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Archivio per ottobre 17, 2013

Surrealtà siderali


Insensatezze dette in un istante rappreso e difettato, mentre le condense ideologiche si squadrano in estatiche riprese della notte, la scena diviene macchiata di surrealtà siderali.

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La papessa del diavolo ∂ Fantascienza.com


Fantascienza.com ci segnala l’uscita di una riedizione de La papessa del diavolo, opera scritta – pare – da due surrealisti: Ernest Gengenbac, ex religioso e scrittore surrealista, e Robert Desnos, poeta, giornalista e uno dei fondatori del Surrealismo. Gli pseudonimi usati sono: Jehan Sylvius e Pierre De Ruynes. La quarta:

“L’epoca moderna ha fatto il suo tempo. L’indole stereotipata dei gesti, degli atti, delle menzogne dell’Europa sta a dimostrare che il tempo del disgusto si è concluso. Spetta ai Mongoli ora accamparsi sulle nostre piazze”. Così recita un Manifesto surrealista del 1925, e su questa profezia si basa La Papessa del Diavolo, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1931. È la storia apocalittica e divertita, ma non per questo meno inquietante, della fine della civiltà per mano di un’Arcimaga babilonese e, alle sue spalle, dell’Arcangelo Nero che ordisce la fine dei tempi.

Tra torture e massacri, erotismo saffico e humor nero si dipana un delirio estremamente metodico, un’orgia iconoclasta che mescola il triviale con il poetico, sotto il segno della distruzione totale. L’origine stessa di questo romanzo di magia, amore e morte è ancora avvolta nel mistero.

Nel post sono riportati poi altri passi, eloquenti, che riporto sotto:

Nel romanzo si narra come, nell’anno 19…, tutti i paesi dell’Occidente verranno conquistati da un Oriente oscuro e crudele. La Chiesa Cattolica ha finito il suo ruolo e il Papa sarà crocifisso a Parigi sulla Torre Eiffel. Al comando di queste orde barbare c’è una donna bellissima e crudele, lesbica e diabolica, una arcimaga comandata da una sorta di Angelo Nero, forse un alieno con doti telepatiche.

Riportiamo quanto fu scritto nella quarta della prima edizione: “Nata dall’incontro insospettabile tra un cultore di messe nere e demonismo e un poeta surrealista che si nasconde dietro il magico pseudonimo di Pierre de Ruynes, questa Apocalisse frenetica risponde al desiderio di morte della marcia cultura occidentale a favore della nuova barbarie: « Vedremo infine i Mongoli, — scrivono nel 1925 in un manifesto Breton e Eluard, Artand e Ernst, Crevel e Aragon, — accamparsi sulle nostre piazze».

Kipple.it: Prossima la scadenza dello Short-Kipple 2014


[Letto su KippleBlog]

Scade il primo gennaio il Premio Short-Kipple 2014; avete tempo fino a quella data, quindi, per inviare le vostre proposte codificate in racconti di Fantascienza. Un estratto dal bando:
1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente. I racconti devono avere la lunghezza minima di 5 cartelle dattiloscritte e massima di 20 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).
2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.
I generi ammessi sono:
– fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk)
– narrativa di anticipazione
neo-noir (thriller e new weird)
– horror
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.
3) È possibile partecipare con più opere.
4) La quota di partecipazione è fissata in 5 € per ogni racconto, da accreditare entro il 1° gennaio 2014
sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2014”
oppure tramite bonifico con le coordinate bancarie:
IBAN IT95W  07601 01600 000043103274 intestato a Gianluca Cremoni
con causale “Premio Short-Kipple 2014”
oppure tramite paypal: kol@kipple.it

Tutto il bando è qui. Aderite numerosi, non è rimasta molta entropia.

Eventi Bizzarri | false percezioni


Il buon Luigi Milani ha scritto un romanzo a quattro mani con la brava Alexia Bianchini, uscito ora in eBook per i tipi de La Mela Avvelenata. Parliamo di Eventi Bizzarri. Ecco la quarta:

Daniele Bizzarri, un tempo fascinoso autore di successo, ora alcolista perso e spiantato, si trasferisce dalla capitale in uno squallido paesino del centro Italia. Arroccato in una vecchia casa di campagna piena di spifferi e ragnatele, in fuga dalla ex moglie e dai tanti creditori, è in cerca dell’ispirazione perduta. Tra incontri al calor bianco con le bellezze locali e contatti inquietanti con misteriosi personaggi dediti all’occultismo, lo scrittore non solo non migliorerà la propria situazione personale, ma precipiterà in terribili incubi…

Complimenti a entrambi, una bella chicca in questo finale 2013, da leggere.

Renzo Giorgetti: Lovecraft e la sincronicità | Ver Sacrum


[Letto su Versacrum.com]

Solfanelli pubblica un nuovo interessantissimo saggio di Renzo Giorgetti sul grande H.P.Lovecraft intitolato Lovecraft e la sincronicitàGiorgetti prosegue così il discorso sul solitario di Providence: in precedenza aveva pubblicato L’India e i Miti di Cthulhu (Dagon Press -2009) e Archetipi Lovecraftiani (EDS, Stienta 2012) qui recensito, testi che evidenziavano un approccio simbolico nel solco degli studi di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco.

Proprio quest’ultimo è l’autore dell’introduzione a questo nuovo volume. Giorgetti utilizza in questo saggio il metodo della sincronicità teorizzato da Carl Gustav Jung nel 1950. Jung definisce il fenomeno in questi termini: “Coincidenza temporale di due o più eventi non legati da un rapporto causale che hanno uno stesso o un analogo contenuto significativo”. In realtà già il noto politologo Giorgio Galli aveva affrontato l’argomento Le coincidenze significative: da Lovecraft a Jung, da Mussolini a Moro, la sincronicità e la politica. Il capitolo dedicato alla figura di “Nyarlathotep” – storia scritta nel 1920 – è indicativo di questo metodo: la divinità del pantheon “lovecraftiano” incarna infatti lo stato di tensione che accomuna le folle in quel particolare momento storico in cui venne scritto il racconto, frutto di un vero e proprio incubo di Lovecraft che lo scrisse subito di soprassalto appena svegliatosi.

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