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Archivio per gennaio 25, 2015

Kipple Officina Libraria | Citazioni Kipple/connettiviste su Delos 168


[Letto su KippleBlog]

Le produzioni editoriali di Kipple Officina Libraria sono state citate, con nostro S*ommo onore, ben due volte nel numero 168 di Delos, la webzine della Delos uscita oggi qui.

La prima è nell’articolo The Origins: alle origini del Connettivismo, dove tra le varie pubblicazioni viene citata la nostra recente The origins, un compendio di racconti degli iniziatori del Connettivismo prima che esso divenisse tale.

Cosa c’era prima del Connettivismo? Allacciate le cinture e preparatevi a scoprirlo con l’ebook The Origins pubblicato dalla Kipple Officina Libraria. È un viaggio nel mondo della fantascienza attraverso l’arco del fantastico, che apre una panoramica sugli approcci e le tematiche di Sandro “zoon” Battisti, Giovanni “X” De Matteo, Marco “pykmil” Milani e Lukha B. Kremo, prima che l’unione di intenti e forze creative generasse l’avventura connettivista. Diciassette racconti — in una selezione di testi editi e inediti — tracciano una traiettoria verso l’oltre e i territori non ancora cartografati del fantastico. Una rassegna di diciassette racconti, alcuni ancora inediti, a cura di Marco Milani e introdotta da un testo di Lukha B. Kremo. Disponibile su tutti gli store online e in tutti i formati. Da leggere assolutamente.

La seconda e più occulta segnalazione che riguarda sempre il Connettivismo è nell’articolo Alan Turing nella fantascienza e nella narrazione, dove si cita Il canto oscuro, di Alessio “Galessio “Brugnoli, vincitore del Premio Kipple 2011:

Un omaggio alla figura di Turing è contenuto nel recente romanzo italiano Il Canto Oscuro di Alessio Brugnoli, edito da Edizioni Kipple nel 2012. La storia è una sorta di giallo ambientato in una Roma fuori dal tempo, in un mondo a cavallo tra l’800 e il ‘900, nel quale i computatori a vapore sono una realtà. Potenti macchine da calcolo che hanno reso il mondo grigio di fuliggine.Se i più saranno divertiti dalle varie figure storiche inserite nel romanzo, una per tutte Guglielmo Marconi, a chi conosce la vita di Alan Turing non potrà che saltare all’occhio la figura della vittima, il matematico inglese omosessuale Alan Stuart, finito nel mezzo di una storia più grande di lui.Molti sono i paralleli tra la figura reale e il suo alter-ego nel libro, che diventa un protagonista, mediante il racconto di chi lo ha conosciuto, anche se è morto dalla prima pagina. Lode al coraggio di rendere protagonista di un romanzo una figura così controversa, pur se di acclarato valore nella storia della scienza.

Ringraziamo Delos per le bellissime parole dette, un riconoscimento che, concedetecelo per un momento, ci fa star bene e ci inorgoglisce.

Possesso astrale


Continuo a esercitare un puro possesso di essenza astrale, per poi riversarlo nella definitiva consistenza impalpabile del reale: in fondo alle parole trovo le immagini che cercavo, l’ascesa mistica si ripresenta ancora destrutturata e olistica.

La critica della retorica tecnologica di Bittanti – Corriere.it


Sul Corriere.it un lungo articolo/scheda che indaga la critica della ragione tecnologica, ovvero una due giorni che si è tenuta a Milano, alla Triennale, il 24 e 25 gennaio scorso.

Ecco l’incipit:

Il lato oscuro della tecnologia e del progresso tecnologico. Quello antitetico al sorriso pulito di Mark Zuckerberg o al tono rassicurante dello “zio” Eric Schmidt, che ha accompagnato i giovani Larry Page e Sergey Brin alle colonne d’Ercole da cui gestiscono la quasi totalità della nostra vita online. La zona d’ombra, che spesso viene sottovalutata o ignorata mentre ci si lascia trascinare dalla celebrazione dei successi dei nuovi media e della loro presunta funzione democratizzatrice. Di questo si parla venerdì 23 e sabato 24 alla Triennale di Milano, in occasione della due giorni Il mondo che verrà, il mondo come è già. Per una critica della ragione tecnologica curata da Matteo Bittanti e Gianni Canova.

Qualche nota su Interstellar e i film di Christopher Nolan ∂ Fantascienza.com


Su Delos 168 un bell’articolo che fa una cronistoria ragionata e critica dei film di Christopher Nolan, partendo da Memento per finire con Interstellar, passando per Inception. Imperdibile!

Potete aver apprezzato o meno Interstellar, averne evidenziato pecche o incongruenze, espresso sul film un giudizio positivo o negativo, ma un merito va comunque riconosciuto a Nolan e al suo film, ha riportato un po’ di sana discussione sugli argomenti della fantascienza.

Insomma il merito del film è stato proprio quello di spingere alla riflessione e alla discussione.

Su quest’onda ho deciso di rivedere altri tre film di Christopher Nolan: Memento, The Prestige e Inception, e, taccuino alla mano, ho avuto modo di notare come alcune tematiche siano in realtà ricorrenti sia in questi film che in Interstellar dandomi lo spunto per questo articolo. In particolare ho appuntato l’attenzione su: unicità e molteplicità, tempo, percezione della realtà ed emozioni.

Intervista al Cacciatore di Apocalissi – Carmilla on line ®


Bella intervista su CarmillaOnLine a Sergio “Alan D.” Altieri, da parte di un sempre ispirato Danilo Arona. Vi lascio a qualche passo della chiacchierata, altamente illuminante.

La tua narrativa da un po’ di tempo non “abita” più da nessuna parte. Ogni definizione, che per sua natura “ingabbia”, se riferita a te non ha molto senso. Però per paradosso ogni definizione ti calza a pennello. Secondo me tu sei la punta più avanzata della dissoluzione dei generi… Ti ci ritrovi?

“Dissoluzione dei generi” è ben più di una valida provocazione, ma non sono sicuro né che questa dissoluzione esista né tanto meno di esserne la punta avanzata. Non mi sento a mio agio con le etichette. Incollarle è sempre rischioso, anche se spesso è inevitabile farlo per avere quanto meno un’idea di che cosa si sta parlando. Nel senso di mystery, thriller, noir, dramma, SF, fantasy, commedia, etc. Riguardo al mio lavoro di scrittore, se proprio vogliamo metterle, delle etichette, direi “narrativa d’intrigo” e “narrativa dell’inquietudine”. Magari anche “inquietudine estrema”.

Chi è oggi uno scrittore “eretico”? Come si configura l’autentica eresia sulla pagina scritta?

Ritengo che la discriminante sia la problematica affrontata sulla pagina. Nel suo prodigioso, e a tutt’oggi prodigiosamente profetico, The Scarlet Plague (La peste scarlatta), ambientato, guarda te, nel 2013, Jack London annienta in un’apocalittica pandemia un mondo dominato da un “consiglio degli industriali”. Sbaglio o suona un po’ come “globalizzazione”? Ancora una volta, London si rivela sia un eretico che un precursore. Lo stesso vale per George Orwell nei confronti della politica totalitaria nel suo capolavoro, l’immortale 1984. E vale parimenti per Aldous Huxley con i due grandiosi romanzi del Brave New World, in cui Huxley, preconizzando la clonazione, demolisce non solo biochimica e bioetica, ma l’intero spettro emotivo ed etico dell’umano. In breve, suggerirei che uno scrittore eretico prende un mondo (solo in apparenza) perfetto e ne esegue una “radiografia all’inferno”.

Ho sostenuto in tempi non sospetti che in te giace, repressa, un’insopprimibile vena gotica e supernatural. Molti attendono da anni un tuo lavoro che disegni i confini dell’horror secondo Altieri.

D’accordo, giusto per non farci mancare nulla e chiudere in… pure horror. Raymond Chandler e Dashiell Hammett sono i miei vati/ profeti per l’hard-boiled/hard-action. In parallelo, Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft rimangono i miei mentori/maestri per il supernatural/horror. Ecco di nuovo le maledette etichette… Okay, andiamo avanti comunque. Hai ragione in pieno. Sono guilty as charged: HO una insopprimibile vena gotica. Appare fin da Città oscura, il mio primissimo libro: quella Los Angeles è il Quinto Cerchio. La vena si sviluppa poi attraverso Kondor: quel Medio Oriente è il Settimo Cerchio. Per diventare addirittura dominante in Magdeburg: Il Demone: quella Germania del 1630 è il Nono Cerchio. Ciò premesso, sono di nuovo guilty as charged: HO un insopprimibile progetto horror da tempo in preparazione. Destinazione finale: il fondo stesso dell’inferno. Ma questa è veramente un’altra storia.

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