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Ice Pattern


IceCage di proporzioni trasparente, asfittica, tagliente.

Lankenauta | Dentro e fuori le case


Su Lankenauta la recensione al libro Dentro e fuori le case, di Adriana Destro e Mauro Pesce. Argomento: gli esordi del Cristianesimo e i rapporti tra uomini e donne durante il periodo iniziale, con Cristo ancora in vita, e i successivi tempi, dalle prime forme di aggregazione religiosa (quasi mistica) fino a quando la religione è diventata effettivamente politica. Un passo della critica:

Come cambia il ruolo della donna dopo l’avvento di Gesù e poi con la nascita della prime Chiese? Come si relazionava Gesù con le donne e com’è cambiato questo rapporto dopo la sua morte, quando si è sviluppata l’ekklēsia?

Questo agile saggio pone vari interrogativi e vuole dimostrare la discontinuità tra le primissime Chiese e il movimento di Gesù. Prima di tutto, come si accostava Gesù alle persone? In maniera diretta, faccia a faccia, in modo da incontrarle davvero e provocarne il cambiamento. Gesù crea un’associazione volontaria interstiziale, dove quest’ultimo termine si riferisce a “tutto ciò che non ha un posto sociale definito e deve perciò collocarsi nelle situazioni residuali, negli spazi che rimangono, per così dire «vuoti», non occupati dalle istituzioni”.

La comunità di Gesù è molto diversa dall’oikos, cioè il gruppo domestico centrato in una casa. Si può dire che le relazioni proposte da Gesù tendono a rompere gli equilibri interni dell’oikos, o almeno a sospendere le reti normali dei rapporti sociali.

Le donne sono così chiamate a uscire dalle case, possono avere iniziative, muoversi, Gesù chiama anche loro e il suo particolare stile di vita – itinerante -consente nuove relazioni e una decisa modifica dei ruoli tradizionali.

Il modo di Gesù di “stare nelle case” provoca un viavai di gente che lo cerca, inoltre viene richiesto un rapporto immediato e diretto con Lui e con Dio e quindi un’interruzione almeno temporanea delle funzioni domestiche. Gesù accosta le donne come persone e non nel ruolo di madri, mogli, figlie, sorelle.

Alphaxone & ProtoU – Versus


Nel suono distante e olofonico degli abissi siderali, ti muovi e non hai riferimenti.

Portare la guerra sul palco – Carmilla on line


suicideSu CarmillaOnLine la recensione a Dream Baby Dream. SUICIDE. La storia della band che sconvolse New York City, di Kris Needs. Parliamo di sperimentalismi sonori e disagi interiori da emarginazione, un cocktail esplosivo che diede vita ai Suicide, un duo che fece dell’elettronica e del serrato disagio la sua bandiera.

“La gente tende a resistere al cambiamento, il sistema lo considera una minaccia, ma alcune persone non riescono a evitare di essere ciò che sono, e quello è il loro dono per gli altri, se sono in grado di riceverlo” (Annette Peacock)

Potrebbero bastare i 23 minuti di registrazione che ci rimangono del concerto tenuto dai Suicide a Bruxelles il 16 giugno del 1978, tra un basso ripetuto di pulsazioni elettroniche, fraseggi vocali ridotti all’osso e fischi, applausi e proteste di un pubblico sempre più esausto, per comprendere appieno il senso della frase della vocalist d’avanguardia riportata sopra e per assimilare anche solo in parte quale fu l’impatto provocato sul pubblico e sulla scena musicale degli anni ’70 dal duo composto da Alan Vega (nato Bermowitz, 1938 – 2016) e Martin Rev (nato Reverby, 1947).

Occorre però considerare che era dal 1970 che i due performer avevano iniziato a terrorizzare la scena musicale newyorkese con un misto di musica sperimentale eletttronica, vocalizzi esasperati e provocazioni fisiche nei confronti del pubblico (spesso scarsissimo) che impedì loro, per diversi anni, sia di individuare una casa discografica disposta ad incidere un loro disco che di trovare ingaggi continuativi nel locali in cui si esibivano gli altri musicisti della Grande Mela.

Kris Needs, giornalista e prolifico scrittore inglese, un tempo redattore per il New Musical Express e ZigZag, attraverso un lavoro di interviste durato sei mesi ricostruisce la loro storia, praticamente dalla nascita fino agli ultimi anni, con un’opera che intreccia la vita e le opere dei due musicisti con l’ambiente sociale, culturale e musicale in cui si trovarono a crescere e a veder maturare le proprie esperienze. Ma nel fare questo finisce col dar vita ad una delle opere più interessanti sulla storia culturale, architettonica e sociale di New York, dagli anni Quaranta alla fine degli anni Settanta del XX secolo, che potrebbe anche costituire un ideale compendio novecentesco del lavoro svolto da Bruno Cartosio sulla storia della città tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Edizioni Hypnos presenta “X come occhi” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la notizia di una nuova pubblicazione Hypnos: X come occhi, di Laird Barron. Un estratto dall’articolo:

Laird Barron torna alle Edizioni Hypnos con la novella X come occhi (X’s for eyes), terzo volume della Collana Visioni, appena pubblicato.

Un incredibile avventura mozzafiato che vi catturerà con le mirabolanti avventure dei fratelli Tooms, eredi di un’immensa e misteriosa mutilazione, attraverso lande ghiacciate, tra sonde spaziali, improbabili spie, super-cattivi e orrori siderali, in una spirale di pazzia da non perdere.

Arrival è al cinema | FantasyMagazine


Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le susseguenti investigazioni viene formata una squadra di élite, capitanata dall’esperta linguista Louise Banks. Mentre l’umanità vacilla sull’orlo di una Guerra globale, Banks e il suo gruppo affronta una corsa contro il tempo in cerca di risposte – e per trovarle, farà una scelta che metterà a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana.

Questa è, in sostanza, la storia raccontata da Arrival, il film di Denis Villeneuve che esplicita le cerebralità espresse da Ted Chiang con la sua raccolta di racconti Storie della tua vita:

«Siete quelli che devono scavare nella volta celeste?»

«Sì, siamo noi.»

Lo studio di una lingua aliena, un ormone che aumenta l’intelligenza a dismisura, un mondo funestato dalle apparizioni angeliche, il mito del­la Torre di Babele e quello del golem, una rivista scientifica del futuro, un ritocco al cervello che rende indifferenti rispetto alla bellezza, una rivo­luzionaria dimostrazione matematica che finisce per negare il concetto stesso di matematica.

Questi sono i soggetti degli otto racconti che han­no fatto conoscere al mondo Ted Chiang, ormai diventato un vero autore di culto per tutti gli ap­passionati di fantascienza, e non solo.

In Storia della tua vita, il più celebre e il più lungo dei racconti, vincitore del prestigioso Premio Ne­bula, e che ha ispirato a Denis Villeneuve il film Arrival, Ted Chiang fonde in modo magistrale le due dimensioni di una donna, la dottoressa Louise Banks: quella privata, e dolorosa, segnata indelebilmente -dalla morte della figlia, e quella professionale, che la vede impegnata nel tentativo di interpretare la lingua degli alieni e instaurare con loro una forma di comunicazione.

E in questa, come in tutte le altre storie della raccolta, Chiang riesce con la sua ironia, la sua intelligenza affilata, il suo stile coinvolgente e il suo sapere enciclopedico, a rendere metaforici e universali i suoi racconti e a rappresentare pla­sticamente che cosa significa vivere in un mondo segnato dalla continua incertezza, dal senso co­stante di cambiamento, ma sempre anche dalla bellezza e dalla meraviglia.

Sempre su FantasyMagazine, la recensione del film.

La FIAT di Charlie Chaplin | nonquelmarlowe


Interessante post di LuciusEtruscus, quando conoscere la Storia o ciò che gira attorno al concetto di Storia può essere determinante per non farsi fregare. Sarà il caso che ognuno di noi si svegli, ma sul serio.

In uno dei saggi che considero fondamentali per la mia vita – Anima e iPad (2011), dell’irresistibile filosofo torinese Maurizio Ferraris – ho trovato una citazione splendida che, in poche parole, racchiude l’intera cultura commerciale occidentale:

«La tecnica, come in un corteo, porta continuamente alla ribalta una moltitudine di cose antichissime»
Ernst Jünger, da La capanna nella vigna.

Ogni giorno escono prodotti nuovi che sono semplicemente prodotti vecchi riverniciati, e più il progresso procede più attinge al passato: più i prodotti sono nuovi, più è roba vecchia. Come per esempio i tablet che hanno invaso le nostre vite, su cui scriviamo con le dita… come facevano gli antichi con le tavolette di argilla!

Mentre Chaplin si sposta seguendo la telecamera, del pubblico si agita sullo sfondo, gente che è lì per le gare e non ha idea di chi sia quel buffo tizio che si agita a favore dell’obiettivo. E tra quel pubblico c’è un ragazzo. Con la felpa della FIAT…

Siamo nel 1914, 90 anni prima che Lapo lanci la sua idea “nuova”, e a meno che quel ragazzo non sia proprio Lapo viaggiatore nel tempo, mi pare chiaro che l’idea di una felpa FIAT sia qualcosa che Jünger aveva ben identificato con la sua frase, che ripeto:

«La tecnica, come in un corteo, porta continuamente alla ribalta una moltitudine di cose antichissime»

Quando qualcuno vi vuole vendere qualcosa di “nuovo”, pensate a queste felpe…

Ottobre

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