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Archivio per febbraio 22, 2012

Definizioni taglienti


Sorrido i tuoi istanti come se fossero definizioni taglienti, non di piacere ma di morte: è tutto così chiaro, ora…

DESIDERIO E AUTENTICITÀ – PostPopuli


Da PostPopuli, un bel post di Giovanni “Kosmos” Agnoloni sui Fiori di Bach. Val la pena riportare integralmente l’intervento perché Kosmos riesce a donare il senso olistico con parole ben calibrate, da grande conoscitore che è dell’argomento.

Una vita scissa dalla propria identità, dal proprio desiderio intimo, è una non-vita. È causa di disarmonie a livello emotivo, di turbe comportamentali e pericolose somatizzazioni. Lo sottolineano molto bene il Dr. Edward Bach, lo scopritore dei Fiori di Bach, e Ricardo Orozco, medico spagnolo che oggi è uno dei più autorevoli esperti al mondo in materia. Ma lo ha sottolineato anche Jon Kabat-Zinn, esperto di biologia molecolare americano che ha fondato, nel Massachussets, un centro dove varie patologie vengono curate anche attraverso la meditazione di consapevolezza (suo il libro Riprendere i sensi, ed. Corbaccio e TEA).

È necessario, per il benessere e la salute, ritornare al centro del nostro essere, là dove si è precocemente prodotta una ferita, una lacerazione indotta dalla società e dalla nostra paura di essere individui autonomi dalle influenze esterne. I traumi che ci condizionano si verificano soprattutto (ma non solo) nei primi cinque anni di vita. Queste esperienze ci lasciano delle tracce, che spesso sono marchiature a fuoco, tali che poi ci costruiamo maschere, pseudo-identità prestate al mondo, pur di non andar dentro, giù, dove fa più male. E così aggiungiamo problema a problema.

Serve invece riprendere consapevolezza del punto (o dei punti) dove la nostra scissione è iniziata. In questo, la natura e ogni aspetto del mondo, vibrazionalmente (cioè su un piano di interazione energetico-emotiva) e sincronicisticamente (ovvero mediante le cosiddette “coincidenze significative” – v. Nulla succede per caso, di Robert H. Hopcke, ed. Mondadori, foto ibs.it a destra), concorrono a darci spunti. Più si dà fiducia a questo percorso, più esso ci prende, dandoci risposte e spunti quasi prima che abbiamo formulato le domande. I percorsi della medicina olistica, di cui i Fiori di Bach (e le tantissime altre essenze floreali, ambientali e sciamaniche di ogni parte del mondo) costituiscono una parte fondamentale, conducono in questa direzione.

Non ci rendiamo conto dell’enorme potenziale che possiamo sprigionare, se liberiamo la nostra vera forza. Possiamo fare autentici miracoli, se permettiamo al Sé, che è energia-spirito di fonte divina (e il luogo, cristianamente, in cui Cristo-è-in-noi) di esplicare la sua azione. Questo non vuol dire perdere la propria individualità, o annacquarla in un orizzonte identitario ampio, in cui non siamo più autentici o efficaci (ovvero non siamo più “noi stessi”). Non vuol dire smettere di “lasciare un segno del proprio passaggio”. Al contrario, significa contagiare positivamente il mondo con la quintessenza del nostro spirito. Qui sta l’Eterno che si fa quotidianità. Qui nasce quella dimensione senza tempo che, in termini cristiani, è la gioia del Paradiso, tale da riuscire ad andare perfino al di là della barriera della morte fisica. Ma qui si trova anche il nucleo nirvana buddhista, o del satori zen. Il punto in cui le dualità si annullano, sciogliendosi in una comprensione immediata dell’unicità (olismo) di tutto ciò che esiste.

La via liquida al mainstream « HyperNext


Su HyperNext un post di BHS sulla convergenza del Fantastico verso il mainstream.

Analizzando su Carmilla due pubblicazioni recenti – 1Q84 di Murakami Haruki (Einaudi) e 22/11/63 di Stephen King (Sperling&Kupfer) – Lara Manni vota come soluzione per traghettare la letteratura del fantastico fuori dal ghetto editoriale l’invasione/intrusione del mainstream:

“[...] Se c’è una via per sfuggire alla nicchia, alle costrizioni editoriali, al malinteso post-tolkieniano, è proprio quella di sfumare i confini, o di contaminare, dall’interno, il mainstream. Facendo colare un mondo nell’altro, ricordava King: come liquido dal fondo di un sacchetto di carta.”

Soluzione che condivido e sottoscrivo.
Ma, a livello operativo, come fare per “conquistare” il mainstream?

In Italia, noi addetti al fantastico siamo malati cronici di scenario e ambientazione. Qualche volta ci riesce bene (uno su tutti, Dario Tonani con Infect@ & Co.) ma è ovvio che non basta. Dimentichiamo, o curiamo poco, i personaggi e le tematiche col rischio di produrre una grande quantità di contenitori e una bassa qualità di contenuti (per non far di tutta l’erba un fascio, a scanso d’equivoci, va citata Clelia Farris con Nessun uomo è mio fratello, romanzo sull’impunità vincitore del Premio Odissea 2009). Spesso sorvoliamo sullo stile e la lingua.

C’è un romanzo – mainstream e italiano – che nei punti deboli storici del patrio fantastico ha le sue fondamenta: Accabadora, di Michela Murgia, Premio Campiello 2010. In una storia che parte a ridosso della fine della Seconda Guerra ci sono personaggi con la “P” maiuscola (profondi, verosimili, tridimensionali), una lingua molto curata senza essere eccessivamente letteraria e grandi temi (morte ed eutanasia, condizione femminile). Lo scenario, la Sardegna e il Piemonte tra i ’50 e i ’60 del secolo scorso, viene filtrato nella descrizione degli spazi domestici, quasi un’estensione della psicologia dei personaggi. E per dirla tutta, c’è anche un pizzico di fantastico – l’intangibile, il misterioso, il sesto senso – declinato sotto forma di gotico rurale un po’ più metafisico di quello di baldiniana memoria.

Al di là dei mostri sacri del passato (Buzzati-Calvino-Levi) e del presente (Evangelisti) – esempi diametralmente opposti, dal maistream al fantastico e viceversa – nel futuro è giusto aspettarsi in “fondo al sacchetto di carta” gli autori mainstream nella veste di salvatori del fantastico o auspicare che l’invasione parta dall’altro lato della frontiera?

Gli eBook sono cresciuti del doppio, a parte Amazon


Cover of "Kindle Wireless Reading Device,...

Cover via Amazon

[Letto su KippleBlog]

Da un post di Antonio Tombolini, il grande capo di Simplicissimus, un’analisi secca e lucida sull’attuale situazione del mercato italiano degli eBook.
Rastremando l’intervento di Tombolini, si evince che il mercato dei libri digitali è raddoppiato in appena un anno, e un altro raddoppio della quota di vendite è stato operato da Amazon. In altre parole, se l’anno scorso si vendeva 100, ora si vende 400, e 200 è la quota di Amazon.
Cosa significa tutto ciò? A nostro avviso, significa che il mercato italiano sta davvero decollando, anche perché l’entrata di un competitor così importante come Jeff Bezos ha significato un aumento corposissimo della potenza di fuoco delle pubblicazioni digitali; sembra quasi una valanga che sta man mano raccogliendo massa mentre viene giù. Noi di Kipple siamo pronti, voi avete pronti i vostri lettori di libri digitali (Kindle, tablet o smartphone, poco importa: l’importante è poter accedere al nuovo universo del libro digitale)?

Shattered Hand – No Man´s Land


Cadevano a grappoli, nulla era mai stato così sfibrante e inutile. Nulla era mai stato così evidente nella sua nullità, e le voci si sommano nelle teste dei sopravvissuti, voci di morti mentre morivano, shock epocale che ha segnato un’intera generazione che attendeva solo l’apocalisse. Che venne…

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