Ancora un eccellente lavoro grafico di Nimiel, ancora una volta dedicato a Tersicore, il programma radiofonico connettivista. Ecco qui sotto il risultato. Stupendo, no? Ancora una volta, complimenti…
Un costante inserirsi di figure in ectoplasmi, sete di sangue mutuata dal sesso, mutata nel sesso come maschera. Ascoltare la carne parlare, sedersi su un nulla e farsi affascinare… Ondate di adrenalina quantica di umori psichici vaginali in disturbanti porzioni seriche.
Lo scenario apocalittico – per l’umanità – di un conflitto postumano. Una prospettiva che, nell’esaltazione dell’umano, porta al suo allontanamento, alla possibilità della sua sublimazione. O estinzione.
Questi sono i nuovi orizzonti, che ci piacciano o no.
Interessante e colto (as usual) articolo di Nimiel che, questa volta, verte sul periodo Bauhaus della Germania post prima guerra mondiale. Uno dei maggiori esponenti di quel periodo fu Laszlo Moholy-Nagy e, su ParergaParalipomena, la raffinata blogger e artista grafica ne traccia un profilo profondo e completo, calandolo nel contesto dell’epoca.
Un breve estratto:
La Berlino negli anni Venti era la più grande città industriale tedesca, ma soprattutto il centro di un intensa vitalità artistico-politica. Poco dopo la guerra, infatti, qui si svilupparono le maggiori avanguardie internazionali, tra cui l’espressionismo e il dadaismo, movimenti che miravano a spostare l’attenzione dalla pittura figurativa verso opere nelle quali linee e forme geometriche si combinavano con elementi iconografici.
A Berlino confluirono numerosi pittori come Kasimir Malevich, El Lissitzky, Alexander Rodchenko e Theo Van Doesburg, tutti artisti, insieme a Tatlin e Kandinsky, dai quali Moholy-Nagy fu particolarmente attratto, così come dalle avanguardie russe (Suprematismo e Costruttivismo). Furono questi gli spunti che fecero maturare la sua riflessione sulle infinite risorse della forma e del movimento, sulla possibilità della grande città e della tecnologia moderna. Dal 1921 in poi, i suoi dipinti si spogliarono di riferimenti, per lasciare spazio all’esplorazione del colore, della superficie, della luce e della trasparenza. L’arte divenne “qualcosa di puro, liberato da utilità e bellezza, qualcosa di elementare che può insorgere in ogni persona”.
Grazie alla conoscenza con Lucia Schultz, fotografa di talento e sua moglie dal 1922, l’artista ungherese si interessò sempre con maggior attenzione alla fotografia come nuovo mezzo artistico dalle potenzialità rivoluzionarie. I suoi esperimenti con la macchina fotografica lo portarono a creare foto-collage, giocare con le inedite vedute a volo d’uccello, con prospettive insolite in diagonale e a ritaglio, a sperimentare il processo fotografico di esporre carta sensibile alla luce, e a realizzare i suoi celeberrimi fotogrammi (una vastissima produzione che dal 1922 continuò fino al 1946).
La nuova realizzazione grafica di Nimiel, Dedicata al programma radiofonico Tersicore. Eccellente, no? I miei complimenti per l’ennesima conferma della brava autrice.
Torna Tersicore di mercoledì, l’11 maggio alle 22.00, su RN1. News e liriche connettiviste in salse sonore elettroscure, acide, nozie & ambient. Disponibile la chat e un contatto SMS: +393343844411.
L’ultimo lavoro grafico di Nimiel. Vorrei apprezzaste le infinite sfumature alla base della valchiria, dove si fondono molteplici suggestioni e stati d’animo, lasciando spazio a vaste e dirompenti connessioni.