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I Maya erano ferraresi!


Nuovo ebook per Futurist Editions on line: 2012: i Maya erano ferraresi! L’autore è Paolo Giardini, ferrarese DOC neofuturista.
Nel libro online, una scansione fantapolitica tra la Ferrara contemporanea e l’archetipo dei Maya, in riferimento alla celebre profezia; parole apocalittiche e dis-integrate, tra echi satirico-sociali cari a grandi maestri del genere quali Voltaire, Karl Kraus o Zamiatjn.

Il book trailer:
Alcuni capitoli:

PREMESSA: Voltaire e il Villaggio Locale 4

Ferrara Referendum Sant’Anna: intervista a Paolo Giardini *by Roby Guerra 4

TRASCURANDO DISCUSSIONI SU PULPITI E POLPETTE 7

PIU’ SICURI DAL DENTISTA CHE ALL’OSPEDALE DI CONA 9

SEGANDO IL RAMO SU CUI SI STA SEDUTI 11

LAVORI LUDICI 12

CONTROSTAMPA 12

MARKETING MUNICIPALE 14

2 commenti»

[…] D- Per le primarie PD recenti, Ferrara forse una anomalia particolare: quasi un plebiscito pro-Bersani, con i bersaniani autoproclamatisi Rinnovatori ante litteram da anni, quindi rottamazione flop.. vero o falso? R -Il ferrarese doc è profondamente pigro. Conseguenza di ciò è profondamente conservatore. Preferisce sempre una sicurezza presunta di largo seguito (complice l’indiscusso vantaggio del mal comune mezzo gaudio) ad una novità da tener d’occhio faticosamente a lungo. D- La stampa locale tuttavia segnala sempre più aspri dibattiti sulla città… la casta o meno, sulla sicurezza, sul turismo ecc. riflessioni? R- Se i dibattiti in città sono aspri, io sono Madre Teresa di Calcutta. Le sole asprezze si sono palesate in Consiglio Comunale grazie a Tavolazzi, l’unico vero oppositore che il Comune abbia mai visto seduto sui banchi del Consiglio Comunale da 60 anni a questa parte. Ne ricordo con rimpianto un altro, di oppositori alle stupidaggini comunali, ma non era un consigliere comunale. Era un tenace giornalista del Carlino che non aveva paura di dire quello che riteneva giusto. Ai suoi tempi, fra le idiozie del Comune ci fu la gestione fantozzianamente inetta dell’annosa vicenda della vendita, poi riacquisto, poi ancora vendita, poi recupero di San Crispino. Non perdonò nulla a quei somari, pubblicando decine di articoli per anni. Sospetto fortemente che con un Traversari in azione, il partito non avrebbe scelto Cona per costruirvi l’ospedale e non avrebbe chiuso il s. Anna in Giovecca. D- Certa opposizione quasi parla di Sindrome di Stoccolma, iperbole strumentale? R-Ma quale Sindrome di Stoccolma d’Egitto! La Sindrome di Stoccolma è caratterizzata dalla posizione attiva della vittima che solidarizza col suo carceriere. Qui solidarizzano col Potere solo quei non pochissimi che ne traggano vantaggi. Tutti gli altri sono semplicemente abulici. È da almeno 30 anni che ogni volta che mi è possibile porre la domanda con le dovute maniere chiedo ai non ferraresi abitanti a Ferrara, o che hanno a che fare stabilmente coi ferraresi, se secondo loro agli indigeni manca qualcosina sul piano dell’imprenditorialità, della vivacità culturale (in senso lato), della voglia del “fare”. Non ho mai ricevuto risposte negative (dopo aver superato le inevitabili ritrosie iniziali a palesare un giudizio poco positivo). D- Il Partito… condiziona la città, informazione inclusa, almeno come filosofia diffusa? R -Certamente. Ma non gli occorre spendere molta fatica per far ciò, visti i requisiti prevalenti. D- Comunque il paradosso ferrarese del PD, Rinnovatori pre-Rottamatori… è speculare quasi al paradosso Tavolazzi M5Stelle/Beppe Grillo? R -Non mi pare che il paragone sia calzante. Il rottamatore Renzi ha l’energia psicofisica di chi non è ancora giunto ai 40 anni e si confronta con delle carampane sapendo benissimo d’aver a che fare con delle carampane, perché di miracoli fisiologici non ne fa nessuno: dopo i 40 anni le placche nel cervello hanno dimensioni enormi. La cosmesi e i buoni capi d’abbigliamento sono portentosi solo sull’involucro esterno. Poi Renzi ha dalla sua l’esperienza di Potere di chi governa una città ricchissima di tante cose, non solo di risorse economiche. Gli alberghi di Firenze ospitano 12 milioni di presenze annue. Gli escursionisti sono almeno il triplo. In quella città, i problemi asfittici di tante altre realtà, se ci sono, hanno valori omeopatici. E quando c’è abbondanza di mezzi ed esperienze maturate, per quanto sia antipatico riconoscerlo, c’è anche più intelligenza pratica ad ampio raggio. Lo scontro Tavolazzi-Grillo è faccenda a sé. Tavolazzi è il competente al quale non puoi raccontare troppe balle e troppo a lungo. E il Grillo invece racconta solo balle a conclusione dei suoi discorsi. Certo, parte bene: chi non è d’accordo con lui sulla constatazione che il Sistema è marcio? Poi il giochino si svela in fretta quando pretende di dare un’aura di sacralità alla Rete… che non ha, e che non potrà mai avere. Perché il socio-trombone Casaleggio che gliel’ha allestita al massimo il fa un blog pubblicitario. Non per niente è una società pubblicitaria che lucra su tutto l’ambaradan. Che Grillo abbia un seguito è ovvio, almeno finché il suo repertorio non incomincerà a stufare: d’altronde l’età rema contro di lui, mica solo contro Bersani. Basta guardare Crozza per vedere un abisso fra quello che può fare un comico in gamba a sostegno della politica e quanto può solo annaspare un Grillo in declino di carriera. D- Ferrara post-sisma: la ricostruzione in atto, soddisfacente oppure no? R – Ricostruzione significa spendere risorse economiche ingenti. Siamo in crisi, la ricostruzione per forza di cose è quello che è: troppe chiese sono inagibili, e così è per molti palazzi antichi. Ma c’è un problemone che si vuol nascondere dietro un dito: il sisma avvenuto NON è il sisma di Ferrara! I geologi l’hanno detto chiaramente. La criticità sismica del sottosuolo ferrarese ogni tanto produce terremoti devastanti il cui epicentro è sotto Ferrara, non sotto Mirandola. Qui la “ricostruzione” si guarda bene dalla pretesa di rendere antisismico ciò che non lo è. Proviamo ad immaginare che dopo aver risistemato tetti crollati e tramezze crepate arrivi dall’anticlinale di Ferrara una bottarella di 6 grado Richter: quelle ricostruzioni che stanno svenando chi le affronta si rivelerebbero inutili. D- Lei come scrittore o artista attivo segnala comunque la Ferrara del duemila, esistono segnali nuovi oltre il Rinascimento e la Metafisica, schematizzando? R-Passo. Non sono né scrittore, né artista. Sono un elettricista. Figuriamoci se gli elettricisti discutono di metafisica! Lo faranno quando gli idraulici si occuperanno di ermeneutica e i muratori di ontologia. D- Ferrara città d’arte o in declino, concludendo? R – In declino certamente. Città d’arte.. mah! Ci vuol altro, a mio avviso, che una mentalità campestre per decollare sul piano dell’arte. Basta confrontare i locali del Palazzo dei Damanti che ospitano mostre importanti: sono l’equivalente di un tugurio in confronto al piano nobile di Palazzo Strozzi (e le centinaia di altri palazzi in Italia che ospitano mostre di pari valenza). Qui il Potere è in mano a dei provincialotti con una fantasia ed un’arguzia da sagra paesana del fico d’india con assessore in giacca e cravatta. Se confrontiamo l’espressione artistica partorita a Ferrara e portata avanti con mezzi prevalentemente propri (il Buskers Festival, l’invenzione di Stefano Bottoni), sia pure arte minore, con il resto delle realizzazioni sorte nell’ultimo quarto di secolo cosa troviamo? Ma se perfino le opportunità dell’Ermitage a Ferrara si fanno scappare questi minorati mentali! Quindi, concludendo, la Ferrara attuale come la Spal attuale, come il commercio in piazza all’Ipercoop, come l’ospedale cittadino a Cona, come il petrolchimico ridotto a tante dittarelle in vendita, come l’antica Università che vede ridurre la facoltà di Medicina a facoltà di ripiego per chi non ce la fa ad entrare in facoltà più vive, a stessa Università che a due passi dal petrolchimico che è stato il più importante d’Europa non ha allestito corsi dedicati per le discipline interne a quel grande stabilimento, come non ha allestito una facoltà di Agraria pur essendo in una provincia eminentemente agricola, come il Palazzo degli Specchi che da 24 anni (compiuti in gennaio 2013) è lì solo ad uso esclusivo di vandali e sbandati. Non poniamo quesiti inutili, eh! *Roby Guerra  rubrica  Guerra Mazzoni Ferretti Marsan INFO    http://www.progettoperferrara.org/tag/di-paolo-giardini https://hyperhouse.wordpress.com/2011/12/29/i-maya-erano-ferraresi/ […]

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