Gli elementi della dominazione e della sottomissione si alternano in estensioni psichiche che cadenzano il tempo. Quello interiore, quello fake; rimane soltanto il senso di energia assoluta, da cui bere.
I legami si acuiscono in corrispondenza della disposizione flessuosa e da basso. I legami scatenano polimeri psichici quando lo sguardo diviene tagliente – forme di numeri in sequenza, sesso quantico.
Nell’intersezione delle sensazioni ogni spunto diventa percezione, fatto certo, reale. Ogni deflagrazione diparte dalla tattilità della tua carne che giunge fino a me, e scopre le barriere fisiche lasciandomi intatto il gusto di abusare delle tue cavità.
Giocando con le dita sui tuoi frammenti corporali apprezzo quanto hai di prezioso esponendolo alle mie esaltazioni psichiche, e alle mie deviazioni esclusive. Stringo strizzo, uso ogni possibilità della mia psiche per infierire sul tuo corpo, a distanza, come un negromante abissale.
Sperimento la necessità di esplorare ogni sensorialità indotta dalle incarnazioni per poter poi partire verso l’incorporeo, dopo aver introiettato le tue vibrazioni carnali, ora eteree.
Prendi ogni mia goccia vitale e ingoiala, rendila tua, rendila tuo motivo di vita: ti dono la scintilla vitale inumana, pretendo le tue schiere di legioni oscure. Voglio la fusione.
Il fascino rappreso di uno sguardo alterato dal senso di morte. Fasciata in ordine dominante, trafiggi la psiche dimostrando la tua morte, la tua obbedienza, la tua trascendenza viva.
Prettamente feticista, ti appresti a smuovere la tua lingua su oggetti lontanamente appartenenti alla mia sfera dominante. Manovre di aggiramento per rapprendere il mio ego sul tuo; splendidamente fetish, ondeggi sinuosamente sui suoni della carne piegata e piagata.
Disturbi della condizione umana, quella che condanna per il dolore e il piacere possibili, vaste dominanze che possono significare l’abbandono, o la via per la trascendenza.