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QUANTO VIVRÀ ANCORA IL 1° MAGGIO? – PostPopuli
2 maggio 2012 alle 16:18 · Archiviato in Connettivismo, Mood, Sociale ed etichettato con: Festa, Proteste
Splendido questo post apparso su PostPopuli in cui si tratteggia la storia della festa del 1 maggio. Interessante, e acuto, soprattutto quando si dice:
…gli operai di una volta non ci sono più. Quei lavoratori che mettevano le proprie braccia al servizio dell’edilizia, dei cantieri navali, dell’industria pesante, sono progressivamente stati sostituiti dalle macchine o da altri lavoratori, venuti da altri paesi per lavorare nelle stesse condizioni di sfruttamento. Parola che sembrava consegnata alla storia, e che invece è ritornata purtroppo alla luce, in maniera subdola, cambiando pelle. Adesso l’orario di lavoro allungato si chiama straordinario e l’apertura festiva non viene più retribuita come dovrebbe, ma come una giornata ordinaria. Lo sfruttamento adesso si chiama precarietà e flessibilità, in nome della quale molti giovani vengono pagati con salari a dir poco ridicoli, scaricando il costo del lavoro sul lavoratore stesso (che diventa “autonomo” con la mossa delle false partite Iva). Le condizioni di sicurezza in alcuni ambiti lavorativi continuano ad essere precarie, e non è un caso se nel nostro paese si registra almeno un morto sul lavoro al giorno. Ma soprattutto, i cambiamenti nel mercato del lavoro hanno fatto venir meno quella che è sempre stata la forza motrice di ogni rivendicazione sindacale: la solidarietà tra lavoratori.
Leggetelo tutto il post, e cercate di non inquietarvi troppo, perché è tutto vero quello che scritto. Tutto vero…
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∂| ThrillerMagazine | Diaz
28 aprile 2012 alle 15:28 · Archiviato in Notizie, Recensioni, Sociale ed etichettato con: Fernando Fazzari, Movie, Proteste
Segnalo questa recensione al film Diaz, uscita su ThrillerMagazine.it a cura di Fernando “Black Hole Sun” Fazzari. Conviene essere asciutti, e lasciarsi andare al flusso di emozioni rabbiose e indignate, per descrivere bene cosa può essere questo film e, soprattutto, cos’è stato il fatto di dieci e passa anni fa.
La dose di violenza che cola dallo schermo è davvero massiccia, e risulta fuori luogo lamentarsene, sia perché non è mai — in nessuna sequenza — finalizzata al solo shock dello spettatore, sia perché, visto l’argomento, non sarebbe stato giusto uscire dalla sala con l’anima in pace. La storia del G8 lascia poco spazio alle sottigliezze.
Il cinema d’impegno è tornato? Difficile dirlo quanto è facile sperarlo. Resta il fatto che di Diaz ce n’era bisogno. Qualcuno l’ha girato e, in fin dei conti, neanche male.
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2029 ∂ Fantascienza.com
27 aprile 2012 alle 14:38 · Archiviato in Cerebralità, Creatività, Deliri, Editoria, Letteratura, Notizie, SF, Sociale ed etichettato con: Alessandro Goldoni, Proteste, Spread
Fantascienza.com ci presenta un romanzo che sembra calarsi abbastanza bene nell’alveo della nostra contemporaneità, in questo momento storico folle di predominanza delle logiche economiche, e null’altro, in cui non si esita a smantellare un già devastato stato sociale per garantire guadagni a chi non rischia mai nulla (le banche): 2029, di Alessandro Goldoni.
Estraggo queste note dall’articolo:
Il sistema è nato circa dieci anni prima con il crollo dei mercati europei, la caduta sia degli Usa che della Russia e l’ascesa vertiginosa della Cina come potenza economica. Tutto il mondo usa la moneta cinese, lo Gyuan (abbreviazione di “gold yuan”).
La grande novità per l’Italia è la nascita del CIET, organismo misto formato a Consob, Istat, Eurispes e Telecom (in altri paesi sono sorti organismi simili). Questo ente provvede a fissare il prezzo di collocamento di ogni uomo e donna al compimento dei venticinque anni. Ciò avviene attraverso un complicato sistema computerizzato che valuta e incrocia parametri base come: aspetto fisico, reddito, dati dell’anagrafe tributaria, fedina penale, mappa personale del genoma, superficie abitativa, tesserino sanitario.
Poi c’è il mercato, o meglio il gradimento in società, valutato da apposite agenzie di rating che prendono in considerazione eventuali presenze televisive, telefonate ricevute, citazioni nei motori di ricerca, numero di amici “importanti”, livello del partner e altri mille particolari. È molto ambita, ma impresa durissima, guadagnarsi la “Tripla A”.
Nella graduatoria si possono raggiungere livelli anche molto bassi, come è successo al caporedattore Antonio Zinetti, ormai con un rating praticamente sotto zero. Un giorno decide di chiudere definitivamente le sue azioni e la sua vita gettandosi dalla finestra.
Vi vengono i brividi, eh?
Ugo Mursia Editore, collana Romanzi Mursia, pagg. 228, euro 16,00
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Carmilla on line ® | Infoguerra
27 aprile 2012 alle 12:49 · Archiviato in Cyberpunk, Digitalizzazioni, Editoria, Notizie, Recensioni, SF, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia ed etichettato con: CarmillaOnLine, Cory Doctorow, Filesharing, Pirate Bay, Proteste, Scansioni 3D
[Letto su CarmillaOnLine]
Mentre gli attacchi al file sharing e alla libertà di scambio in rete dei prodotti della conoscenza si fanno sempre più ravvicinati, in un’inutile quanto vana corsa contro la fine del tempo dei diritti d’autore, su Pirate Bay, una delle piattaforme di condivisione più famose nel mondo, compare una nuova categoria di file scaricabili: Physibles.
Di fatto si tratta di file contenenti dati per la fabbricazione di oggetti reali attraverso l’utilizzo di stampanti tridimensionali.Il risultato dovrebbe consistere nella produzione di oggetti concreti (per adesso modellini, forme e strumenti) la cui varietà è per ora estremamente limitata dalla tecnologia e dai costi.
Un comunicato apparso su Pirate Bay spiega e anticipa, però, che:”Una delle cose che sappiamo è che la società condividerà sempre le conoscenze. L’era digitale ha reso tutto più facile e ora è tempo di fare il passo successivo. Oltre ai consumi culturali, libri, musica, film, che nascono nel digitale, anche gli oggetti di uso comune hanno origine da progettazioni software. Così abbiamo deciso di lanciare una categoria di file che chiameremo Physibles, capaci di produrre oggetti reali con l’opportuno hardware. Entro 20 anni, potrete fare il download delle scarpe da ginnastica […]I benefici saranno enormi: non più distribuzione fisica, non più resi, niente più lavoro minorile […]Potremo fare una copia di tutto ”.
Continuate a leggere l’articolo qui, è seminale.
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- The Pirate Bay launches “Physibles” category for 3D printable objects (gizmag.com)
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Italia: per la crescita serve il C.U.L.O. « NeoRepubblica Kaotica di Torriglia
24 marzo 2012 alle 14:55 · Archiviato in Connettivismo, Kipple, Sociale ed etichettato con: NeoRepubblica Kaotica di Torriglia, Proteste
[Letto su NeoRepubblicaKaotica's blog]
Il governo Monti sbaglia. Fa troppo poco. Ci vuole più coraggio.
Non cresciamo. È un fatto drammatico. Per ottenere la crescita bisogna favorire la crescita.
Solo incentivando la crescita possiamo raggiungere gli obiettivi che tutti auspichiamo: ottenere una crescita solida e duratura.
Dobbiamo crescere. Non possiamo andare avanti a palliativi, a mezze misure. Non possiamo permetterci altri costosi tabù. Dobbiamo attirare gli investimenti stranieri. Ce lo chiede l’Europa. Lo dobbiamo ai giovani. I mercati ci guardano.
Il Contratto Unico Libero da Oneri è il nostro passepartout per la crescita. Ci porterà le imprese da ogni angolo del pianeta. Vinceremo la sfida della globalizzazione. Otterremo la Crescita. Una crescita esagerata.
Il C.U.L.O. è un contratto biennale rivolto a giovani e meno giovani, alle donne, ai disoccupati o inoccupati. Nei due anni previsti, gli assunti non percepiranno un salario, ma un punteggio che consentirà loro, una volta giunti alla scadenza, di scalare posizioni nelle liste per eventuali impieghi futuri. Di certo non è cosa da poco. Se consideriamo che si trattava in ogni caso di soggetti già privi di reddito, è del tutto evidente il carattere vantaggioso che una tale soluzione offre a tutti.
Questa è una Rivoluzione.
Grazie al C.U.L.O. avremo la Crescita eterna.
Il made in italy non morirà mai.
Firma anche tu per dare il C.U.L.O. al Paese.
[ex Wu Ming3]
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I-R.A.S.C., protezione anti-telecamere indossabile – Neural.it
20 marzo 2012 alle 15:47 · Archiviato in Cyberpunk, News, Sociale, Tecnologia ed etichettato con: Infection, Proteste
[Letto su Neural.it]
I-R.A.S.C. è un dispositivo che protegge contro le telecamere di sorveglianza a raggi infrarossi. Esso è infatti costituito da una banda elastica indossabile corredata di appositi led che irradiano a loro volta raggi infrarossi invisibili ad occhio nudo poichè la loro frequenza è compresa tra 780nm e 1mm. La ricezione dell’immagine sulle telecamere di sorveglianza viene così modificata e una sfera di luce sostituisce il volto della persona inquadrata. Il dispositivo sviluppato dal gruppo U.R.A. / FILOART reagisce al dilagare della sorveglianza visiva in tutti gli spazi pubblici e privati come ultimo baluardo contro il potenziale crimine. Ma ci sono altre opere che hanno usato con un simile approccio le emissioni infrarosse. Con un piglio più ironico, per esempio, lo speciale ombrello “CCD-Me-Not Umbrella” del Sentient City Survival Kit di Mark Shepard è stato progettato con un analogo meccanismo di funzionamento: i led infrarossi che costellano la calotta sono visibili in forma di macchia biancastra solo alle telecamere di sorveglianza CCD, mascherando con il loro contro-segnale chi è sotto l’ombrello. La valenza simbolica di questo oggetto (un ombrello ripara da sempre da qualcosa di sgradevole o dannoso per la persona come la sorveglianza continua) corrisponde però ad un uso pratico poco agile. Con un intento dichiarato dagli stessi artisti, l’I-R.A.S.C. nasce invece realmente per essere usato ed è infatti facilmente realizzabile anche senza specifiche competenze tecniche. Le tecnologie da usare contro le telecamere di sorveglianza sono dunque ormai diverse e ne mettono in discussione le basi di “panacea” contro l’illegalità. E’ affascinante (ma anche inquietante) pensare che i dispositivi basati su tecnologie digitali sempre più trasparenti ed “embedded” trasportino questa sfinente lotta tra sicurezza e privacy nell’invisibile mondo dell’infrarosso.
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Esce Ci sono stati dei disordini. La tragedia di una donna al G8 di Genova | Luigimilani.com
15 marzo 2012 alle 12:50 · Archiviato in eBook, Letteratura, Sociale ed etichettato con: Luigi Milani, Proteste
Segnalo questa uscita letteraria dell’amico LuigiMilani che, tra l’altro, è relativa a un argomento assai spinoso e controverso, su cui ognuno ha le sue idee:
Dopo una violenta lite con la moglie, il celebre fotoreporter Luca Olivieri, esce di casa per scomparire apparentemente nel nulla. Sua moglie, il medico Silvia Mercadante, tenterà il tutto per tutto per ritrovare il suo compagno – che, come scoprirà in seguito, è stato inviato a Genova a realizzare un reportage sul G8 del 2001 – e cercare poi di ricostruire l’accaduto, nel silenzio colpevole delle Autorità. Una storia drammatica dal ritmo travolgente, che dà voce narrativa agli eventi reali, vibrante di indignazione per ciò che è realmente accaduto nei giorni più bui della recente storia del nostro Paese e che indaga i risvolti più profondi degli accadimenti del G8.
Il buon Luigi scrive anche, per l’occasione di questa uscita in eBook per la Delirium Editions, una prefazione da cui prendiamo questo brano:
“L’idea di scrivere un romanzo ambientato durante il tragico G8 genovese del 2001 è nata dall’aspirazione, spero non troppo presuntuosa, di riuscire a mantenere viva l’attenzione e soprattutto la memoria sugli avvenimenti che funestarono quei lontani giorni dell’estate 2001”, commenta Luigi Milani. “Poiché mi considero più narratore che saggista, ho preferito adottare una forma più vicina alle mie corde, quella appunto del romanzo. La vicenda che ho immaginato non è realmente accaduta, ma lo sfondo e la scansione temporale sono purtroppo assolutamente reali”.
In bocca al lupo, Luigi!
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Dopo i trailer la SIAE mira alla pubblicità online?
1 marzo 2012 alle 16:24 · Archiviato in Digitalizzazioni, Editoria, Notizie, Sociale, Tecnologia ed etichettato con: Proteste, SIAE
Su Fantascienza.com l’interessante seguito della querelle SIAE (qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza) che prova a smussare gli angoli della riscossione dei diritti dei trailer cinematografici e non solo da un altro punto di attacco.
La questione non è banale, ed è ben sintetizzata da questo passo nell’articolo:
La SIAE si prepara a chiedere la sua fetta al mercato pubblicitario di internet. Una volta stabilito in modo definitivo, grazie alla manovra sui trailer, che la SIAE è competente a riscuotere soldi per la musica utilizzata sul web — cosa tutt’ora posta in dubbio — sarà il momento di attaccare una torta potenzialmente infinita. Una torta fatta di giganti (a partire da Google, che con la sua rete AdSense verrà probabilmente spolpata viva come è accaduto a YouTube) e di pesci grandi, medi, piccoli e piccolissimi.
Perché moltissimi siti distribuiscono trailer e musica, sotto molte forme (basta un banner) e allora sarà il delirio di richieste di pagamento e minacce legali, che di fatto ingesserebbero il web italiano. Davvero una mossa liberticida, terrificante, vomitevole.
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Oppressione!
13 febbraio 2012 alle 18:13 · Archiviato in Mood, Sociale ed etichettato con: Proteste
Nulla, nulla può opprimere la vita umana. Possiamo disquisire sul fatto che l’umanità sia più o meno importante nell’ambito cosmico, così come possiamo regolarci come meglio ci pare sull’importanza di una colonia di formiche o sulla salvaguardia di un canile e di tutti i suoi abitanti, ma non si può transigere sul fatto che qualsiasi forma vivente umana o animale abbia il diritto di vivere libera, nel pieno del suo sviluppo, lontano da fottute regole economiche e/o politiche.
Detto ciò, la foto qui sotto è oppressione. Sia che si parli dei diritti fondamentali di libertà contro le decisioni pilotate dalle major dell’intrattenimento e della cultura (ACTA et similia), sia che si parli delle proteste sacrosante e legittime del popolo greco, di questi giorni, contro chi vuole impedire la vita umana legittima per salvaguardare vacue leggi economiche. Che si fottano, i burocrati e i manager, e tutti i loro teoremi.
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∂| ThrillerMagazine | La cassa del Vaticano
26 gennaio 2012 alle 14:47 · Archiviato in Sociale ed etichettato con: Cristiani, Proteste
Segnalo questo libro, tramite un articolo (riportato qui sotto integralmente) uscito su ThrillerMagazine.it: La cassa del Vaticano.
Mi sembra importante diffondere queste notizie, anche per capire il loro fondamento; la mia volontà è quella di agitare le acque fino a far uscire cosa realmente c’è sotto, per cui vi invito a diffondere a vostra volta il più possibile, stanando così le menzogne.
Perché il Vaticano — lo Stato più piccolo ma più ricco al mondo — ci chiede continuamente soldi per le sue missioni e le sue opere di carità? Dove va a finire tutto il denaro che ogni giorno confluisce nelle casse pontificie sotto forma di oboli, lasciti e donazioni pubbliche e private?
Queste le domande che Jason Berry si pone nel suo nuovo “scottante” libro-inchiesta edito da Newton Compton: La cassa del Vaticano è infatti da oggi in libreria con le sue scomode domande.Dopo aver smascherato — nel documentario The Vows of Silence e nell’inchiesta I Legionari di Cristo — i crimini commessi dal fondatore della congregazione Maciel Degollado, Jason Berry firma un altro sconvolgente resoconto degli scandali sessuali e finanziari di cui si è macchiata la Chiesa di Roma negli ultimi anni.
Attraverso gli occhi di un credente che tenta inutilmente di non far chiudere la propria parrocchia, travolta dai casi di pedofilia e costretta a risarcire lautamente le famiglie delle vittime, l’autore ci offre un avvincente excursus nella recente storia vaticana da un punto di vista economico: da Pio IX a Benedetto XVI, passando per alcuni episodi fondamentali del legame tra Chiesa e denaro (Patti Lateranensi, lo ior e il ruolo di Woytiła, i rapporti tra Sodano e il Cile di Pinochet e quelli tra Bertone e Maciel).Ecco alcuni temi salienti del libro:
I rapporti tra Chiesa, don Sturzo e PPI
Il silenzio di Giovanni Paolo II sulla pedofilia
Maciel e il Vaticano
La Chiesa di Boston chiude per bancarotta
Ratzinger e le cause di risarcimento
Il sedicente finanziere Raffaello Follieri e i suoi legami con i Sodano
Futurechurch, il movimento per le parrocchie “senza-preti”
Jason Berry, giornalista investigativo, vive a New Orleans e negli ultimi anni si è occupato degli scandali legati alla Chiesa di Roma. In particolare ha dedicato alla controversa figura di Maciel Degollado e ai suoi crimini perpetrati in seno alla congregazione da lui fondata il libro I Legionari di Cristo (scritto a quattro mani con Gerard Renner, Fazi 2006) e il documentario The Vows of Silence, trasmesso in Italia dalla piattaforma Sky e vincitore del Festival del Cinema di Città del Messico nel 2008.
Per saperne di più, visitate il suo sito www.jasonberryauthor.com, e quello dedicato al documentario: www.vowsofsilencefilm.com.
La cassa del Vaticano di Jason Berry (Newton Compton), 432 pagine, euro 9,90 — ISBN 978-88-541-1352-2
Dopo una violenta lite con la moglie, il celebre fotoreporter Luca Olivieri, esce di casa per scomparire apparentemente nel nulla. Sua moglie, il medico Silvia Mercadante, tenterà il tutto per tutto per ritrovare il suo compagno – che, come scoprirà in seguito, è stato inviato a Genova a realizzare un reportage sul 

