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Intervista a Giovanni Agnoloni | Temperamente


Segnalo questa bella intervista a Giovanni “Kosmos” Agnoloni uscita su Temperamente.it. Estrapolo, come sovente faccio, alcuni passaggio esplicativi del tono della chiacchierata, sperando di incuriosirvi a sufficienza perché, come dicevo, l’intervista è estremamente godibile.

Sei uno dei maggiori studiosi di Tolkien. Quale, tra gli autori che dopo di lui hanno scritto fantasy, pensi che si sia avvicinato di più alla sua profondità tematica o alla sua capacità di inventare mondi?

Premesso che sei stata molto generosa nell’inserirmi tra i massimi esperti (ho solo curato, tradotto e partecipato a una raccolta di saggi, Tolkien. La Luce e l’Ombra, ed. Senzapatria, dove sì c’erano alcuni tra i massimi studiosi mondiali), devo dire che non sono un esperto di fantasy. Sono, appunto, uno studioso di Tolkien, che ha sempre affrontato questa dimensione con lo sguardo rivolto al mondo reale, proprio perché affascinato dalla sua capacità di trasportarci lontano per poi riportarci qui, rinnovati (tanto che per lui la Terra di Mezzo era l’oikoumene, ovvero “il mondo abitato dagli uomini”: né più né meno il nostro, solo colto in un’epoca lontanissima – così lontana da assumere le sfumature di un sogno archetipico, direi). Dunque, in effetti il fantasy in quanto tale (e soprattutto il fantasy “escapistico”, quello che genera soltanto una Fuga e non contribuisce a far comprendere meglio la realtà) non m’interessa in modo particolare. Molto meglio la fantascienza, da Asimov a Dick a Gibson, per citare tre grandi maestri alla radice anche della mia adesione al movimento connettivista, la cui poetica ha ispirato quello che è il mio primo romanzo, Sentieri di notte, in uscita a ottobre per Galaad Edizioni (nella collana “Larix”, curata da Davide Sapienza). Con questo libro mi converto alla narrativa. Come saggista, credo di aver già detto quello che avevo da dire, e tutto il resto passerà meglio attraverso delle storie. Del resto, anche per Tolkien il compito di uno scrittore era fondamentalmente quello di scrivere storie.

So che sei tra gli esponenti di una corrente culturale detta “connettivismo”, il cui incredibile e potentissimo Manifesto è pubblicato sulla rivista on-line NeXT. Puoi spiegare ai lettori di Temperamente di cosa si tratta?

Il Connettivismo (o i Connettivisti: così amiamo chiamarci, per sottolineare la libertà e l’originalità dell’approccio di ognuno di noi suoi esponenti), come l’ho recentemente illustrato in un’intervista per Critica Impura, è un movimento letterario (l’unico di fatto esistente oggi in Italia) che, partendo dalle suggestioni del Cyberpunk americano e unendole a spunti tematici e di atmosfera del Crepuscolarismo e del Futurismo (ma, in senso lato, anche del Romanticismo – uno su tutti: il tema dell’Oltre), è arrivato, grazie ai contributi dei suoi fondatori Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani e di tutti noi altri sue espressioni, alle soglie del mainstream, volendo “infettare” positivamente la letteratura “non di genere” di suggestioni di profondità cosmica e interiore. Siamo infatti convinti, ciascuno a modo suo, che l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo sostanzialmente coincidano, e che la radice dell’Essere sia tale da risuonare e imbevere di sé ogni aspetto della realtà. Per me si tratta di un discorso profondamente spirituale, perché (e lo dico da cristiano convinto dell’esistenza di un’unica vera spiritualità, che abbraccia tutte le religioni), alla base di ogni singola vibrazione e di ogni singola parola c’è quella scintilla divina che – e può dirlo ognuno di noi – sono Io e io Sono. Si tratta di sottolineature che ho messe in luce nel mio primo contributo per la rubrica HOLYSTOLK del bollettino connettivista NeXT, appena uscito nella sua iterazione 17, da poco presentato a Roma da Sandro Battisti (vi consiglio questa intervista al proposito). E sono anche temi al centro del mio già ricordato romanzo Sentieri di notte (che, tra parentesi, verrà presentato a Roma nell’ambito della NeXT-Fest, il grande festival connettivista in programma dal 26 al 28 ottobre al Centro Culturale Elsa Morante, insieme al nuovo libro di Sandro Battisti Olonomico, in uscita con CIESSE Edizioni).

1 commento»

  giovanniag wrote @

Grazie infinite, Sandro

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