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Archivio per gennaio 6, 2015

Modificazioni – Perversioni


Il senso di erox mi prende nelle successione delle tue modificazioni corporee – perversioni.

Hans Ruesch: domande e risposte sulla vivisezione | Free Animals, Loved & Respected


Sulla necessità della vivisezione. Un post che ribalta il punto di vista medico: a voi i commenti.

D: Preferireste che si facciano esperimenti sugli esseri umani piuttosto che sugli animali?

R: Al contrario. Vogliamo che si smetta di sperimentare sull’uomo, come viene fatto continuamente, e proprio perché gli esperimenti sugli animali non portano a conclusioni valide.

D: Allora come possiamo creare nuovi farmaci?

R: La vostra domanda presuppone che abbiamo sempre bisogno di nuovi medicamenti e che le prove sugli animali ci danno informazioni esatte sui loro effetti. Entrambe le supposizioni sono sbagliate.

D: Volete dire che non abbiamo bisogno di nuovi farmaci?

R: Solo l’industria farmaceutica ne ha bisogno, per rimpiazzare quelli di cui l’inutilità e pericolosità non possono più essere ignorate. La maggior parte dei 205.000 farmaci sviluppati fino al 1975, quando per la prima volta pubblicammo questa cifra hanno dovuto essere ritirati perché gli esperimenti sugli animali avevano condotto gli ingenui ricercatori a conclusioni errate. Oramai è impossibile calcolare quanti nuovi farmaci siano stati sviluppati nell’ultimo quarto di secolo, e quante nuove malattie, allergie, squilibri mentali essi hanno generato.

D: Di quanti farmaci abbiamo effettivamente bisogno?

R: Anni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicò una lista di soli 250 farmaci che considerava “essenziali”. Anche questa cifra modesta era dieci volte superiore a quella specificata dalla commissione medica del Presidente cileno Allende, il quale era un medico. Poi l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) pubblicò un elenco di 26 medicamenti “veramente essenziali”, che in seguito furono ridotti a solo 9, come riportò l’autorevole Weltwoche di Zurigo il 14 ottobre 1981. E quale di questi era in testa dei 9 “particolarmente essenziali”? La nostra vecchia Aspirina! Scoperta giusto più di un secolo fa senza sperimentazione animale, poiché per molti animali essa è mortale.

D: È possibile riconoscere l’efficacia d’un farmaco senza prima sperimentarlo sugli animali?

R: Certamente. In realtà, i farmaci che hanno dimostrato il loro valore terapeutico non sono stati trovati sperimentandoli sugli animali. Hanno origine vegetale ed erano conosciuti già nell’antichità, quando molto saggiamente non venivano provati sugli animali.

Migliaia di universi


Il tappeto di emozioni si staglia sotto i miei piedi. Mi piego e fisso le curve, migliaia di universi vivono nella mia mente.

The Quantum Mechanic | Emanuele Manco


Dal blog di Emanuele “Manex” Manco la notizia della pubblicazione di un suo racconto in inglese. Su Amazon.

È online da oggi  su Amazon The Quantum Mechanic, la traduzione in inglese del mio racconto Il meccanico quantistico.

L’idea è di mettermi in gioco ancora una volta, con un racconto più che apprezzato, per dare slancio  a un progetto ad ampio respiro, che arriverà, tra mille tentennamenti, riscritture e pianificazioni. L’efficace traduzione è di Johanna Bishop, una validissima e preparata professionista. Sono stati necessari degli adattamenti, ma credo che il risultato complessivo valga proprio la pena.

Faccio i miei auguri a Emanuele, li merita tutti 🙂

Francesco D’Isa – Anna. Storia di un palindromo | CriticissimaMente


Bella recensione su Criticissimamente ad Anna. Storia di un palindromo, di Francesco D’Isa. Parliamo di una storia singolare, di un dualismo vicino al Connettivismo, e infatti la recensione cita il Movimento così:

Conosco Francesco D’Isa come scrittore, lo conosco ora, con la storia di Anna. Curiosa incongruenza la mia, vista la sua già ben affermata fama di artista, soprattutto visuale, la cui ascesa tocca e si lega con gli ideali del connettivismo. Precisiamo però che D’Isa non può considerarsi esponente del suddetto movimento. Be’, non chiedetemi cos’è perché a spiegarlo è davvero complicato. Io l’ho capito anche leggendo Anna, libro anche surreale, a tratti, e potrei azzardare dicendo che, si tratti con buone probabilità, di un movimento o di un ensemble di artisti – suona meglio –  il cui fine ultimo è quello di indagare, cercando risposte (senza tuttavia trovarle, al massimo permettere che queste si moltiplichino all’infinito) attraverso filtri e lenti deformanti, nei quali i tempi si mescolano e l’arte, lei sola, si fa speranza e vittoria nell’apocalisse odierna.
Ecco uno stralcio di recensione:
Lui e lei si incontrano. Clinica Monterosa. Lui è il medico, il neurochirurgo. Lei la paziente, affetta da crisi epilettiche, sintomo tra i tanti, di un tumore benigno, ai più noto come angioma. Non è il classico incontro, non è il romanzo rosa che gioca a fare il noir, auto abbellendosi di mistero e ambiguità. Credo che allo scrittore, il quale esordisce nel romanzo proprio con Anna, venga naturale procedere in maniera per nulla lineare, e credo pure nel suo stile innato che è affilato e ironico, seppur poco articolato – nel senso di “pulito, privo di fronzoli”, e dunque mi piace. Deve piacermi per forza. Il romanzo corre lungo le pagine ed è un’indagine continua, un mettere in discussione di nuovo tutto.
Niente conferme, la storia di Anna è racchiusa nell’indefinito, rapita dal dubbio. Il volto di questa donna riflesso allo specchio si sposta da un prologo che è praticamente identico all’epilogo. Le lettere inserite dall’autore non sono affatto accessorie o trascurabili, anzi, le considero linfa vitale del romanzo, sono gli unici momenti in cui si tocca l’anima dei due protagonisti. Necessarie.
Di questo autore credo valga la pena scoprire un po’ tutto, a partire da le recensioni brevissime di libri difficili fino ad arrivare ai suoi libri illustrati, racconti e, perché no?, la gestione di un collettivo di artisti dediti alla pornografia.
Infine, la citazione di un brano del libro, splendida:
“Pensieri, cervelli, parole, stelle: tutto è legato. Nuotiamo in questo mare come fanno i neonati nel liquido amniotico. Che problema c’è? Il problema sono loro. Gli altri. Con quegli occhietti curiosi: siamo un pericolo? Siamo simili o diversi? Da amare o uccidere?”.
Alessandro Rolfini

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