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Archivio per dicembre 13, 2011

Fluttuazioni quantiche


La definizione dell’imprevisto mi accoglie in un istante; mi volto e trovo rapide deflagrazioni delle conoscenze precedenti che spianano la strada a cognizioni innovative. Sono sul ciglio del sentiero ed esso traballa vorticosamente, uno stato di instabilità che pare coincidente con il fluttuare quantistico della realtà, quando mi trovo a zero gradi Kelvin.

La notte del raduno ∂ Fantascienza.com


Interessante questo romanzo: La notte del raduno, di Margaret Elphinstone. Il libro compare tra le segnalazioni di Fantascienza.com e, in effetti, può essere in qualche modo definito di fantascienza anche se è ambientato nel remotissimo passato della Terra; un po’ come dire che il profondo passato è altrettanto indefinito del futuro remoto, e quindi risulta inafferrabile, aperto a una pletora di soluzioni e deviazioni (concetto che definisce per opposto significato il termine discronia) potenzialmente infinite.

Prendiamo qualche riga a prestito dall’articolo di Fantascienza.com, per segnalare degnamente la pubblicazione:

Il romanzo, narrato a più voci dai vari protagonisti, inizia con la nascita di una bambina all’interno di una piccola comunità che vive tra le pendici della montagna Grande Madre e le gelide acque dell’Atlantico settentrionale. Contemporaneamente si piange la scomparsa misteriosa del figlio di Nekané, il giovane Bakar che non ha fatto più ritorno da una battuta di caccia. La vita è dura e piena di pericoli e la mancanza di un giovane cacciatore è una perdita immensa, così viene accolto con favore l’arrivo di Kemen, uno straniero che racconta di essere l’unico sopravvissuto della sua tribù scomparsa a causa di un cataclisma marino.

L’esule entrerà a far parte della famiglia, sostituendo in qualche modo il figlio scomparso, ma provocherà anche sospetti e gelosie. La madre di Bakar non vuole credere alla morte del figlio e continua le sue affannose ricerche materiali e spirituali sino al momento in cui la famiglia si accorge che Nekané è diventata una sciamana, capace di comunicare con il mondo naturale e il mondo degli spiriti. Molto interessanti e suggestive le descrizioni della caccia, della pesca, la continua ricerca del cibo (radici selvatiche, noci, erbe, piante) fatta dalle donne e come si sviluppava la vita e le relazioni sociali in quell’epoca.

Occupy George, dollari “parlanti” – Neural.it


[Letto su Neural.it]

Stampare su (vere) banconote da un dollaro (quelle con George Washington per intederci) dati concreti e graficamente godibili sulla distribuzione della ricchezza negli Stati Uniti: questo è quello che invita a fare Occupy George, una performance partecipativa nata sull’onda dei numerosi e crescenti movimenti nati dall’originale “Occupy Wall Street”. Le banconote, costituendo strumento e messaggio con un’incisività che avrebbe stupito persino McLuhan, possono essere modificate con una qualsiasi stampante casalinga o con un timbro facilmente realizzabile da sè, utilizzando le chiarissime linee guida pubblicate sul sito. La banconota da un dollaro, uno dei simboli universali del capitalismo, è un luogo emblematico e fortissimo per la rappresentazione dei dati espressi dai grafici inseriti come, ad esempio, il rapporto negli Usa tra la media degli stipendi dei lavoratori comuni e quella degli amministratori delegati. Lo schema dei dati sovrapposti si inserisce in maniera esemplare nella griglia grafica delle banconote, con una perizia certosina, incastrando con elegante fermezza il ritratto di un George Washington che in questa nuova cornice sembra inquieto e ammonitore. La scelta delle banconote assicura inoltre un canale di diffusione enorme e imprevedibile (e quindi quasi impossibile da realizzare utilizzando altri media) e una efficace familiarità nella fruizione del messaggio. Sarà estremamente difficile portare ad occupare Wall Street quel 99% della popolazione a cui tocca la minima parte della ricchezza prodotta prodotta dagli Stati Uniti, ma in questa modalità virale, una parte di quel 99%, trovandosi tra le mani un dollaro “occupato” da questa ironica ma dirompente azione, potrà intercettare più facilmente la portata storica degli eventi in corso.

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Virgin Prunes – Rhetoric


Evocare l’ancestrale, rendere vivo il tribale: catene di estensioni energetiche sono prossime a quello che potresti definire come evil. Ipnotico nella sua acidità rituale, trovo queste visioni esplicative della natura umana, attraverso la voce invasata.

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Roby Guerra e il nuovo movimento futurista – Intervista a cura di Sylvia Forty


Un’approfondita intervista a Roberto Guerra, uno dei neofuturisti più famosi e combattivi sulla scena nazionale e non solo, è comparsa in Rete. Roberto parla a tutto campo del panorama che ancora ha come spirito guida (ma non troppo, come deve essere nella regola deregolata dello spirito futurista) Filippo Tommaso Marinetti, un vero rivoluzionario e visionario dei suoi e nostri tempi a cui mancava, forse, soltanto l’estremo coraggio delle sue intuizioni: oggi Marinetti avrebbe ricavato del materiale addirittura insperato per la propria eccitazione interiore, per la sua sete di Futuro, pur non aspettandosi che il futuro sarebbe arrivato così avanti.

Ecco uno stralcio dell’intervista a Guerra, prossimamente fuori con una sua nuova pubblicazione (ma di questo ne parleremo più avanti):

1. FUTURISMO POSTATOMICO (1980-2010)

d- Guerra, recentemente nel libro digitale Nuovi Futuristi, Nuovi Umanisti, manifesti dal 1980 e poesie inedite, hai ufficializzato 30 anni di esplorazione sul futurismo dopo Marinetti, pur in chiave squisitamente letteraria: un rapido zoom

r- Nulla di storico o analitico, una sonda, una specie di bilancio del mio percorso e le diverse sinergie futuristiche appunto fin dagli anni 80. Una retrospettiva dopo 5 raccolte poetiche degli anni 80 (poi raccolte nel 2000), la fase della rivista neoavanguardistica letteraria Poeticamente, di Donegà con lo stesso futuro critico Bertoni che ci presentò almeno in una occasione. O con i postatomici del video maker Ferioli e dello stesso Slener (poi animatore culturale) e delle prime esperienze video. Gli anni dei reading ai festival di Partito. O delle performance persino in discoteca, dove, nel 1982, mi presentò anche una giovanissima Bignardi. L’epoca in cui credevo in Berlinguer, ballavo i Kraftwerk e i Devo, ma già m’irritavano i reduci del…’68. Gli anni dell’esordio, giovanissimo, alla Festa della Città Futura dei giovani comunisti. Delle serate collettive all’Imbarcadero nel Castello Estense di Ferrara, già con nastri registrati come supporto. E dei primi articoli e interviste sul Resto del Carlino, con il carissimo Caggiano e anche L’Unità con l’amico e collega Strano.

E delle sperimentazioni sonore fatte con il Commodore 64. Poi culminate negli anni 90 con alcune rassegne collettive a Ferrara, ma anche in Francia con la sinergia tra Poeticamente e la parigina Revolte des Chutes, con la presentazione stessA del mio tape Les Robot des 7 ans al Marchè de La Poesie, oltre ai primi racconti di fantascienza, editi direttamente in francese (tradotti appunto da Kober, figlio d’arte di un collega surrealista di Breton).

Naturalmente ho evidenziato in quegli anni a cavallo tra gli ’80 e i 90- l’incontro con Futurismo Oggi di Benedetto. Poi, dopo un primo saggio futuribile, promosso dallo stesso critico e oggi anche scrittore Scardino, ben lanciato dalla appena nata Nuova Ferrara, con lo stesso Roversi, pubblicai le prime fiabe di fantascienza in italiano e – ma già scritti anni prima- nel duemila i due saggi tutt’oggi forse fondamentali su Marinetti e il futurismo, grazie al coraggio di Stefani, raro editore ferrarese. Ero già in attrito con la metafisica Ferrara, e con i già ex compagni… Ma mai con certa avanguardia ferrarese- i miei migliori clip proprio nel 2000 con i più giovani Landini e Forlani e il lavoro poetico elettronico con G. Felloni (poi anche un… balletto techno).

I saggi dopo 10 anni li han rilanciati i ben noti futurologi di Vaj e Campa. I video ancora cult tra i nativi digitali… Infine, il boom di Cecchini con la fontana rossa, la sua rara e generosissima sinergia, a Ferrara per video festival e per il centenario con gli stessi Campa e Vaj, in aereo da Roma, Cracovia e Milano, tutti gratis, con l’imprimatur anche del celebre poeta Paolo Ruffilli, il rilancio di Rai Due…
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