HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per marzo 24, 2015

(edited by) Omar Kholeif, You are Here: Art After the Internet | Neural


[Letto su Neural.it]

Facendo riferimento alla definizione liquida di “post-internet” il titolo di questo libro esprime correttamente il processo alla base del concetto. Si tratta di un’antologia che raccoglie i contributi di ventidue artisti che hanno intrapreso un programma di residenza di un anno presso The White Building, un importante centro di arte e tecnologia a Londra. Quasi tutti possono essere considerati nativi digitali o internet-nativi e questo si riflette chiaramente nei loro testi, che sono attuali, realistici e talvolta molto infusi di net art, forse in alcuni casi anche ingenui ma privi di nostalgie indesiderate. Non è un caso che l’editore abbia deciso di prendere in considerazione le opere del 21° secolo solo come punto di partenza. Il lavoro comprende anche alcuni suggerimenti per il futuro di questa area di ricerche (un tema pressoché completamente assente dalla contemporaneità). La nostra capacità di far fronte con più prospettive simultaneamente – che costantemente attiviamo davanti a uno schermo – si riflette in tre sezioni: “saggi”, “provocazioni”, “progetti”, i cui contenuti sono spesso giustapposti. Lo scenario che emerge è frammentato ma sorprendentemente coerente, operando una mappatura di più temi inerenti molti dei paradossi imposti dalla nostra vita quotidiana di internet-dipendenti. Ma lontano da quello che si stabilisce per se come riferimento principale, l’antologia mette in discussione i propri approcci e le definizioni – tra cui il controverso termine “post-internet” – e si esprime come un campo aperto e in continua evoluzione. Questo – per molti versi e stagioni – potrebbe essere il primo libro che affronta adeguatamente la net art in chiave contemporanea e piuttosto controversa.

Giovanni De Feo e Francesco Corigliano vincono il Premio Hypnos ∂ FantasyMagazine


Da FantasyMagazine apprendiamo che la vittoria del Premio Hypnos di quest’anno è andata, pari merito, a Giovanni De Feo e a Francesco Corigliano.

Sabato 21 marzo 2015 a Fiuggi, durante la Deepcon16, la convention organizzata annualmente dal club DeepSpaceOne, sono stati comunicati i vincitori della seconda edizione del premio Hypnos. Abbiamo scritto al plurale perché si è verificato un ex aequo tra i seguenti racconti:

I Pallidi, di Giovanni De Feo

Ex Machina, di Francesco Corigliano

3° Classificato è Vettore Eden, di Paolo Durando. I racconti vincitori saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista Hypnos.

Complimenti ai vincitori, la realtà Hypnos è una delle più belle in Italia e va grandemente supportata.

Il Grande Avvilente: Un’intervista su “Nocturnia”


Bella intervista ad Alessandro Forlani, vincitore del Premio Kipple 2011 (nonché Urania dello stesso anno), su Nocturnia. Uno stralcio della chiacchierata con uno dei più valenti e complessi autori nostrani.

Sempre a proposito de I Senza-Tempo, la lettura di quel romanzo (ed anche di altre tue opere) mi ha fatto riconoscere alcuni punti fermi della tua narrativa: tanto per cominciare a livello stilistico, la ricerca di uno stile forbito e barocco. Mentre a livello letterario l’utilizzo di forme di cultura popolare quali i manga, i giochi di ruolo, il cinema di genere. È una ricostruzione sbagliata la mia?
No, è giusto. Riguardo alla lingua, non si tratta solo di un esercizio di bello stile e di gusto barocco, la gratuita ostentazione di cui spesso mi accusano (quasi, per giunta, che usare cultura ed un ricco vocabolario sia oggi una colpa): ritengo che ognuno debba contribuire, negli ambiti che gli competono, a migliorare la società in cui vive; io cerco di farlo – come docente universitario e scrittore – restituendo ai miei lettori e/o studenti una lingua che è stata loro rubata, perché il furto fosse pure di un solo verbo, sinonimo, aggettivo, comporta ben altre perdite. Per esempio: oggi abbiamo sostituito con la sola “showgirl” le ballerine, cantanti, presentatrici ed attrici della tv di anni fa… e il risultato è che, rispetto a quando da una cantante si pretendeva per definizione che sapesse cantare; da una ballerina ballare; da un’attrice recitare, eccetera, ora ci accontentiamo di showgirl che in realtà non si capisce che cosa sappiano davvero fare; benché di conseguenza stipendiate. Oppure, pensiamo ai danni procurati all’economia da non meglio definiti “manager” e/o “imprenditori” dalle vaghe e generiche competenze (ricordate? c’era un periodo in cui tutti erano tali…). È una causa di quell’inane mediocrità che svilisce ogni ambito: non solo la narrativa, lo spettacolo, la cultura. La lingua ha effetto su chi legge, lo cattura, lo coinvolge nel verisimile e la fisicità del racconto: se scrivo “sedia” ne vedo una generica, un mobile per sedersi e nient’altro; se scrivo “seggiola” ne sento il legno e forse lo scricchiolio; se scrivo “visceri” suscito ribrezzo, se scrivo “budella” suscito un riso splatter… eppure sto scrivendo delle medesime cose. È anche vero, come noti, che il terreno sul quale gioco è quello della mia formazione, dei miei hobby, di ciò che mi appassiona e diverte. Sono nato nel 1972: gli anime, il roleplay, e pietre miliari del cinema di genere anni ’80 e ’90, sono stati il companatico degli studi scolastici.

In libreria IL GALLO ROSSO, un saggio di Valerio Evangelisti


Dal blog di Valerio Evangelisti la segnalazione di una riedizione di una sua vecchia opera saggistica, Il gallo rosso. Il sottotitolo recita: Precariato e conflitto di classe in Emilia-Romagna, 1990-1980, ed è una spiegazione che diventa assai palese leggendo tutto il post di Valerio, che abbraccia i suoi percorsi artistici successivi, che acquisiscono così ancor più senso.

Non ho potuto fare a meno di riproporre integralmente il testo; leggetelo, ne vale la pena:

Il presente testo riproduce, con leggere correzioni, quello delle prime due parti di un volume pubblicato nel 1982 presso Marsilio editori: Il galletto rosso. Precariato e conflitto di classe in Emilia-Romagna, 1880-1980. Manca una terza parte, firmata da Salvatore Sechi. Nata come introduzione, riguardava l’appropriarsi, da parte del PCI del secondo dopoguerra, delle forme d’azione che avevano caratterizzato il socialismo riformista dei primi del ‘900. Toccava dunque una tematica assai differente da quella da me trattata, tutta incentrata sul proletariato precario emiliano-romagnolo, sui suoi comportamenti e sulla centralità nello scontro sociale che conquistò, in alcuni momenti della sua vicenda novecentesca.

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LIVE/WORK, charitably unconscious | Neural


[Letto su Neural.it]

Vari pannelli di plexiglass appesi al soffito, posizionati in successione, riempiti con vari strati di gel colorati, abitati da formiche operaie. Così è costituita l’installazione LIVE / WORK di Brad Tormel. L’esperimento dell’artista consiste in primo luogo nel mettere alla prova la loro capacità di cooperare in una situazione di estremo agio. Il gel in cui le formiche sono immerse é infatti una sostanza altamente nutriente. Cosa faranno i laboriosi insetti dopo aver costruito la loro casa di cunicoli comunicanti e golosi? Nonostante prove di ulteriori stimoli sperimentate dall’artista le formiche non fanno molto altro se non continuare ad accumulare ordinatamente le riserve di cibo, buona parte del tempo in autonomia, seguendo reiterati percorsi solitari. Ma questo e’ solo il primo risultato della ricerca dell’artista, che segue una narrativa ben più complessa. A loro insaputa le formiche sono infatti protagoniste di una gara di beneficenza: vince chi ha accumulato più cibo. Ma il premio non è destinato alla comunità degli amorevoli insetti. I colori dei gel scelti per i pannelli identificano i beneficiari della competizione: sono gruppi di esistenti ONG selezionate dall’artista, alle quali sarà devoluto parte del ricavato dalla mostra. L’operazione non è chiaramente un mero esercizio di crowdfunding. Il processo della donazione inconsapevole così strutturato forse rappresenta l’assetto attuale dei nostri percorsi digitali. Come le formiche nei gel colorati, per tutti sembra ormai consueto abbandonarsi nella bambagia delle informazioni customizzate sui nostri interessi, frutto del tracciamento delle nostre navigazioni quotidiane in rete. Come se fosse estremamente faticoso allontanarsi dai percorsi prestabiliti, diamo quotidianamente in beneficenza le nostre vite private sotto forma di continui immateriali dati, che pesano invece enormemente nei bilanci di chi ci offre servizi e facilitazioni.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

Mágica Mistura

Espaço poético, rotineiro e alternativo

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Television, and Music Critic

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

corruptio pessima optimi

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

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ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

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Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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Ri orientarsi: alla ricerca del nostro baricentro interiore

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