HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per maggio 8, 2011

Synaulia – Pavor


Percorrendo sentieri polverosi, come allora, è facile come questa musica nell’anima facesse comprendere che il rapportarsi con la realtà fosse compenetrato da mistiche che rendevano visibile qualcosa di opaco, traslucido; era normale che ogni percezione fosse sul punto di collassare in un caleidoscopio di paure intime, perché era a loro evidente quanto l’umano sia una trascurabile particella sottoposta a energie disincarnate, potenti.

Il fascino del postumanismo è che ora possiamo essere dalla parte dell’energia demiurgica. Ma abbiamo ancora molta strada da percorrere; nel frattempo, nella campagna romana aleggiano ancora gli antichi esorcismi e rispettosi pensieri.

Voice of Eye


Lo shock visivo si ripercuote sulla corteccia psichica, lasciando aperta la porta di ogni tipo di invasione ed energia.

La casa è un’app per abitare?


modern architecture  in Asakusa Tokyo Japan

Image by Retinafunk via Flickr

Dove sta la realtà aumentata dell’architettura, da dove nasce?

Questa è la domanda da cui parte Emmanuele “Peja” Pilia nel suo blog. Il suo punto di vista è tutt’altro che banale perché studia le interazioni tra l’architettura e le nuove tecnologie, lo sviluppo delle esigenze abitative dell’uomo (e del postuomo) nella nostra società presente e del basso futuro dove, non da ultime, le stupefacenti possibilità della realtà aumentata rivestono di nuovi significati anche il più semplice dei particolari. Il target è un convegno a cui lo stesso Pilia parteciperà in virtualità, nei prossimi giorni.

Un estratto:

In  un contesto di grande interesse nei confronti dell’influenza delle tecnologie informatiche verso l’architettura, porsi le domande più banali forse può aiutare a rinsavire temporaneamente dall’ubriacatura crossmediatica. Il tentativo di comprendere in maniera disinibita i processi che hanno segnato il legame tra informatica, nuove media, virtualità ed architettura potrebbe essere una strategia, forse la più incisiva, per tentare di far tornare il dibattito sul tema verso una posizione liberata da luoghi comuni accomunati nel post 11/09.
Quindi grande merito si deve a Diego Terna per la sua idea di organizzare una conferenza sul tema con il fine di raccogliere posizioni ed idee, partendo da cinque domande di una semplicità sconvolgende:

1) Cos’è successo all’architettura durante la rivoluzione digitale?

2) La virtualità influenza solo i media di produzione grafica o cambia la natura dello spazio architettonico?

3) La riflessione critica sull’architettura sta sfruttando (e in che modo) l’approccio multimediale introdotto con l’avvento del web?

4) Navigare su web implica uno spazio fisico?

5) La casa è un’app per abitare?

Ain Soph – Apathanathismos


Il modello del rumore si annida in un’infinita esaltazione dell’inumano. Si galleggia su enormi piattaforme finite di biologia, un attimo eterno prima dell’abbandono verso il buio senziente.

Hecate Britannica (Victoriana 11 / III)


La seconda puntata di Hecate Britannica (la prima l’ho evidenziata sul genitore cybergoth) continua, su CarmillaOnLine, nel solco della precedente segnalazione, oscillando tra mitologia, antropologia e arte. In questa parte si mette l’accento sul ruolo di Hecate come capofila delle streghe, signora dei sortilegi e della stregoneria. Ecco l’incipit:

“Ebbene, Ecate, che c’è? Perché hai quegli occhi irati?”. Così il Macbeth, nel primo di quei passi (3, 5; 4, 1) di solito scartati dalle rappresentazioni moderne. La situazione è questa: il protagonista Macbeth, indotto in tentazione dal vaticinio di tre streghe che gli hanno profetizzato il regno, è riuscito a usurpare il trono e fare un primo repulisti degli avversari, ma si trova ossessionato dalle ombre dei propri delitti. Anche le streghe, però, hanno i loro problemi, perché si beccano un cazziatone dalla principale, cioè appunto Ecate, signora dei sortilegi e della stregoneria: la Dea lamenta di non essere stata interpellata, e contesta un uso della magia per i disegni privatissimi di un profittatore. Nell’economia della tragedia, la comparsa di Ecate è funzionale a preparare la scena dell’opera innominabile, come la chiamano le streghe, con il corteo di spettrali apparizioni che recheranno a Macbeth le notizie sul suo destino. Ma queste comparsate della Dea, come accennato, vengono oggi usualmente tagliate dai registi: sia perché di dubbia autenticità (sono accompagnate tra l’altro da due canti, Come away, come away e Black Spirits, che comparivano anche in un’altra opera elisabettiana, The Witch, di Thomas Middleton); sia per evitare il sapore un po’ grottesco dei rimproveri alle scagnozze, che agli occhi di un pubblico moderno potrebbero smorzare la drammaticità del contesto – e che invece l’autore elisabettiano inserisce proprio come connotante la realtà delle streghe, a cavallo tra pauroso e strambo, inquietante e grottesco persino nei manuali demonologici coevi. Nei fatti l’Ecate attribuita a Shakespeare appartiene ormai compiutamente agli scantinati del demoniaco, ed è quella che perverrà all’immaginario moderno, alla famosa illustrazione di Blake (1795), alla letteratura di genere e persino a certe odierne logge sataniste.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

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“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

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Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

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Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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Arte altra e altrove.

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Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

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e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

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Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La community italiana del cinema

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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