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Archivio per ottobre 24, 2013

Il nuovo blog di Giovanni “X” De Matteo: Holonomikon


Ed ecco la nuova incarnazione digitale di Giovanni “X” De Matteo: Holonomikon. Un nuovo blog, che segue in qualche modo lato il precedente Strano attrattore, fucina di esperimenti fin dagli esordi del Connettivismo. Holonomikon si presenta già bene, con il nome, il look semplice eppure esteso, con quella foto a far da programmatico viatico verso nuovi lidi del Movimento e di noi tutti. Ai margini del caos, sul bordo dell’infinito come sottotitolo del journal, e noi ad ascoltare e vivere la nuova percezione che non può che essere in linea con quanto espresso nel passato, e nel futuro. Benvenuto di nuovo, ragasso!

Tutto è emulato


Ostentato e restituito al continuum, per osmosi passiva, la tua figura si adagia su un tappeto di nulla, emanazione indiretta e fake del Nulla senziente: tutto è morto.

Stimolare il subconscio: Intervista a Daniele Cascone | WSF


Intervista a Daniele Cascone su WSF. Daniele è uno dei primi artisti grafici con cui i connettivisti hanno collaborato, e la maturità dell’artista ragusano traspare nella chiacchierata, da cui estrapolo un brano:

Surreale, quando guardo le sue fotografie è la prima parola che mi viene in mente, e penso a tutto quello che contengono. Parlaci del non visto – quello che forse solo sentiamo.

Surreale è sicuramente una parola che pronuncio spesso. Non sono affascinato, a dire il vero, da tutto ciò che viene racchiuso in questo genere, ma sicuramente senza quel lato subliminale, misterioso, a volte incomprensibile, le immagini mi risulterebbero poco attraenti.
Quando parlo dei miei lavori, sottolineo puntualmente come può essere interessante stimolare l’osservatore toccando le corde emotive situate in quella sfera intima che è il subconscio.
Qui la fotografia non svolge più il ruolo di raccontare o mostrare qualcosa di ben definito, bensì diventa un mezzo per creare degli scompensi visivi e far nascere delle domande. Si è così costretti a indagare per trovare un’interpretazione: è sorprendente vedere come i concetti sfuggano di mano e si modellino in base al giudizio di chi osserva, che traduce determinate situazioni in base alla sua esperienza e alla sua sensibilità. Lavorare con il surreale comporta questo aspetto, che non definirei un inconveniente ma anzi, un potente stimolo per confrontarsi.

Dimensioni, via


Mentre ogni passo scorre ogni passo si forma, ogni distinzione appare sempre più labile, ingiustificata; mi appoggio per dormire un poco, e le dimensioni mi assalgono immediatamente, nel loro numero spropositato, mi coinvolgono e portano via.

∂| HorrorMagazine | Auf Grund


Recensione su HorrorMagazine per l’ultimo disco dei teutonici Umbra et Imago. Auf Grund è il titolo, e i toni della critica non sembrano proprio entusiastici, anche se lo spazio all’interpretazione viene lasciato all’ascoltatore.

Mi sono piaciucchiati, nel tempo, questi interpreti tedeschi, il mio consiglio è comunque di ascoltarli attentamente.

Atmosfere gotiche e cupe per un disco nel quale troviamo idee e suoni interessanti, soprattutto per chi ama l’EBM e l’elettronica tedesca arricchita qui da toni di sapore goth/horror e qualche strizzat(on)a d’occhio alla musica elettronica dei primi anni ’80.
La voce teutonica di Mozart (anche la mente del gruppo) è l’elemento portante di tutto il disco: morbosa e minacciosa, sgraziata ma dotata di relativo carisma, sia quando quando canta in modo suadente come in Follow me (canzone dalla melodia in maggiore e in apparenza allegra ma che ha il potere di evocare scene da film horror, quelle tranquille e cariche di tensione che sono poi immediatamente seguite dallo zombie/demone/persona posseduta che spunta fuori all’improvviso urlando con voce gutturale o stridula e l’unico scopo di farti a pezzettini), sia quando assume tonalità più consuete al genere: per esempio nella rammsteiniana Auf Grund , un cadenzato techno-goth degno di un rave in salsa horror/macabro e nell’incedente e adrenalinica Killing Fields o l’industrial/post-punk ossessivo e maniacale di Wutlied (altro pezzo molto di effetto, peccato duri solo quattro minuti. Il migliore del disco insieme alla title-track).

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

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Remember! Once warmth was without fire.

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

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