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NeXT Hyper ObscureArchivio per Sincronicità
Sulle nuove scoperte relative all’infostorage nel DNA

A section of DNA; the sequence of the plate-like units (nucleotides) in the center carries information. (Photo credit: Wikipedia)
La notizia del giorno è che il DNA può essere un buon posto per registrare le informazioni; tutte le informazioni, da un testo a della musica fino alle foto, senza che ci sia bisogno di energia elettrica per mantenerle e leggerle e senza che si debba aver paura del deterioramento del media. La notizia è sintetizzata da Le Scienze e ciò scatena una ridda di supposizioni, speculazioni mentali e trascendentali di cui intravedo appena l’inizio. Per esempio: se io ho registrato in me un testo letterario, posso vivere perennemente con il mood di quel testo dentro? È quella la causa del mio carattere piuttosto che la disposizione dei neuroni in un determinato settore cerebrale? Se ho delle percezioni extrasensoriali, la causa può essere che il mio DNA ha codificato all’interno qualcosa che corrisponde direttamente a quelle percezioni? Se posso registrare di tutto nel codice genetico, ha senso pensare che ha insito anche la codifica compressa in tre dimensioni di altre matematiche, di altri continuum, in modo tale che io non mi senta appartenente totalmente a questo mondo bensì pure ad altri? Il DNA, allora, mi può mettere in comunicazione con tali universi, seppur in modo limitato e approssimativo? Quali informazioni ineffabili trasmetto alle generazioni future, nascoste in sequenze ritenute spazzatura e che invece contengono davvero il mio modo di essere? Chi, o cosa ha costruito e prima ancora, ingegnerizzato, il DNA?
Sono stato aiutato a estrapolare le idee appena esposte anche da questo articolo, che ha suscitato in me più dubbi che suggestioni, e che però non posso fare a meno di segnalare perché alcuni suggerimenti mi sembrano più sensati degli altri, pure se la carenza di documentazione dei fatti è cronica. Inoltre, questo post scritto ieri, prima ancora che sapessi delle possibilità di storage del DNA, è in odor di Sincronicità; in realtà mi sembra più una conferma del DNA che si mette in comunicazione con le possibili altre realtà. O forse sono io che sono partito completamente verso questo mood mistico, tanto da non riuscire più a tenere i piedi per terra…
Ricche di Sincronicità
Escoriazioni quantistiche che mirano alla confezione inappellabile della mia psiche. Ho le scientifiche percezioni del continuum intorno a me, estensioni elaborate e ricche di Sincronicità.
Coincidenze e significati | PostPopuli
Copio e incollo integralmente da PostPopuli questo post di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, dal significato esplicito sulla Sincronicità:
Il tema delle coincidenze (che nella psicologia junghiana vengono chiamate sincronicità) è estremamente affascinante. Da un punto di vista strettamente razionale, non significano nulla. Ma sono abituato a pensare che la razionalità sia una cosa fondamentale per definire e capire gli eventi che si svolgono su un piano strettamente causale, ovvero consequenziale. Le coincidenze, invece, come ben spiegato da Robert H. Hopcke in Nulla succede per caso (Mondadori) sono nessi di natura non causale, ovvero “semplici” concomitanze, rispetto a quello che stiamo facendo o pensando, di eventi stranamente corrispondenti o consonanti, che sembrano darci una conferma o un’indicazione.
La mia vita ne è farcita, per cui ci credo. Adotto sempre un approccio empirico alla conoscenza, almeno al di fuori degli ambiti di natura strettamente scientifica. La scienza spiega tanto, ma non tutto. Per il resto, esistono i canali intuitivi e sapienziali, che sono tramiti molto più potenti. D’altronde, neanche la geometria euclidea dimostra o definisce tutto, se è vero che si basa su postulati (norme prive di dimostrazione, tipo: “due rette parallele non hanno nessun punto in comune”) e concetti primitivi (come il punto e la retta, privi di definizione). Insomma, su cose che si prendono “per fede” (o, forse meglio, per “visione interiore”). Peraltro, la stessa filosofia cartesiana, alla base del moderno razionalismo occidentale, alla base ha “idee chiare e distinte“, che si colgono per pura intuizione di verità. Insomma, sono vere perché non possono che esserlo, perché è evidente che lo siano. E senza di esse nessun’altra dimostrazione avrebbe luogo.
Non starò a passare in rassegna le coincidenze della mia vita. Non la finirei più, e comunque le sincronicità sono fatti dal significato inequivocabile soltanto per chi li vive. Trascurabili, magari, invece, o al limite poco significativi, per gli altri. Risuonano principalmente con la persona coinvolta, anche se a volte sono così clamorose da non passare inosservate neanche a chi gli sta vicino. Conta soprattutto un punto: spiegarne in qualche modo – nei limiti del possibile - il “sapore”. Di cosa “sanno” le coincidenze?
Posso dire una cosa: quando si verificano, avverto una percezione di improvvisa apertura, come se si manifestasse o si allargasse una stanza interiore (no, non perché ho mangiato pesante e devo correre al bagno, credetemi). Le percezioni di ariosità, di comprensione e di conforto fanno praticamente tutt’uno. Si accede a un nuovo piano di comprensione, perché si capisce che il proprio cammino, indipendentemente da chiunque provi a interferirvi, adesso si srotola in una forma più fluida e accede a un nuovo stadio, proprio come nei giochini elettronici in cui si passa al livello successivo. La sensazione è liberante più o meno come quella di essere stati appena promossi e di avere davanti a sé un bel periodo di vacanza.
Onde di ritorno dell’effetto scrittura 1/2 | Carmilla on line ®
CarmillaOnLine oggi ospita la prima puntata di due di un articolo di Danilo Arona su Sincronicità, quantistica ed empatia per le cose oscure (sataniche, direbbero molti cristiani). Il post è interessante perché coinvolge un po’ anche il kernel delle nostre ricerche connettiviste (non psichiche, o almeno non solo quelle) tramite gli interventi che Mario “Black M” Gazzola ha disseminato per il web e non solo. Un estratto:
«… sovente i più grandi capolavori – in tutti i linguaggi – sono figli di terribili sofferenze: fisiche, psichiche o entrambe insieme. “Solo quando una persona sperimenta un forte dolore, un’emozione negativa, il suo subconscio riesce a filtrare nel conscio… e fornirgli l’accesso all’ispirazione divina. Secondo Jung ciò consente di entrare in contatto con un corpus di conoscenza universale. La saggezza di tutti gli individui di tutti i tempi”. E poco oltre: “E’ questa soppressione della mente razionale la fonte dell’ispirazione. La musa. Il nostro angelo custode”.
In quest’ottica, in fondo, il pensiero si ricollega al pàthei màthos (conoscenza attraverso la sofferenza) della tragedia greca».
Per capirci, Mario ci racconta di sciamanesimo contemporaneo e di riti tribali della modernità che spesso vanno “fuori controllo” in rapporto con il processo di creazione artistica. E’ interessante al proposito la sua ricerca in chiave “connettivista” tra sciamanesimo e musica rock:
Loro, qui | Fields of the Nephilim – The Watchman
L’amplificazione delle percezioni si sposta lungo il viale, mi accompagna mentre il cielo si oscura, diviene gravido di connessioni occulte. In quell’istante, l’inizio dei Saturnali è stato decretato, e il suono è divenuto serrato e accompagna, ora, lungo l’estuario del Nulla ammantato graficamente.
∂| FantasyMagazine | Tu chiamale se vuoi coincidenze
FantasyMagazine.it ospita la segnalazione di un saggio che, alla fine, è sulla Sincronicità: Tu chiamale se vuoi coincidenze, di Gabriele La Porta. Non è che ami particolarmente l’autore, però mi sembra interessante l’approccio metafisico che egli fa dell’argomento.
La quarta di copertina:
Tu chiamale se vuoi coincidenze riunisce episodi diversissimi tra loro, ma tutti scaturiti da intuizioni, premonizioni, illuminazioni, intermittenze imprevedibili dello spazio-tempo. Coincidenze che rivelano, anche solo per un attimo, ciò che Jung chiama sincronicità, attraverso situazioni in bilico tra la nostra dimensione ordinaria e un universo “altro”, dove le cause si mischiano agli effetti e il passato si sovrappone al presente.
Situazioni che sfuggono alla comprensione razionale e si lasciano interpretare soltanto da un pensiero aperto a tutte le ipotesi, consapevole che l’uomo — per dirla con Shakespeare — è fatto della stessa sostanza dei sogni.
Tra le coincidenze narrate molte sono quelle vissute in prima persona dall’autore; le altre, come spiega lui stesso ‘sono in gran parte arrivate a me quasi da sole, mediante racconti che numerose persone mi hanno inviato per lettera, per e-mail o mi hanno riferito direttamente a viva voce, aprendo a me e ora a voi il loro cuore‘.
In Tu chiamale se vuoi coincidenze le voci di personaggi famosi (da Pupi Avati e Clint Eastwood a Francesco Totti) si intrecciano con quelle della gente comune, i “giorni qualunque” con date cruciali della storia. Nelle vicende narrate fanno spesso irruzione l’arte, la musica, la letteratura, i versi di poeti di ogni tempo, da Pascoli a Baudelaire, a Marina Cvetaeva. Le coincidenze di pura gioia coesistono con quelle di dolore, le agnizioni con le perdite. Ogni lettore può potenzialmente riconoscersi in questi racconti, dove il comune denominatore insieme al soprannaturale è l’amore, profuso o negato, in tutte le sue declinazioni.
Gabriele La Porta propone con queste quaranta testimonianze un affettuoso “racconto di racconti”, nel quale si sottolinea il valore universale delle coincidenze come veicolo di meraviglia e sublime, antidoto al dolore del mondo e del pensiero.
Tu chiamale se vuoi coincidenze è illustrato da Donatella Scatena, che ha dato leggiadre sembianze feline ai protagonisti delle storie e ai loro personali angeli. Un concentrato di levità e immaginazione, in felice sintonia con il testo.
Disincarnato
Ombre della propria esistenza, in continuo stravolgimento. Lascio andare i segni simboli segnali lungo la pelle ware e ascolto il continuum parlarmi attraverso sincronicità: nulla è più interessante del disincarnato.
The wind was stronger
Il vento era serrato, stanotte. Il vento portava rivoli di Sincronicità ed estensioni di uno specchio quantistico, imboccata una via stretta e unica…


