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Archivio per maggio 12, 2014

www.posthuman.it – Solo gli amanti sopravvivono, nel mondo al tramonto di Jarmusch


Su PostHuman.it una bella recensione a un bel film di vampiri che sta imperversando nelle sale in questi giorni: Solo gli amanti sopravvivono, di Jim Jarmusch.La consueta verve di Mario “Black M” Gazzola sottolinea la bontà della pellicola, come si può evincere dal passo sottostante: ho davvero voglia di vedere quest’ennesima interpretazione del mondo vampiresco.

L’amore fra i due secolari vampiri Adam (Tom Hiddleston) ed Eve (Tilda Swinton, ma notate i nomi!), inseparabili dal Medioevo o giù di lì, anche se oggi lui è un cripto rocker a Detroit e lei cultrice di libri a Tangeri, spinge Eve a tornare dal tenebroso coniuge sentendolo più depresso del solito, temendone le tendenze suicide (vedi foto a sinistra). Non fa a tempo a tirarlo su, che la di lei sorella minore, Ava (Mia Wasikowska, l’Alice di Burton, nella foto sotto a destra), vampirella scapestrata e indocile alle regole del clan, mette in pericolo il loro anonimato succhiando a morte il sangue di un conoscente di lui. Bisogna far sparire il suo corpo e, poi, anche il proprio, prima che qualcuno cominci a far troppe ricerche…

Come in ogni film di Jarmusch, la trama è – oltre che lenta e narcolettica – tutto sommato secondaria rispetto al quadro d’ambiente e all’atmosfera, finanche ai dettagli “di stile”, che veicolano il vero significato del film: una struggente nostalgia per un mondo che pare al tramonto, quello della bellezza e di emozioni sottili, che la società degli “zombie” (nulla di classicamente orroristico, nel film non sono diversi dagli esseri umani, anzi siamo proprio noi gli zombie, infatti significativamente la qualifica viene applicata alla gente di Los Angeles, Mecca del cinema mainstream USA, e ai discografici!) sta progressivamente corrompendo e distruggendo.

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Duo Enssle Lamprecht – jeuX | Neural


[Letto su Neural.it]

Al duo formato da Philipp Lamprecht e Anne-Suse Enflle, combo avvezzo ad una dinamica commistione di musica contemporanea e antica – rispettivamente alle percussioni e al flauto dolce – si affiancano per l’occasione Marco Döttlinger e Jürgen Neuhofer, due giovani compositori austriaci. La collaborazione che ne scaturisce – a sua volta – non può che presentarsi nelle forme d’un affascinante ibrido elettroacustico, dove al virtuosismo dei due strumentisti è sottintesa una maggiore pregnanza compositiva, espressa nelle complessive cinque tracce, quattro che si devono a Döttlinger e una – di oltre ventuno minuti – scritta e messa a punto da Neuhofer. Alla Sumtone conoscono bene ogni possibile sfaccettatura oggi agitata a proposito di musica classica contemporanea, in particolare nel rapporto tra strumenti tradizionali e live-electronic: garantire gli alti standard artistici qui mantenuti sembra frutto soprattutto d’un equilibrio sempre reattivo e vivido nei passaggi, che mai cedono a facili soluzioni di maniera. Si entra subito nel climax del progetto, fin dai primi solchi, con le sonorità – inquiete e trattenute – che delineano paesaggi inabitabili, siderali, man mano dando spazio a barlumi improvvisativi e aciclici, modulati in appena differenti set-up. Le composizioni di Döttlinger sono chiuse con un intero brano costruito per il flauto subbasso, l’unica traccia di Neuhofer è appena più corale, si concede a un maggior fraseggio degli elementi, pur mantenendo le atmosfere alquanto rapprese, contratte e urticanti. Al contrario di queste descrizioni l’ascolto nel complesso non è punitivo, perché il continuum affascina non poco e tutto è forte d’una coerenza interna che dà sempre forza alle singole sequenze.

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Surveillance Spaulder by James Bridle, contemporary cuirassiers. | Neural


[Letto su Neural.it]

I libri di scuola non hanno mai lasciato spazio a dubbi: il Medioevo, a volte ancora chiamato l’età oscura, è stato un periodo pieno di guerre, carestie e pestilenze, oltre ad essere carente di qualsivoglia evoluzione culturale. Negli ultimi anni un gran numero di storici hanno lavorato duramente per ripulire l’immagine del Medioevo dando riconoscimento a questo periodo storico attraverso una serie di scoperte e rivelazioni. Una cosa che è chiara a tutti, senza possibilità d’errore, è che in termini di armature medievali i corazzieri erano insuperabili. È stata questa armatura che ha ispirato l’artista londinese James Bridle nel creare Surveillance Spaulder, un dispositivo indossabile che serve a proteggere chi lo indossa da colpi inattesi dall’alto. Ovviamente non stiamo parlando della barra di una spada ma degli occhi indiscreti delle migliaia di telecamere di sorveglianza sparse negli angoli di città, aeroporti, imprese, banche e case private. Quando il sensore presente sul dispositivo rileva il tipo d’illuminazione a infrarossi comunemente utilizzato con le telecamere di sorveglianza, questo invia un segnale elettrico a due cuscinetti transcutanei a stimolazione nervosa. Le piccole imbottiture adesive, appositamente posizionate, causano a chi le indossa di sperimentare un’involontaria ed evidente contrazione motoria, reazione che rileva conseguentemente la presenza di telecamere. In questo progetto il corpo umano sperimenta la perdita della privacy sulla sua pelle, diventando una sorta di allarme vivente in grado di smascherare anche i sistemi di sorveglianza più mimetizzati.

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Strani giorni: Le assi curve – Yves Bonnefoy


Sul blog di Ettore Fobo un post che parla di Yves Bonnefoy, poeta che il buon Alex “Logos” Tonelli in una sua puntata dell’Ermetica Ermeneutica, su Next 11, ha sviscerato a fondo:

Yves Bonnefoy ne Le assi curve esplora minuziosamente una serie di paesaggi naturali, che contempla e di cui coglie la natura simbolica. La speranza è che bellezza e verità si fondano in un unico corpo e che il risultato di questo procedimento sia una quiete magica, profondamente terrestre e non ultraterrena o metafisica. La versificazione del poeta francese, tradotto per Mondadori da Fabio Scotto, è agita all’interno da una profonda calma e da una saggia pazienza, che a un primo ingannevole sguardo possono anche essere scambiate per sterilità creativa.

La poesia di Bonnefoy funziona maggiormente nella rilettura, perché è necessario familiarizzare con la ricerca di leggerezza del poeta francese, aldilà dell’invadenza della parola, infatti, il suo occhio registra oggettivamente il dato naturale che acquista dimensioni epiche ma è un’epica in minore, appena accennata, sussurrata. La sua è proprio quella “voce che porta dell’essere nell’apparenza.”

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edited by Dietmar Offenhuber, Katja Schechtner – Accountability Technologies: Tools for Asking Hard Questions | Neural


[Letto su Neural.it]

Questo libro raccoglie i testi presentati al Sensing Place/Placing Sense symposium, ospitato dalla AFO architekturforum oberösterreich durante Ars Electronica 2012. Gli editori spiegano “Accountability Technologies” come strumenti di visualizzazione, analisi e misurazione che consentono al collettivo di raccogliere, analizzare e strategicamente utilizzare i dati ottenuti (la struttura è riflessa nei tre capitoli del libro: raccogliere , comprendere, costringere). Ci sono un sacco di metodologie per processi come gli Open Data, promuovendo la trasparenza nel lavoro istituzionale, col Data Journalism , con gli strumenti di visualizzazione social integrati nei media online e le pratiche di denuncia per smascherare gli abusi di potere o le prevaricazioni a qualsiasi livello. Questa dualità tra le soluzioni del cittadino alla ricerca delle fonti e la visualizzazione delle tendenze e dei dati innesca altre idee, come “i cittadini che monitorano” pronti per essere mobilitati per importanti bisogni collettivi. Già attraversando discipline come l’architettura, l’urbanistica, gli studi sociali, la progettazione e l’informatica, i contribuenti anche spingono in direzione delle scienze tradizionali e delle arti. I dati che sono disponibili nei contesti urbani e come si possano abilitare nuovi processi all’interno delle città sono una questione che è stata dibattuta da tempo. Se la tecnologia è utilizzata principalmente come interfaccia per consentire letteralmente questi processi, allora compie la sua funzione primaria: condividere la conoscenza in modo costruttivo e connettere le persone con gli obiettivi compatibili, si spera dando origine a una nuova generazione di cittadini che prenderà in considerazione il concetto di peer-to-peer come la norma.

“SENTIERI DI NOTTE” A BERLINO E WROCŁAW | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Dal blog di Giovanni “Kosmos” Agnoloni la notizia di due presentazioni di Sentieri di notte, il primo romanzo di Giovanni tradotto ora in lingua spagnola: In bocca al lupo!

Il 16 maggio alle ore 18,00 a Berlino, presso la Libreria “Rayuela, nel quartiere di Kreuzberg, con lo scrittore e giornalista cubano Amir Valle (si parlerà della versione spagnola di Sentieri di notteSenderos de noche, oltre che del suo libro Las raíces del odio – sempre edito da El Barco Ebrio -, ma si farà pure riferimento a Partita di anime);

il 20 maggio alle ore 15,15 presso l’Istituto di Lingue e Letterature Romanze dell’Università di Wrocław, in Polonia, con la Prof.ssa Justyna Łukaszewicz. Ecco i link alla pagina dell’Università e a quella sede locale della Società Dante Alighieri che ne parlano.

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