HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per My continuum
Poltiglia emozionale
Lascia che a vagare sia una segnalazione di umore introspettivo, e che ogni istinto si risolva in una corrotta, sudicia festa macabra; fa’ sì che le parole che senti articolare nell’aria, in matematica inespressa, diventino poltiglia emozionale spicciola, da ingoiare quando ci si sente vuoti.
The island
Sostentamento psichico, una dipartita. Sostenuto oltre le manipolazioni interiori, cerco lo sguardo cui riesco sempre ad aggrapparmi per non affondare: è come stare su un’enorme isola, sospesa nello spazio siderale.
L’istante sospeso
Racconto, estensione di piccoli disagi ansiosi che riportano, infine, al senso della trascendenza. Sono fisso con la mente a quei luoghi, rotoli di un’età lontanissima che continuano a svolgersi in me: l’istante sospeso, prima che tutto cada.
My roots
Sotto i piedi il terreno, veloce. Sotto i piedi le vibrazioni di chi abita lungo la strada, mi ci riconosco in piccole parti stagne, ma olografiche. Ho abbandonato l’ansia del mattino, è tutto un fantastico dialogare.
My nothing
Il mio nulla si espande come ombre psichiche sul suolo, sulla tua mente, ovunque riesca a penetrare. Sembra di scomparire, invece è solo un’evanescenza dettata dalle tue impressioni visive, dalla tua testa che scompare…
Stati alterati
Ho individuato le strade attraverso filamenti luminosi, sono soltanto piccoli indizi lasciati decantare nelle estasi psichiche: stati alterati di incoscienza.
Snapshot
La catastrofe era annunciata. Definizioni iperreali provenienti da iati dimensionali ora contigui sembrano istantanee infinite, posate sullo svolgersi dell’orizzonte.
Tritato
Divagazioni della mia psiche in ordine dimensionale, piccole estensioni di un nulla disgregante che sembrano lame monomolecolari, che sminuzzano il mio umore.
The Cure – The figurehead
Tagliente di buio interiore, la lascio adagiare lì, questa song, con la sua splendida copertina che dopo anni di distanza, rende intatto tutto il suo disagio monumentale.
Processi creativi
Tenaglie tirate fuori attraverso un’estremizzazione visiva, terzo occhio. Gli orpelli cui mi aggrappo per continuare a tessere il filo della creazione divengono esili, occulti, contorti.

