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Segui il contrasto rimosso dalle vistosità alchemiche della luce, rivolgiti alle ombre a nord e determina cosa si affaccia oltre le barriere della percezione.

L’insensato


L’insensato si pone a completa rimostranza del luogo profondo di meditazione, lì dove le vibrazioni della terra si amplificano in forme di Antichi immensi e oltre la morte.

Fisica e Poesia: Sandro Battisti – Meteo Web


Alcune segnalazioni riguardo il mio Stateless. Su MeteoWeb.

Alraune. La storia di un essere vivente ! FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della nuova produzione di EdizioniHypnos: Alraune. La storia di un essere vivente, di Hanns Heinz Ewers.

Il romanzo, conosciuto anche come Mandragola, è stato tradotto e curato da Alessandro Fambrini e sarà disponibile in versione cartacea il 30 marzo 2017 e in eBook dal 4 aprile. In appendice al volume troverete un saggio di Walter Catalano sulle versioni cinematografiche di Alraune. Il romanzo sarà presentato dall’editore alla Deepcon 18, che si terrà a Fiuggi dal 6 al 9 aprile.

Erotico fin quasi all’oscenità, immorale come la sua protagonista, sospeso tra l’incanto di una fantasia arcana e spettrale e lo scintillio ipnotico del mondo moderno con il suo cinismo e i suoi meccanismi disumanizzanti, Alraune ci ammicca ancora oggi con le pericolose seduzioni di un capolavoro senza tempo. Alraune. La storia di un essere vivente (1911) ripercorre il concepimento, la nascita e la vita di una creatura artificiale, sulle tracce dei miti dell’Homunculus o del Golem, rinnovandoli però alla luce di una scienza che può produrre miracoli, ma che si ritrova incapace di penetrare davvero a fondo nei segreti insondabili dell’essere.

Torna dopo oltre ottant’anni il romanzo culto di Hanns H. Ewers, Alraune, noto anche per le sue diverse trasposizioni cinematografiche, con una nuova traduzione di Alessandro Fambrini. Il volume è arricchito da un’introduzione al mondo di Ewers a cura di Alessandro Fambrini, e un saggio su Ewers, esoterismo e cinema, a cura di Walter Catalano.

Qui si può leggere l’intro di Fambrini.

Solaris, il primo (e non è quello che pensate) | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un primo Solaris in video, antecedente a quello di Tarkovskij. Per chi come me ha amato la versione del regista russo, è incredibile venire a sapere di un altro allestimento, quasi teatrale, uscito per la TV russa nel 1968. Ecco i dettagli:

Quello che possiamo dire subito è che la versione di NiremburgIshimbayeva è quasi del tutto fedelissima al libro originale, non offre varianti autoriali alla materia trattata né rilevanti cambiamenti di trama. È Solaris esattamente come concepito da Lem, che invece si mostrò poco convinto, quando non addirittura polemico, sia della versione successiva di Tarkovskij sia di quella di Soderbergh.

Riassumiamo a grandi linee la storia, per i pochi che ancora non la conoscessero. In un prossimo futuro, lo psicologo Kris Kelvin (Vasily Lanovoy) viene inviato sulla stazione orbitante attorno al pianeta Solaris, un mondo ricoperto da una sorta di oceano plasmatico che si suppone essere un gigantesco organismo vivente e senziente. Qui, l’uomo trova i due membri dell’equipaggio (un terzo, amico di Kelvin, già defunto per suicidio) allo sbando totale, completamente straniati, un ambiente lasciato al disordine e all’incuria, in un’atmosfera di tensione e cupo mistero. Il cibernetico Snaut (Vladimir Etush), in preda all’alcolismo, cerca confusamente di mettere sull’avviso Kelvin a riguardo di “qualcuno che potrebbe incontrare sulla stazione”, senza riuscire a essere più chiaro, mentre lo scienziato Sartorius (Viktor Zozulin), barricato nel suo laboratorio, sembra nascondere dei misteriosi “ospiti”. Lo stesso Kelvin avverte delle presenze aliene aggirarsi per tenebrosi corridoi della stazione, senza poter darsene spiegazione.

FIRENZE DOVE SEI? | La poesia e lo spirito


Un bel post – già comparso qualche anno fa – di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, su LaPoesiaELoSpirito, che parla di Firenze, patria di Giovanni. Un estratto:

Ho esitato a lungo a fare questa passeggiata per Firenze. Forse perché ho dei problemi con la nostalgia. Perché Firenze è una stratificazione di epoche compresse e scomparse, e dietro alle sue facciate nasconde infiniti distacchi e passaggi di tristezze.

Ma oggi è il momento.

In una sera di primo autunno, parto dalla periferia a cui sono sempre appartenuto per salutare per l’ultima volta una città che non esiste più.

C’è un tramonto che sembra un tuorlo d’uovo stropicciato su una tovaglia. Intorno, blu profondo.  Cammino lento lungo strade che sanno di polvere. Lontano, una moto gratta l’asfalto come unghie su una lavagna nera. Sembra il lamento di un gatto agonizzante, e si allarga nello spazio,  immagine in espansione che contiene luoghi dove sono stato e altri dove ancora devo andare. Passa un camion, con il suo barrito industriale.

Firenze indugia, sospesa tra quel che era e uno spettro di futuro.

Babydoll


In babydoll a cullaregli incubi e il Fantastico tutto.

Chiara Prezzavento

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… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

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Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

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