HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Last goodbye


Confronto la mia introversa estensione con le definitive mosse incarnate, un piccolo saluto introverso sul ciglio dei riferimenti incarnati.

Antropocentrismo


Si scuotono le parole sugli alberi intensi del visto, non visto, percepito. Si trovano rappresi i movimenti delle miserie interiori e la palta che ne deriva è il massimo risultato visibile della condizione incarnata.

31 years


31 years, in un attimo percepire la profonda vertigine del tempo, come osservare i dinosauri che si muovevano in un tempo dimenticato.

Il tuo reale


Semplici oggetti psichici lasciati lì a sedimentare
porzioni di notte remota che divengono estensioni del reale.

Il tuo reale.

Clinica transumana


Mi ricordi le immagini transitate sul canale craniale della tua consapevolezza, quello creato ex-novo dal demiurgo dentro quella clinica transumana; assaporo ancora quel finale agrodolce del Nulla senziente che s’incarnava tristemente per eoni interi.

Abisso giornaliero cosciente


Ho mosso il pensiero sulla scacchiera tridimensionale della distanza; non riesco a percepire le scelte che operi olograficamente laggiù, nel continuum semplificato del tuo abisso giornaliero cosciente.

Rete che non contiene


Mi ancoro al tuo momento torcente e discendo le parole intrinseche al mio istantaneo karma: sono ancora sulla rete che non contiene.

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