HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per luglio 4, 2013

Il giardino matematico


Andando sulle definizioni estensive del suono mi ricordo di essere una pertica olistica che sfrutta il comntinuum per entrare, e uscire, e generare empatie e catatonie spurie. Mi lascio ondeggiare sul giardino matematico, finendo poi le equazioni con istinto superiore.

Icone di sé


Perfetto quando il cielo si chiude a cappella e tutto il diverso estinguersi appare come una cortese e deflagrante promessa
una coerente e dissonante manifesta oscenità.

Si difende con le unghie la propria essenza, e l’esistenza incombe sull’anima
sulla psiche
sulle definitive icone di sé.

Intervista a Sergio – Alan D. – Altieri | Il futuro è tornato


Intervista a Sergio “Alan D.” Altieri, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo Juggernaut. È possibile leggere il tutto su IlFuturoTornato.

“Juggernaut” è un nuovo inizio, la prima parte di un contesto più grande che porta il nome impegnativo di “Terminal War”; puoi darci un’indicazione di massima su quanto sarà esteso questo contenitore/saga?

“Terminal War” (TW) è un progetto che viene da lontano. Come accadde per “Ultima Luce” (1994), avevo cominciato a strutturare anche “Terminal War” in forma di sceneggiatura per il cinema.

Le “alterne fortune” — evitando espressioni meno diplomatiche — dei sistemi del mondo della celluloide (adesso diventati sistemi digitali) mi spinsero poi a rettificare il tiro verso i libri.

A tutti gli effetti, e usando una parafrasi rischiosa, TW è una continuazione del mondo di “Ultima Luce”… con altri mezzi. Un mondo spinto però verso un futuro addirittura più degradato, più disgregato, più degenerato.

Il progetto TW è articolato su 5 volumi. Posso anticipare i titoli dei prossimi due: “TW02: Magellan”, “TW03: Golconda.”

SF? Senz’altro, anche se, come sai, già in larga parte del mio lavoro narrativo è spesso e comunque presente un elemento o “futuristico” o “di anticipazione”.

Con TW vado di certo nella SF. Ma con una variante che per certi versi suona come una contraddizione in termini: la proposta di una SF “realistica.”

Nel senso che, proiettando in avanti le tecnologie attuali — basti pensare allo LHC, Large Hadron Collider, il super-acceleratore di particelle del CERN – potrebbe poi non essere così insensato parlare, in un futuro nemmeno troppo remoto, di un apparato concepito per la “distorsione del continuum spazio-tempo”, da sempre un classico della SF.

L’estate del diavolo – Luigi Milani | Nuove Pagine


Recensione alla raccolta di racconti, in eBook per la Delerium Edizioni, di Luigi Milani, L’estate del diavolo. Si può leggerla su NuovePagine.it. Mi trovo d’accordo con la sostanza espressa dal recensore, Luigi scrive con animo fine e signorile, e alla fine i suoi racconti, la sua prosa, lascia sempre con un senso di lieto dentro.

L’Estate del Diavolo, dieci piccoli racconti uniti non dalla stagione estiva, come apparentemente potrebbe far pensare il titolo, ma dalle diavolerie oscure che hanno come protagonisti soggetti diversi, con motivazioni differenti. La dimora del diavolo per antonomasia viene definita calda, infuocata, bruciante, ed è forse questo motivo che induce Luigi Milani ad associare al diavolo l’estate, la stagione più infiammata dell’anno. L’autore non si cura della crisi editoriale che colpisce il settore, nei suoi racconti utilizza uno stile elegante e ricercato. I suoi racconti brevi si presentano come un sistema a “buffet”, che saziano senza appesantire, grazie a tante trame diverse l’una dall’altra. Questi racconti si richiamano al “male”, all’horror, collegandosi all’immaginario del lettore comune, che almeno una volta nella vita ha pensato a fatti tragici, non indicibili. Infatti, il retrogusto di questi racconti sta sicuramente nelle reminiscenze della professione di avvocato, che l’autore ha svolto e che marchiano gli eventi raccontati, ad eccezione di quelli aventi come protagonisti alcuni fantasmi.

Terminal Shock (di Giovanni De Matteo) | Plutonia Experiment


Recensione attenta a Terminal Shock, di Giovanni “X” De Matteo, quella che si può leggere sul blog di Alessandro Girola. Vi ricordo che il volumetto digitale è online per i tipi della Mezzotints E-Book.

Fantascienza in grande stile, quella di Terminal Shock.
Del resto Giovanni De Matteo è uno dei pochi autori italiani che scrive science fiction non camuffata, una cosa che altri suoi colleghi si guardano bene dal fare, forse timorosi di essere giudicati dai benpensanti radical chic.

Con questo romanzo breve, disponibile presso lo store di Mezzotints, ci tuffiamo in atmosfere che noi, amanti di un certo genere di cinema e di letteratura, abbiamo metabolizzato fin da piccini.
Non a caso De Matteo cita e omaggia una miriade di romanzi e film, da Punto di non ritorno al ciclo di Hyperion, capolavoro indiscusso di Dan Simmons. Si passa anche dalle parti di Space Vampires, di 2001 Odissea nello Spazio, tangendo perfino quell’indimenticabile perla videoludica che è Doom.

Intendiamoci però: non ci sono né scopiazzature né riciclaggi, solo un sapiente utilizzo dei cliché di questo filone, mischiati allo scenario immaginato dall’autore, con umanità espansa nell’intero Sistema Solare, e giunta finalmente a contatto con un oggetto stellare di chiara origine aliena. Da qui le molte domande: c’è altra vita intelligente nella galassia? Se sì, come pare, perché non si manifesta chiaramente, preferendo lasciare una stazione spaziale vuota e deserta a galleggiare nel nulla?
Il linguaggio di De Matteo è molto tecnico, ricco di riferimenti scientifici ibridati con piacevoli chiacchiere technobabble, spesso e volentieri scatenate a ruota libera.

Romanzo pretenzioso, ma soprattutto divertente, Terminal Shock piacerà senz’altro a chi ama un certo tipo di fantascienza, che mischia pretese da “hard sci-fi” a elucubrazioni filosofico-scientifiche lasciate a briglia sciolta.
Per 3 euro (2.99, per la precisione) potrebbe essere un ottimo acquisto per quest’estate.
E finalmente anche in Italia si torna a scrivere fantascienza “vera”, senza mimetizzarla da thriller o da giallo…

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