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Archivio per maggio 8, 2012

∂| FantasyMagazine | E’ arrivato Effemme numero 5


A sud della Barriera: George R.R. Martin e i Sette Regni — Martina Frammartino

Michael Moorcock: creatore di mondi? — Bruno Bacelli

China Mièville e le città-universo: da King Rat a Embassytown — Cristina Donati

Un solo mondo, mondi diversi per Robert Jordan — Martina Frammartino

Il mondo dei Mistborn di Brandon Sanderson — Mirco Tondi

Il magico mondo di J.K. Rowling — Pia Ferrara

Il TARDIS di Doctor Who — Lorenzo Davia

La Terra del Marvel Universe — Emanuele Manco

I fantastici mondi di Jasper Fforde — Simona Ricci

Nessus, la città degli antichi prodigi — Bruno Bacelli

William Morris, immaginare mondi per raccontare un’epoca — Maria Cristina Calabrese

C’hoim — Claudio Nebbia

La danza sulle rovine d’Iboria — Juri Villani

Ibrido — Elisa Emiiani

Catastrofe innaturale — Kristine Kathryn Rusch

Vivere in rete: internet e la letteratura — Martina Frammartino

Questo è il sommario di Effemme numero 5, il magazine cartaceo di FantasyMagazine.it diretto (anche in cartaceo) da Emanuele “Manex” Manco. Come potete vedere, il piatto è ricco e anche se siete appassionati prevalentemente di SF, potete tranquillamente darci più di un’occhiata, perché siamo tutti sotto la grande casa del Fantastico.

Complimenti, Emanuele!

∂| ThrillerMagazine | L’ultima battaglia dei Templari


ThrillerMagazine.it pubblica una recensione affascinante, perché affascinante è l’argomento trattato dal libro: i Templari. Non è la solita pubblicazione che fa leva sull’aspetto esoterico-gnostico dei potenti combattenti, ma parte da loro per illustrare, con un colpo d’occhio sapiente, il mondo di allora, i costumi che ora ci appaiono cruenti, un’epoca che fu segnata da radicali scelte ideologiche, che si ripercuotono ancora nel nostro paradigma. Vi lascio a un breve copia e incolla della recensione.

Nulla nasce dal nulla e finisce nel nulla: con L’ultima battaglia dei Templari Giorgio Albertini ci mostra la genesi della battaglia di Hattin, che segnò la fine di un’epoca, la perdita di Gerusalemme il 4 luglio 1187; ci fa esplorare tutto il territorio circostante, via via fino in Egitto, nei paesi cattolici spagnoli, francesi e del Sacro Romano Impero, nella Roma dei Papi, a Costantinopoli, attraverso la penisola anatolica, per tornare nei territori strappati dai crociati, giù fino a Gerusalemme.
Ci spiega chi viveva questi paesi, come erano governati, chi erano questi misteriosi infedeli che chiamavano saraceni, turchi che si credevano tutti uguali, ma che erano in continua lotta fra di loro per il predominio, onde individuare chi era il nemico acerrimo e chi il confinante con cui potersi accordare.
In quest’epoca la diplomazia non si poteva usare: cristiani contro infedeli, fino al sacrificio finale. Solo retorica che si andava superando, per un tempo in cui i cavalieri si mettevano al soldo del migliore offerente; in cui gli abitanti, che per generazioni risiedevano in Terrasanta, avevano convissuto con musulmani, ebrei, armeni e tante altre sfumature di cristianità; in cui il buon vicinato permetteva il libero commercio delle merci, che conveniva a tutti: alle Repubbliche Marinare ed alle carovane del deserto, che portavano le merci dall’Asia.
Nella piana di Hattin si infransero i sogni di convivenza, prevalse l’intransigenza, l’integralismo e la guerra corpo a corpo trionfò.

Gilles Villeneuve – 30 anni…


Villeneuve fell out with his teammate Pironi a...

Villeneuve fell out with his teammate Pironi at the 1982 San Marino Grand Prix: they never spoke to each other again. (Photo credit: Wikipedia)

Questa del post è l’ora esatta dello schianto di Gilles Villeneuve sul circuito di Zolder, in Belgio, 30 anni fa esatti. Fu lo schianto finale, l’ultimo dei tanti (fino a quel momento incruenti) con cui Gilles aveva costellato la sua breve carriera in Ferrari e, di conseguenza, in F.1.

Senza tanti giri di parole, Villeneuve è stato un uomo capace di modificare la mia vita e i miei atteggiamenti: con quel suo irriducibile “non arrendersi mai” mi aveva conquistato, folgorato nel breve volgere di pochi mesi, fin dalle prime sue corse cui avevo assistito in TV. Quel suo amore sconfinato e senza mezzi termini per la velocità, per il rischio, e la mancanza totale di calcolo nell’economia della corsa (figuriamoci del campionato) lo rendeva forse naif e spontaneo, ma decisamente vivo e diverso da quel calcolatore che l’aveva preceduto in Ferrari, quel Niki Lauda che aveva sì vinto due mondiali, ma al prezzo di tattiche che nemmeno l’ammiraglio Nelson…

Ecco, potrei usare un fiume di parole per descrivere la fascinazione che Villeneuve ebbe su di me adolescente; quindi, dico soltanto che ho passato tutti i trent’anni successivi nel cercare un pilota che avesse caratteristiche simili e che ho trovato singolarmente, di volta in volta, solo in alcuni driver ma mai più insieme in uno solo. Lo stesso imperatore Michael Schumacher aveva caratteristiche di potenza e velocità, astuzia, ma certo difettava e difetta nei duelli veri e propri, e nel cuore; e invece proprio quello era il punto forte del piccolo Gilles, il cuore, che ha usato sempre in ogni curva per cercare di domare e dominare il mezzo meccanico, recalcitrante a seguire quello che lui voleva fare, alla velocità che voleva tenere. Per questo Gilles non ha vinto mondiali; per questo ha vinto solo sei corse.

Chiudo con la frase che Enzo Ferrari gli dedicò, pochi giorni dopo la morte di quel pilota che aveva voluto fortemente in squadra e che proteggeva da tutte le critiche e da tutti coloro che lo denigravano per le innumerevoli macchine distrutte: “Io gli volevo bene“. E aggiungo solo una massima di Villeneuve che adoro ricordare, ancora oggi: “Se vuoi andare piano, vai a piedi“.

Ciao Gilles, contento di aver vissuto tutti i tuoi duelli e non di averli subiti, dopo, da mito (ma forse mito già lo eri, prima di morirci sotto).

Nychts – Zwischen Leere und Nichts


Cavalcando nel buio sferzante, quello scuro e denso, trovo estensioni di ectoplasmi non antropomorfi, nemmeno disincarnati. È la destinazione del gelo in formato compresso, avvolgente, quello che mi sostiene mentre le urla trasformano ogni immagine…

Tersicore mercoledi 9 maggio


Il 9 maggio, alle ore 22.00, Tersicore online per le sue selezioni elettroscure e acide, noize, annegate nelle proposte SF & Connettivismo. SMS: +393343844411. Il suono disturbante è qui…

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Thinkingmart.com

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Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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I tesori di Amleta

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Duplex Ride

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il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

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