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Archivio per agosto 13, 2014

Non abbiamo inventato niente, neanche le vacanze/2 |


Seconda puntata, sul blog Aquinum, per quanto riguarda le origini delle nostre vacanze, da allocare ai tempi splendenti della Roma imperiale. Copioincollo qui sotto:

I romani (ricchi) “dé Roma” e di tutte le altre grandi città, soprattutto nella bella stagione estiva, fuggivano dal caos cittadino e dal logorio della vita moderna (come diremmo oggi). Roma in età imperiale contava oltre 1 milione di abitanti, che per l’epoca era un numero abbastanza elevato. Questo milione viveva in una città dagli aspetti contrastanti: grandiosi monumenti, solenni palazzi, negozi e marciapiedi si alternavano a viuzze disordinate, sporche e buie (simili ad un bazar mediorientale) nelle quali ogni giorno si affollavano venditori, mercanti, prostitute, servi, animali, briganti… Esattamente come una grande metropoli moderna. Amen. Come non voler fuggire da questo caos durante le feriae augusti? E allora ecco la soluzione: la villeggiatura con doppia alternativa, campagna o mare.

L’agro romano in età imperiale, era disseminato di villae con estesi terreni di proprietà del dominus, dati in gestione ai contadini che risiedevano nella pars rustica della villa stessa. Si trattava in realtà di vere e proprie aziende agricole: in campagna i romani si ritiravano non solo per riposare ma anche per fare affari. In una gerarchia sociale che premiava i ricchi, la continua ricerca del guadagno era un concetto onnipresente nella cultura romana. Diretta conseguenza era l’ostentazione delle proprie ricchezze: in molte ville i porticati avevano vista sui campi o sugli allevamenti, non solo per controllare costantemente la proprietà, ma soprattutto per mostrarla agli ospiti. Mica fessi.

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Il volo siderale


Misticamente approvi le linee oscure di un gioco anomalo
definizioni rese incandescenti dalle estensioni idonee e da quelle non eterogenee
lontane dall’adattamento;
ricordo il parlare caduco, le mistiche roventi, l’allontanamento dal senso del sogno
per abbracciare il volo siderale
lontanissimo
estraneo.

Altro che non potrai comprendere


L’estrazione avviene nei meandri occulti di un gioco strano, quando ti accorgi che non sei te a menar le danze ma altro, altro che non potrai mai comprendere appieno da incarnato.

Hill House


In fuga tra le fronde. Di notte, il bianco negativo della notte…

Non abbiamo inventato niente, neanche le vacanze/1 |


Post molto interessante su Aquinum, riguardo l’uso delle vacanze, dei tour per andare a visitare il mondo remoto piuttosto che prossimo. Copioincollo qui sotto tutto il post, la prima parte, da bere:

Le ferie, nel senso istituzionale del termine, furono decretate per volere di Augusto alla fine del I sec. a.C (vedi qui). Ma le vacanze?

L’uso del viaggiare per conoscere luoghi e storia era ampiamente diffuso in età romana tra intellettuali, medici, funzionari di viaggio o comunque persone interessate alla cultura. Nel periodo di massimo splendore dell’impero romano, tra la fine del I sec. a.C. e il II sec. d.C., era consuetudine ad esempio, tra i giovani patrizi romani, una volta terminati gli studi, affrontare una sorta di Grand Tour dell’antichità, mirato a toccare tutte le tappe di quello che era già considerato il mondo antico: si visitava la Grecia, patria dei maggiori filosofi e poeti; Cnido, per ammirare la statua di Afrodite scolpita da Prassitele; le rovine di Troia, nei luoghi dove Roma ha le sue origini più antiche; e infine l’Egitto per visitare le piramidi e per concludere la vacanza con una crociera sul Nilo (che mica ce le siamo inventata noi).

Attraversando tali paesi, il viaggiatore portava a casa diversi souvenirs come una statuetta della dea Atena dalla Grecia o un’ampolla con l’acqua sacra del Nilo dall’Egitto. Solo previo consenso delle autorità doganali (anche questo esisteva già). Questa tipologia di vacanza però non era certo rilassante, anzi spesso si era sottoposti a disagi e rischi.

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