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Archivio per giugno 24, 2014

Dario Tonani • I locali da incubo dei miei romanzi


Sul sito di DarioTonani l’ecosistema, le ambientazioni che sono alla base dei suoi racconti e romanzi dell’universo Mondo9, una sorta di TripAdvisor del suo mondo da incubo…

Bar, locande, ristoranti, pub, taverne… I romanzi, di qualsiasi genere essi siano, sono pieni di luoghi — spesso sordidi e malfamati — che fanno da crocevia a personaggi destinati a fare da motore alla storia. Di solito è in posti come questi che i protagonisti interagiscono con i comprimari e gettano le basi degli step successivi dando spesso la stura all’azione vera e propria; davanti a un boccale di birra o a qualche altra bevanda strana.

Le pagine che li presentano sono però anche un’occasione d’oro per descrivere bui angoli di città, come pure oscure tradizioni e sinistre abitudini. Ecco una breve carrellata dei locali apparsi tra le pagine dei miei romanzi.

Il ristorante panoramico di “Infect@” 

In rigoroso ordine cronologico cominciamo da “Infect@” (Urania 1521, 2007) e dal locale che i due poliziotti della S.C.E. di Milano (Sezione Crimini Efferati), Montorsi e Mushmar, incontrano quasi per caso all’ultimo piano di un palazzo abbandonato…

“La sala da pranzo era stipata di tavolini, molti dei quali impilati l’uno sull’altro. Attraverso le vetrate rotte filtrava la luce bianca delle insegne al neon. […] “Un ristorante panoramico. Non credevo che ce ne fossero di così eleganti in un quartiere come il Forlanini”. C’erano resti marci di raffinati broccati, tende di cotone smangiate dalla muffa. E bicchieri rotti, in quantità impressionante. La luce entrava da tutti e quattro i lati, vaporosa come un riverbero sul ghiaccio. Mushmar mosse qualche passo sul tappeto di cristalli. Sotto le suole produceva il gemito di una ricchezza perduta per sempre. “Il Titanic delle sale da pranzo” commentò. Come se il palazzo, in una notte serena, fosse andato a cozzare contro un altro edificio. O una gigantesca insegna al neon. Istintivamente si voltò a scrutare le cime dei casermoni intorno. Tutte avevano insegne abbastanza grosse e luminose da sembrare enormi blocchi di ghiaccio, alcune erano persino del colore giusto: candide e venate di riflessi azzurrognoli. Sul pavimento solo cocci di cristallo e qualche posata d’argento, nessun residuo di cartoni morti, non una traccia di fango. Né sui tavoli, né sulle sedie. Pur nel suo degrado, l’immenso locale era pulito. (Pag. 172)

AAVV – Muder Langage & You Muder God | Neural


[Letto su Neural.it]

Riporta letteralmente una delle prime paginette del booklet in forma di fanzine fotocopiata che a noi è arrivato in redazione: “una raccolta di fluidi contributi che vengono da vari attivisti noise art selezionata e curata da TraitMediaWorks, prodotta e distribuita da Amalgamated Torso and Such”. Scopriamo solo successivamente che esiste anche una più “pregiata” edizione destinata alla vendita, che è in realtà un hard book cartonato e con un timbro “artigianale” in bella evidenza in copertina. Il cd allegato della nostra cheap chapbook edition comprende comunque le stesse registrazioni, che vedono all’opera autori come Grunt, Karl J. Paloucek, Amk, Vertonen, Bryce Beverlin ll, Jeph Jerman, Kommisar Hjuler, Miguel A. Garcia, Mindvoid ed Eric Lunde, tutti artisti ben conosciuti nelle enclave sperimentali del genere in questione e che nonostante la differenza delle esperienze sono giustapposti con lavori che sembrano quasi miracolosamente possedere uno spiccato senso del continuum. Immaginiamo che questa impressione di coesione sia frutto soprattutto della pragmatica curatoriale agita da TraitMediaWorks, etichetta che nella maestria dello stesso Eric Lunde, suo fondatore, può vantare un gusto distintivo e avventuroso per la ricerca sonora, non disgiunto da un certo approccio molto arty e anni ottanta, che affonda le radici nella cultura dadaista e in certi collages sperimentali e avanguardisti che permeavano gli immaginari letterari-visuali dell’epoca. Lunde insomma ritorna come un personaggio del passato, non come un antenato ma come un familiare e non sarà certo un problema di genealogia culturale ad evitare di favorire i “collegamenti” di nuovi pezzi della “storia”, facendoli collidere e coesistere con quelle che sono le ultimissime ricerche sonore in quest’ambito musicale specifico.

Giovanni De Matteo – Corpi spenti | Il futuro è tornato


Seconda recensione a Corpi spenti, l’Urania in edicola questo mese scritto da Giovanni De Matteo. Ne parla IlfuturoTornato, con toni che vanno verso l’alta approvazione; ecco uno stralcio della rece:

Diciamo subito che Giovanni De Matteo invece in questo caso riesce nel suo intento: il recente Corpi Spenti  (questo mese su Urania ) riesce a confermare quanto di buono già visto nel precedente romanzo Sezione π2,  e costruire un solido libro, con un buon ritmo ed una buona prosa.

De Matteo nel nostro paese è conosciuto (anche) per essere uno dei fondatori del Movimento Connettivista che ha ripreso e tentato di ampliare le tematiche del Cyberpunk ed indubbiamente in Corpi Spenti sono presenti molti elementi cari al connettivismo a partire dal Kipple, l’onnipresente nuvola entropica in gradi di rigenerarsi in continuazione, però questi elementi spesso rimangono da sfondo oppure si limitano a fingere da scenario per una storia Tecno-Thriller (genere che mi piace, ma non è certo il mio preferito ), in cui una volta tanto però l’elemento fantascientifico non risulta secondario rispetto alla componente “Noir” ma anzi si assiste ad un felice connubio, ad una buona ibridizzazione.

In definitiva, un buon romanzo, scritto bene, certo non esente da difetti ma dotato di toni equilibrati. Corpi Spenti può soddisfare sia coloro che amano i temi sperimentali dei Connettivisti sia i lettori che amano la fantascienza più classica.

Open Informant by Superflux, flaunting key personal communication. | Neural


[Letto su Neural.it]

Già dal suo nome, che ricorda “Boundless Informant”, il software utilizzato dalla NSA per l’analisi e la visualizzazione dei dati, Open Informant di Superflux si manifesta come un progetto che si propone di indagare il tema della sorveglianza statale. L’opera si compone di due elementi: un’applicazione per smartphone e un badge da indossare. L’applicazione cerca attraverso le nostre comunicazioni personali di utilizzare gli stessi termini-chiave richiesti dalla NSA, considerandoli potenziali segni di rischi per la sicurezza nazionale. Una volta identificati l’app trasmette questi pezzi di conversazioni via bluetooth ad un badge indossabile e completamente personalizzabile, che li visualizza sul suo display con inchiostro elettronico. Il badge, indossato con ostentazione, mette le nostre conversazioni personali sotto i riflettori, in una sorta d’opposizione simbolica rispetto alla maniera segreta e furtiva con cui lo Stato analizza le comunicazioni dei suoi cittadini. Una forma di protesta pacifica che ci pone in prima linea, rivelando pubblicamente non solo le nostre parole, ma anche i nostri volti e corpi, in contrasto con la spersonalizzazione e l’anonimato reso possibile dalla rete virtuale all’interno del quale ci scambiamo la maggior parte delle nostre conversazioni oggi. Open Informant ci pone qualche interrogativo sull’invadenza delle forme di sorveglianza di massa attuate dai governi democratici nel contesto specifico di una società sempre più digitale e interconnessa: il graduale recepimento della nostra vita in rete è ciò che ha reso possibile Datagate e continua a rendere possibile un tipo di sorveglianza altamente invasiva, in grado di sopraffare il diritto di ogni individuo alla privacy.

Esplicita il sacro


Il corpo esplicita il sacro che è in ogni angolo della percezione. Lasciati andare oltre le divine estensioni del Nulla senziente, e racconta il divino che è in te e in me.

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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