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Archivio per maggio 7, 2015

The Cure – The figurehead


Semplicemente, da ascoltare immersi negli istanti acuti e aperti. Acidi e oscuri, essenziali.

Forse il miglior brano dei Cure; sicuramente il loro periodo e album migliore: Pornography.

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Il primo romanzo di fantascienza della storia: Esodo – Carmilla on line ®


Su CarmillaOnLine una bella trattazione di estrazione religiosa (nel senso che parla di religioni, di Ebraismo in questo caso) che coinvolge il libro biblico dell’Esodo, in cui viene evocata addirittura la Fantascienza come modello di genere (paragone un po’ troppo tirato per le vesti, aggiungerei). Un estratto:

 

Secondo alcune teorie la redazione di Esodo, il grande libro della Torah ebraica, è stata completata intorno al VI secolo a.C. in ebraico antico, poi tradotto in greco antico e quindi in ebraico moderno. Sarebbe stato scritto da un pool di autori ignoti che hanno assemblato storie, leggende, tradizioni orali che provenivano da varie zone delle terre mediorientali, mesopotamiche, babilonesi, egiziane, greche. Ma, un’altra teoria sostiene che Esodo sia stato scritto sotto ispirazione di Dio, che ha guidato la mano e la mente del suo redattore, o dei suoi redattori; oppure, secondo una terza teoria diciamo ancora meno laica, Esodo sarebbe stato scritto direttamente da Dio, che quindi ha fatto di Sé un autore in prima persona.

Noi, considerando le tematiche narrative, ma soprattutto lo stile, le tecniche del racconto, insomma, la natura stessa della narrazione, propendiamo decisamente per l’ultima ipotesi. Esodo è un’opera straordinaria, di grande potenza narrativa, che anticipa tutte le moderne tecniche del romanzo, in particolare del romanzo storico e di fantascienza. E sinceramente dubitiamo che, considerando i tempi e i luoghi, così arcaici e primitivi, una persona “normale”, un umano, abbia potuto calarsi fino a tal punto della mente e nella personalità di Dio, con tutti i filtri narrativi del caso, i complessi segni che si sprigionano dal testo, le regole interne non scritte; insomma, solo Lui, solo Dio in persona può avere rappresentato Se stesso in quel mondo: scrivendo un romanzo.
Il Suo romanzo. Che diventerà un super bestseller.

Verrebbe da chiedersi: un Dio megalomane? Oppure un Dio insicuro? Tra l’altro la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù non avviene per la schiavitù stessa, che è prevista nel testo. Non possiamo certo definire Dio un uomo del suo tempo, perché tale non è; però è un autore del suo tempo, con le sue regole, le sue usanze. E la schiavitù in sé non è assolutamente un problema. Quando gli Ebrei sono quasi arrivati alla meta, Dio scrive decine e decine di pagine di regole, scendendo nei particolari con una meticolosità kerouchiana e una cura dei dettagli che lascia stupefatti. Redige anche elenchi, di nuovo anticipando una certa moda letteraria dei giorni nostri. E sulla schiavitù, detta le norme nel cap. 21: “Se ella (la schiava ndr) non piacerà al padrone, così che questi non la prenderà come concubina, il padrone la potrà cedere a un altro; comunque egli non potrà venderla a gente straniera, agendo con frode verso di lei, perché gli Ebrei saranno solo schiavi agli Ebrei; se però il padrone la vorrà dare come concubina al proprio figlio, si comporterà nei confronti della donna secondo il diritto che hanno le figlie, cioè il non giacere col padre.”

Rehearsed Dreams – Screaming for Marianne


Delicate e sfuggenti, nel delirio dei propri sensi si affastellano sensazioni riconducibili a una, unica emozione: il cuore che si stringe.

PARIGI, LIBRI E MUSICA – PostPopuli – Il post per tutti


Bel post su PostPopuli dedicato a Parigi e al suo spleen costituzionale, culla per tanti artisti e Movimenti letterari. Un estratto:

Baudelaire ha imbevuto il suo spleen nella grandeur parigina, e l’ha trasformato in pura musica. La sua poesia è ultramoderna – ancora oggi non c’è poesia più moderna – ma con una solennità romana. Parigi nell’Ottocento, città d’avanguardia, città di lumière e dei paradisi delle dame, ma dai colori stesi come un quadro di Renoir, coi colonnati plastici e i solenni spazi vuoti, è entrata nella sua poesia. E anche Cioran, venendo a Parigi, ha travasato l’oro dei suoi cupi succhi slavi negli squisiti bonbon delle sue frasi. Se, come ha osservato Constantin Noica, nessuno si è mai suicidato con un libro di Cioran in mano, forse il merito è anche di Parigi. Perché chi ha confrontato il Cioran in rumeno con il Cioran in francese, ha potuto apprezzare la comparsa di qualcosa che prima non c’era: l’ironia. L’ironia di Cioran, distruttiva e autodistruttiva, sempre deliziosa, un gioco mortale per noi e per lui, è nata a Parigi. Nei libri in rumeno non c’era.

I libri a Parigi sono una dappertutto. Ci sono molte librerie. Piccole librerie. In Italia, i librai indipendenti fanno la stessa vita dei quotidiani indipendenti: sono sempre sul filo della chiusura, sono dei soldatini giapponesi che restano sulle isole anche se sanno che la guerra è finita, perché non son capaci di adattarsi alla pace. La pace, in Italia, è una pace senza libri. O con i pochi libri che tutti leggono. Per fare libreria in Italia ed essere sicuro di non chiudere, devi entrare in franchising. In Francia no. Sono inciampato a ogni strada in una piccola libreria, e ognuna aveva la sua personalità.

The Cure – Lament


Un vecchio, molto vecchio brano dei Cure, che avevo dimenticato ma che si è subito reinstallato nella mia psiche. Altri tempi; mi veniva da dire solo pochi anni fa, e invece sono lustri e lustri, ago

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