
ed ecco la notte…

Le vibrazioni

Ho raccolto le definizioni
le ho raccolte in un unico estensibile contenitore dove m’infilo anche io
nel mio formato preferito: gassoso.

Mi ritrovo perso, disteso
accecato dalla tua perfezione e dai codici esoterici che emani
sei le vibrazioni quantiche del mio cristallino, su cui ti muovi.

Your way

Ti esalti lasciando fluire, dalle feritoie quantistiche, i processi di dissolvimento biologico; lo fai senza comprendere davvero cosa sta succedendo ma usi l’istinto, il grado alieno dei tuoi processi cerebrali che riesce sempre a donare visuali corrette ai tuoi andamenti caotici. Discendi, ora, e tutto sembra diverso, tutto appare aperto, tutto è rilucente di brillantezze occulte, la tua via.

Innumerevoli continuum

…all’improvviso le mie cellule riconvertite si erano accorte che qualcosa era definitivamente cambiato; non riuscivo più a percorrere gli usuali sentieri condivisi dall’accesso open, così mi ritrovavo sempre più spesso a cercare significati reconditi delle mie azioni dentro me stesso. Ma era un me stesso notevolmente accresciuto, includeva tutti le occorrenze di un numero spaventoso di continuum…

In proiezione

Le modifiche che hai apportato al sincronismo psichico sono importanti. E decisive.

Ho lasciato defluire ogni umore emozionale dal lato interiore, lì c’eri tu in opalescenza empatica
in proiezione carnale
ed eri e sei divina, la festa intorno e dentro.

Cosa ho lasciato dentro? Cosa lascerò dentro?
Scrollo i dubbi, sono oltre il tempo e riempio te autoricorsivamente.

Alieno psichico

Grandi estensioni psichiche si assembrano sul ciglio della mia attenzione. Discosto il velo, trasformo i miei lineamenti in qualcosa di assimilabili all’alieno psichico che mi è di fronte.

Disconnect

Disconnetto la strada, le emozioni, i suoni.
Disconnetto me per entrare in un continuum escheriano.
Disconnetto la notte, perché è diventata scalena.

Il vento che ti porta

Quel filo di vento che si dilunga lungo la pelle
e lascia i sensi del brivido ben presenti, ben visibili
fino alla sensazione di scivolare via, lasciarsi andare
osservare gli occhi olografici che ti osservano ovunque, fin dal paradigma olistico.

Afflosciarsi, ma non per le forze defluite
solo per la fortissima energia che sei di nuovo.

Lesson one

Il display segnava un’ora non congruente; no, non giusta, semplicemente impossibile: da quale continuum stavo guardando la scena? Da quale difetto della maglia urbanizzata del flusso energetico stavo vivendo qualcosa di illusorio? Lasciai andare me, le mie adorate filiere logiche, ed estrapolai la lezione che Nulla non è il nulla, che ogni riverbero lascia momenti di altissima matematica che non potrò mai comprendere.

Riesco

Suonando le luminarie psichiche discendo
tramite le parole
poi mi distolgo
mi tormento
mi lascio avvinghiare dai filamenti di logica inumana, che adoro.

Il sapore della novità, quando non è snaturato dal retrogusto dell’indigesto.

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