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Debbie [LA STRANA] e le avventure del coniglietto RiBes (Cut Up edizioni) | Words Social Forum


Recensione, su WSF, a Debbie la strana, nuovo romanzo di Paolo Di Orazio, che era stato intervistato pochi giorni fa sempre su WSF.

La ricchezza del libro va anche ai molteplici rimandi filmici e letterari in esso presenti; dal più classico viaggio di crescita dell’Alice di Lewis Carrol a quello orrorifico dell’“Alice che ruppe lo specchio”, ma ciò che stupisce è proprio lo scenario, organizzato in un’architettura matematicamente sbilenca, volta a svelare l’inferno personale e sessuale umano, in cui il bene si dissolve, sfumando in altrettante gradazioni di male.

Questo testo è anche un bellissima dichiarazione d’amore rivolta a tutto quel mondo horror-noir  anni’70 ’80, che passa da Profondo rosso di Dario Argento all’Albero del male di Friedkin, senza dimenticare il Signore delle mosche di Golding. Qui però, la rappresentazione del male non ha più le sembianze della testa di un maiale, quanto più quella umanoide dell’emisfero uomo.

Paolo Di Orazio dirige con vivida lucidità un noir perfetto, quanto estremo, con la semplice complessità che solo i grandi autori riescono ad avere, alternando in una giostra di indubbia bellezza, orrore, violenza e delicata dolcezza.

Nel mucchio


Comprendo di essere una disidratata esistenza numerica, lì dove la difficoltà si dota di mistica intemperanza volta a ottenere vantaggi tutt’altro che esoterici.

L’ipocrisia


Eccomi mentre la discesa degli elementi continua a mo’ di slavina, mentre la valanga si forma e trascina con sé ogni diverbio differenziato a priori ma, in realtà, mi accorgo che tutto è pura ipocrisia estetica.

Estetica techno


Escono dalle fessure dimensionali e trasportano ogni definizione nel campo possibilista delle scelte istintive: le immagini del tuo carapace agghindato di perfezioni estreme e cibernetiche.

Distanze metriche


I crismi della santificazione psichica si scontrano con le evidenze olografiche del tuo umore quantistico; rimangono alcune distanze metriche da colmare nel fosso interiore dimensionale.

Nella fabbrica della vita – Repubblica.it


Un articolo su Repubblica traccia il profilo del prossimo basso futuro, tra istantanee postumane che si approssimano alla sconfitta della morte e dettagli di ringiovanimenti tali da rendere plausibile il mito dell’eterna giovinezza. Cose splendide, ma in tutto ciò la piega amara di un dettaglio: chi insegue questi sogni, oggi, sono i miliardari sparsi per il mondo digitale, e nessun altro sembra avere accesso a queste cure. Viene da chiedersi perché mai questi personaggi un ipotetico giorno dovrebbero decidere di estendere al volgo queste cure costosissime, e minare così la loro supremazia sociale. Potrà il potere del denaro diffondere questa cura della longevità a prezzi accessibili? Se sì, dove verrà stipata quest’umanità pressoché immortale e in infinita espansione, se il volo spaziale siderale è ancora un’immensa incognita? Il pericolo del tecnofascismo è davvero così dilagante?

Un estratto dell’articolo, tanto per capire di cosa stiamo parlando:

I titoli a effetto se li conquistano loro, i Padroni della Rete. I capitalisti più innovativi del pianeta, i grandi imprenditori della Silicon Valley, si appassionano per una nuova sfida: la corsa verso l’immortalità. Non quella che si ottiene passando alla storia, restando impressi nella memoria dei posteri. No, l’immortalità biologica. Sergey Brin, co-fondatore di Google, si sta convincendo che è possibile “curare la morte”. Il suo consulente Ray Kurzweil ne è convinto e già oggi progetta un futuro in cui il suo corpo verrà aggiustato all’infinito, mentre cervello memoria carattere e sogni finiranno di qui all’eternità nel “cloud”, la nuvola digitale che promette una conservazione senza data di scadenza. Larry Ellison di Oracle si ribella alla nozione di mortalità, secondo lui “incomprensibile”. Il fondatore di PayPal, Peter Thiel, ha già pianificato la sua vita fino all’età di 120 anni, nell’attesa che la biogenetica lo spinga ben oltre. Fioriscono grazie ai finanziamenti di questi magnati dell’economia digitale istituti come Sens, che promette “l’ingegneria della senescenza annullata”, o il Progetto Calico con cui Google intende debellare la nostra mortalità.

La mia possessione


Ho concretamente mostrato le stanze a ogni partecipante occulto del Rito, ed essi non hanno rilevato nulla della mia inseminazione psichica precedente: sono nelle mie possibilità tutti, oltre ogni loro comprensione.

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