HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per luglio 23, 2013

Against


Vetusti interventi di accettazioni matematiche, finché il limite funzionale non si attesti sulle onde mefitiche della biologia, accurati interventi di ristrutturazione continua.

Carne plastica


La lingua di percezione sembra essere accentuata dalle perfezioni estetiche di cui ti abbellisci, indebitamente. Conquistare per il senso che si ha dentro, non per la plastica che s’imbelletta fuori.

Affine


Rinchiuso qui, nella mia ristretta stanza, studio le connessioni che si susseguono nella mia psiche come se fossero segnali provenienti da un altrove matematico, falsamente affine a me.

Marsen Jules Trio – Éclipse feat. Roger Döring


Come onde incessanti che ricoprono i tuoi giorni, le tue ore, di uno spleen entropico che sembra non finire mai. Tutto è, alla fine, tristezza umana se non ci si risolleva da essa.

VVAA – 10 PRINT CHR$205.5+RND1; : GOTO 10 | Neural


[Letto su Neural.it]

La cultura del codice è stata studiata e ha prodotto interessanti teorie che hanno trovato accoglienza in diverse pubblicazioni innovative. Questi libri hanno spesso come obiettivo l’incorporare i concetti correlati al codice perfino nel processo stesso di essere realizzati, incarnando all’occasione esemplari processi software. Pur essendo scritto da dieci autori diversi (N.Montfort, P.Baudoin, J.Bell, I.Bogost, J.Douglass, M.C.Marino, M.Mateas, C.Reas, M.Sample, N.Vawter), 10 PRINT CHR$(205.5+RND(1)); : GOTO 10 non è un’antologia, ma un unico testo scritto collaborativamente che rispecchia l’approccio di molti fra quelli che oggi sono i software socialmente più importanti. Inoltre la pubblicazione – in maniera ambiziosa – inizia a «generare» criticamente contenuti dal suo proprio titolo. L’intestazione è multiforme: una riga di codice – infatti – da vita a un ciclo infinito, generando indefinitamente un labirinto grafico per mezzo di caratteri ascii. Il tutto è anche un programma simbolico risalente agli anni ottanta, scritto nel linguaggio di programmazione più popolare del tempo – BASIC – e usato nel microcomputer più popolare, il Commodore 64. Il libro spiega i retroscena che il ruolo di calcolo e programmazione ha giocato nella cultura, discutendo di casualità, griglie, generatività e linguaggi (solo per citarne alcuni), riflettendo i diversi aspetti della cultura del software. Lo stile di scrittura mira ad essere coerente con i concetti, “mantenendo lo stesso ritmo… continuando a girare fino a quando non si è interrotti”, e in questo senso diventa un libro concettuale. Infine, il design di Casey Reas bilancia al meglio stile e convenzioni tecniche, compreso l’uso d’un secondo colore stampato – il “Commodore blu” – naturalmente sotto licenza Creative Commons.

La Ragazza con la Valigia

Ironia e parodie, racconti di viaggio e di emozioni…dentro, fuori e tutt’intorno !!

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

corruptio pessima optimi

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

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Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

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Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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Sincronicità Spicciola

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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