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Archivio per Mag 4, 2015

Intervista ad Andrea Vaccaro (Edizioni Hypnos) | CRONACHE DI UN SOLE LONTANO


Bella intervista ad Andrea Vaccaro che, proprio durante l’Italcon di Bellaria dei giorni scorsi, ha portato a casa il Premio Italia per le Riviste non professionali con la sua Hypnos. I miei gran complimenti ad Andrea, vi lascio ad alcune battute della chiacchierata:

Nell’editoriale pubblicato su Hypnos n. 2 e intitolato “Sense of weird” hai scritto che un’esigenza «sempre più forte dell’essere umano è quella di avere delle incertezze». Potresti approfondire questa interessante e quanto mai attuale affermazione?

L’essere umano ha sempre avuto la necessità di sentirsi “incompleto”, il naturale bisogno di aver qualcosa da conquistare, scoprire. Il mondo contemporaneo alimenta l’illusione di poter sapere tutto e subito (l’effetto Wikipedia), di poter annullare i confini, che tutto sia definibile, comprensibile. Ma si tratta in realtà di una prigione, l’uomo ha bisogno di “non sapere” (consapevolezza che nei secoli si è andata sempre più perdendo) e se forse un tempo la gente era in cerca di risposte, ora forse sarebbe meglio che cominciasse a porsi le domande. Spero di… non essere stato chiaro, eh eh.

Con il tuo lavoro e quello degli altri collaboratori state portando alla luce romanzi e racconti rimasti per troppo tempo sconosciuti ai lettori italiani. Se pensiamo che molte delle opere da voi pubblicate risalgono al periodo tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del ’900, c’è da domandarsi come mai il vuoto inizia ad essere colmato solo adesso in maniera mirata. Soprattutto, viene da chiedersi: quanto weird di quegli anni rimane ancora sommerso rispetto a quel poco che è stato tradotto in italiano?

C’è ancora molto materiale che attende di essere riscoperto, soprattutto per un genere come il weird che trova la sua massima espressione nella letteratura breve. Forse anche questo è uno dei motivi che hanno frenato la pubblicazione in Italia di molti grandi autori. È purtroppo noto che nel nostro paese il racconto viene spesso snobbato a discapito del romanzo, sia dai lettori che dagli editori, e di certo questo fattore ha contribuito a questo “ritardo”. Il discorso si amplifica se si guarda alla letteratura di lingua non inglese, basti pensare a un autore come il polacco Grabinski, completamente ignorato sino a qualche decennio fa e solo da poco riscoperto, non solo in Italia. Se del grandissimo Jean Ray qualcosa è stato fatto, un grande del fantastico come Thomas Owen è al momento del tutto sconosciuto in Italia.

UGO POLLI & DENISE BRESCI « La zona morta


Bella intervista a Denise BresciUgo Polli su La zona morta da parte del buon Filippo Radogna, sempre attento alle declinazioni dell’attuale Fantastico. Un estratto:

AVETE MAI SCRITTO MAINSTREAM, PENSATE DI FARLO NEL FUTURO?

UGO: Temo che noi si sia sempre scritto mainstream, contaminato e filtrato dalla nostra sensibilità di genere. “Requiem” è una storia di guerra partigiana, prima di essere un giallo; “Il peso del mondo”, prima di essere un racconto di fantascienza, racconta il Vietnam e l’Lsd, Ginsberg e Cimino. Crediamo che, oggi, l’elemento fantastico non possa e non debba essere prevalente: lo utilizziamo perché non possiamo farne a meno. Crediamo anche che, fortunatamente, sia passato una volta per tutte il tempo in cui era sufficiente “l’idea meravigliosa”, senza curarsi di trama, spessore dei personaggi, qualità e sensatezza dei dialoghi.

Quegli stati di appartenenza


Gli stati della materia psichica si alternano e stratificano seguendo povere traiettorie di sensibilità aliene. Sembra di sentir scoccare ogni volta la mezzanotte del continuum appartenente in quel momento quantistico.

Quel senso di desiderio


Quel desiderio di shiftare ogni riferimento
e di lasciarlo andare giù, finalmente libero da ogni condizionamento psichico
e respirare con l’aria pura di uno spalancare gli occhi termici
fino alle pendici dell’abisso.

C’è del mistero


Le costole del convegno si infilano ovunque, nella perfetta esaltazione del numero compresso di eventi realizzabili. C’è del mistero, nelle escursioni termiche del Nulla senziente.

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