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Archivio per Futurismo

Andrea Leonessa: due testi inediti e uno da “Postumi dell’Organizzazione” | Critica Impura


Segnalazione su CriticaImpura per Andrea Leonessa, artista in qualche modo vicino al Connettivismo. I suoi versi sono lì a testimoniare un impegno che ha sapore futurista, ma anche avanguardista rispetto ai nostri giorni. Allego qui sotto un sample:

formicaio

Esito: avanti, nella processione eu{ca}ristica: di trovare

all’altare, il frame che {complemento del soffio, l’animazione}

quadra la sposa, nell’abitarsi: la stanza della cancrena

la funzione precedente alla camera {anti, ant}

l’apertura dell’url{o} a parentesi orale, un formicaio,

la narrazione a cunicoli: si sarebbe sposata, a novembre

ma siccome il campo ceduto, un traforo, soltanto la luce

venne ad estrarla dal tempo, dalla linea in caduta […]

nel volo nuziale: un decesso alato, la riforma

che stanzia il fondo per l’impatto, la tomba;

quando il corpo viene riformato, la realtà aumenta

così la paura, le caselle da armare con il possibile

anch’esso espanso nella carne mossa, arricciata:

nonostante la risoluzione, poco il da (ri)farsi.

(un sombrero, forse, una time-line

dove i resti totalizzano una cadavere, scorrendo)

ODRZ ad Agrate Brianza perle Olimpiadi invernali


Domenica 23 Febbraio, ad Agrate Brianza (MI), gli ODRZ eseguiranno dal vivo un estratto del loro piů recente progetto: ODRZ33. Si tratta di un concept composto da una serie di brani ispirati alle discipline Olimpiche invernali, in occasione proprio delle Olimpiadi Invernali che si stanno svolgendo a Sochi (Russia), dal 7 al 23 Febbraio 2014. Quindici discipline per quindici brani nei quali si cerca di ricreare atmosfere, pathos, gesti atletici della disciplina a cui la traccia musicale è legata, aggiungendo infine un sedicesimo brano, una nostra rivisitazione dell’inno Olimpico.
Il progetto è integrato dalla realizzazione di video a tema, uno per ognuna delle discipline eseguite durante la performance; i video sono stati realizzati parte da Kruno Jost (video-maker croato) e parte da Piraco. La parte grafica, curata da Piraco, è una rivisitazione dei loghi ufficiali delle quindici discipline.
La durata della performance è di circa 45 minuti.

Futurismo e Transumanesimo, la poetica di Internet, di Roberto Guerra


Ho letto Futurismo e Transumanesimo, la poetica di Internet, saggio uscito in eBook per le Edizioni La Carmelina, a cura del vulcanico e attivissimo neofuturista Roberto Guerra, che ho già segnalato qui.

Roberto esplora da tempo la galassia avanguardista dell’arte e del pensiero speculativo a essa correlato, sviscerando i molteplici punti di adesione che la realtà ha stabilito saldamente con gli insegnamenti del Futurismo di Marinetti. Lo fa guardandosi bene intorno, considerando le conoscenze attuali mediate dalla tecnologia e dalle scienze e usando un metro connettivista in cui non c’è nulla di veramente slegato, in cui tutto si amalgama per donare a chi riesce a vedere con gli occhi della propria consapevolezza un corpo coeso di informazioni, in cui l’umanità sta rapidamente mutando per donarci un futuro nuovo, un’evoluzione della nostra razza che, tramite il Transumanesimo, ci porterà verso molteplici mutazioni dei nostri organi, fisicità, potenza, che cambieranno inevitabilmente il nostro modo di pensare e di rapportarci con quello che abbiamo intorno.

Veramente tanti i punti di discussione presenti nel saggio, che toccano la psicoanalisi, Jung, la politica, i robot, la Fantascienza, la Scienza, le arti elettroniche e sperimentali in genere, la Letteratura, il Cinema; considerazioni in ordine sparso e caotico ma che tornano sempre al punto di discussione unico: la nuova umanità, la pulsione verso il futuro, il cambiamento epocale che stiamo cominciando ad attraversare. Tutto appare come l’atto di fondazione, finalmente, del Futuro, di questo nuovo futuro che fin dai tempi di Dick e del cyberpunk sentiamo teorizzare e che, finalmente, sembra essere arrivato; Guerra ci fa scivolare su questo tappeto di realtà incipienti e ci rende partecipi, c’illumina con rara lucidità il cammino che ci aspetta.

Futurismo e Transumanesimo, di Roberto Guerra


È on line Futurismo e Transumanesimo, di Roberto Guerra, edito in eBook per la Carmelina di Ferrara-Roma).
Anticipato dal  manifesto storico remixato di Marinetti, include tre brevi saggi esplorativi e divulgativi sul futuribile contemporaneo italiano e non solo e oscilla tra Futurismo, Futurologia, Fantascienza e Transumanesimo culturale. Contiene inoltre recensioni sulla recente pubblicistica futurologica, da Roberto Paura a Roberto Manzocco fino a Stefano Vaj, e a siti italiani quali Futurology.it di Ugo Spezza. Nelle sezioni esplorative, analisi dell’idea del futuro tra Jung, Marinetti, Isaac Asimov, Robert J. Sawyer, Charles Russell, Hans Magnum Enzensberger e Lee Smolin; analisi anche sull’arte transfuturista con alcune interviste o note a Vitaldo Conte, Antonio Saccoccio e il MAV, la pittrice Giancarla Parisi, il dinanimista Zairo Ferrante, il celebre Graziano Cecchini.

Guerra è tra i principali promotori del Futurismo contemporaneo, ed è in continua con la sua ricerca d’avanguardia estrema, in cui risalta la sua attitudine antiaccademica e antipassatista.

Poesia Visiva: dal colpo di dadi di Mallarmè all’esperienza grafica-poetica di Bertollo | WSF


Su WSF un bel post sulla poesia visiva, che incarna al suo interno molte sfaccettature artistiche del ‘900 ma non solo. Belli i riferimenti centrali al Futurismo e alle sue sperimentazioni innovative. Un estratto:

Dagli inizi‘dada-futuristi’, fino ad alcune personalità isolate, è un fiorire di ricerche ed il fenomeno è di ampiezza planetaria: spicca il contributo meso-sud americano, ma si distingue anche l’Europa, mentre, a partire dagli anni Sessanta, sarà proprio l’Italia che fiorirà una stagione d’interessantissime proposte sul tema.
In particolare, tre i centri produttivi, Firenze, Genova e Napoli, che nell’ambito delle ricerche ‘verbo-visive’ forniranno contributi veramente decisivi.
Imprevedibile nel suo aspetto con la rottura visibile del sintattico e del sistema graficotradizionale, il poema riprendeva il dialogo sospeso trent’anni prima in “Igitur” con un punto interrogativo, risolvendo il dubbio metafisico di allora con una radicale negazione.
La sua influenza sulla produzione poetica posteriore, francese e europea fu grandissima, ispirò i dadaisti, i futuristi, gli ermetisti italiani e i ‘poeti visivi’ del dopoguerra. I futuristi hanno imparato da Mallarmé l’uso delle interlinee, dei corpi tipografici e di altri espedienti tecnici. Gli ermetisti hanno appreso il valore del silenzio come cassa di risonanza attorno alla voce, cioè gli spazi bianchi attorno alle parole scritte. I ‘poeti visivi’ hanno spinto queste conseguenze fino a ridurre la poesia a puro segno, figura, a un messaggio che non può più essere letto.

Quando la fantascienza si tinge di rosso ∂ Fantascienza.com


Tracce di Futurismo in questa segnalazione di Fantascienza.com in cui la F.1 s’intreccia con tracce di estensione della vita e quindi, di SF, di futuro, di probabilità. Scrittore del romanzo è Roberto Boccafogli, commentatore TV per la F.1, il titolo del libro è Eterno rosso. Uno stralcio dell’articolo:

È possibile immaginare un mondo senza i Gran Premi, le corse, e soprattutto senza la Ferrari? Terenzio Toduini proprio non ci riuscirà! Ispettore dell’Agenzia delle Entrate, stanco di una vita dall’orizzonte troppo stretto, sfrutta la sua eccezionale propensione per la matematica per vincere un concorso televisivo e trovarsi così proiettato nel futuro. Un po’ più lontano del previsto… In compagnia del più grande team di tutti i tempi — Michael Schumacher, Jean Todt, Rory Byrne e Ross Brawn — partecipa alla realizzazione di un grande progetto: rivedere in pista, tre secoli dopo, la scuderia del Cavallino alla conquista del trono planetario della velocità. Sarà tuffandosi in questa nuova ed emozionante avventura che si troverà persino ad assecondare le sue inclinazioni “genetiche” verso il crimine per rendere eterno un sogno speciale: un sogno Rosso, Rosso Ferrari…

Eldritch Priest – Boring Formless Nonsense: Experimental Music and The Aesthetics of Failure | Neural


[Letto su Neural.it]

Attualmente assistiamo a una prolifica produzione di teoria a proposito di musica sperimentale (specialmente nelle sue ramificazioni più noisy) e in questo libro, in una possibile estetica unificante, è esibito uno sforzo coraggioso e solitario nel tentativo di intrecciare i fili di una scena altamente eterogenea. È un viaggio intrigante e speculativo intorno a tre essenziali concetti giustapposti nel titolo, dove il “fallimento” risuona ovunque come una strategia, un incidente o una diretta conseguenza di quello che sta producendo una parte significativa della musica contemporanea. L’informata consapevolezza estetica dell’autore è agita nell’intento di analizzare con una più aperta visione quella che è la maniera poliedrica nella quale usufruiamo della musica, quali tipi di altri atteggiamenti e reazioni istintive sono coinvolti e si relazionano o producano interferenze con differenti ma apparentabili ambiti culturali. Ciò che emerge, pagina dopo pagina, è un sofisticato (a volte anche un po’ complesso) e piuttosto ferrato discorso, che coinvolge il lettore illuminandolo, affascinandolo in maniera oscura, perfino leggermente inquietante nei suoi percorsi, decodificando una grande quantità di musica sperimentale. L’integrazione autoriale dei temi nel titolo (una delle chiavi per apprezzare il testo) individua una certa logica e molteplici significati intrecciati nella dis-funzionalità apparente di gesti musicali e strutture. L’approccio di Priest è intrinsecamente sperimentale nella sua stessa essenza (l’uso di parentesi nel titolo del terzo capitolo, ad esempio), ma conserva sia leggibilità che stile.

Bloomsbury, ISBN-13: 978-1441122131, 336 pages, 2013,  English, UK

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