HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Mag 11, 2015

Io ti domando


Non hai nulla da rimproverare, tranne la costituzione entropica del Nulla senziente. Tu, demiurgo fetido, quale vantaggi hai ottenuto?

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Mostrare la corda


Subdoli e interiori, gli strali dell’appartenenza scivolano via e si depositano sul selciato psichico, mostrando la corda insensata della noia intrinseca al biologico.

Deja vu – Carmilla on line ®


Su CarmillaOnline un graffiante – ma veritiero – post di Alessandra Daniele, relativo allo stretto momento politico italiano, europeo, mondiale. Ci sta, tutto.

Periodicamente gli italiani si invaghiscono d’un cazzaro.
Un cialtrone arrogante e pericoloso, interessato quasi esclusivamente al potere e alla fama, che per anni devasta il paese pur di ottenerli e goderseli il più possibile, con la complicità delle corrotte classi dirigenti che lo hanno politicamente prodotto.
Alla sua inevitabile benché sempre tardiva caduta segue un periodo di Quaresima durante il quale tutti invocano onestà, serietà e sobrietà, amministrato da preteschi tecnocrati (altrettanto cialtroni) che dura solo fino al sorgere del successivo cazzaro.
Pur essendomi fortunatamente perduta l’ovvio precedente storico, il tragico Ventennio originale, nella mia breve vita ho comunque già visto ripetersi questo ciclo per intero due volte. Dopo Craxi (1983 – 1992) c’è stato Berlusconi (1994 – 2011), capisco quindi che Renzi e i suoi accoliti si aspettino di durare almeno fino al 2023, sperando addirittura nel 2030.
C’è però una fondamentale differenza fra Renzi e i precedenti Re Sòla: Matteo è completamente un prodotto, senza nessuna indipendenza economica/politica dalle classi dirigenti che lo hanno creato. Lo si capisce anche dal fatto che non abbia un stile proprio, ma solo un remix giovanilista di campionature craxiane, berlusconiane e veltroniane, con l’accento di Panariello.
La sua forza è il vuoto che lo circonda, l’impotenza, la vigliaccheria, l’incapacità dei suoi oppositori, come dei suoi alleati.
Il suo compito, in cambio del quale sta ottenendo la fama che sognava fin da piccolo concorrente di telequiz, è quello di mantenere l’Italia sui ferrei binari economici imposti dall’Europa senza che gli italiani se ne accorgano troppo, rincoglionendoli di slogan stucchevoli, balle trionfalistiche, e cazzate nuoviste, mentre smonta la Costituzione, lo Statuto dei Lavoratori, e qualsiasi altra garanzia democratica che possa ostacolare il cammino dell’Eurotreno BCE.
Renzi durerà quindi solo finché funzionerà bene come diversivo.
Il giorno in cui abbastanza italiani si saranno resi conto della  fregatura, verrà immediatamente sostituito con un altro diversivo, come è successo a Monti e Letta, i suoi autentici predecessori. Infatti, se Craxi e Berlusconi erano denti marci che s’è faticato ad estirpare dal trono (e la radice è ancora dentro) Renzi è un dente finto, un provvisorio di facciata che può essere rimosso in un attimo.
Dopotutto, anche lui è un precario stagionale.
E certi contratti non durano un ventennio.

Esce Diario di Casoli, raccolta poetica di Ettore Fobo | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare, nella collana VersiGuasti, “Diario di Casoli” di Ettore Fobo, una nuova avventura poetica – in versione digitale – agreste e intimista.

uppercoverCasoli è il luogo bucolico per antonomasia. Bucolico nel senso di lontano dal nostro quotidiano, separato, scisso e, come direbbero i latini, assoluto. Casoli è il luogo della natura originaria, di Madre Natura e di quello che Goethe chiamava il “regno delle madri”.

Casoli però è anche alterità, diversità, lontananza. Casoli è ciò che non è. Casoli è altro rispetto al mondo di ogni giorno, separazione dalla realtà in cui il poeta, come tutti noi, è immerso. Ettore Fobo comprende di essere in un luogo diverso, non solo in senso assoluto, ma in un significato più personale, quasi intimo, profondamente esistenziale.

Il cammino immobile

Per poter introdurre il poema di Ettore Fobo “Diario di Casoli” dovremo compiere un lungo cammino. Un percorso attraverso la poesia dell’Autore, una lenta anabasi (da intendersi come la direzione che sale dal mare verso la montagna) alla vetta, una peregrinazione apparentemente disordinata lungo sentieri tracciati e tappe definite. Vedremo che questo viaggio nel bucolico panorama disegnato da Ettore Fobo sarà un vagare immobile verso una precisa destinazione: l’impossibilità della parola.

Le ventisette poesie del “Diario” non sono semplici fotografie a raccontare l’esperienza del poeta in una settimana di agosto del 2013 a Casoli, non cartoline poetiche di ricordi. Esse sono spezzoni, fotogrammi, frammenti di una proiezione in cui il poeta muove e fa muovere il lettore. Disseminati qua e là, in un ordine che appare più dialettico che analitico e che sarebbe piaciuto a Theodor W. Adorno, i passi che compie il poeta, agens e auctor, sono contemporaneamente tutti proiettati sullo schermo del testo. Anti-aristotelicamente non vi è ordine di tempo e luogo, perché semplicemente vedremo che non vi è più né tempo né luogo, almeno nel modo in cui siamo soliti intenderli.

La quarta

Il poema è stato concepito e scritto in una settimana, nella solitudine di una campagna abbracciata dai monti, in un metato, curioso edificio in pietra, in passato destinato all’essicazione delle castagne e oggi riadattato a casa di villeggiatura. Luogo immerso nel verde di una campagna bruciata dal sole, con i suoi colori ubriacanti, luogo ideale per far viaggiare la mente e nutrirla di spazi incontaminati.

Da poeta cittadino, Fobo ha sempre invidiato i poeti nati in contesti rurali, montani o anche marini, la cui immaginazione poteva sostare in una quiete contemplativa per lui difficile, essendo più avvezzo al rombo delle automobili che al canto degli uccelli o al frinire delle cicale, che a Casoli erano un sottofondo costante (e gradito) ai pensieri. Diario di Casoli è la seconda ricognizione nella realtà della montagna, dopo il poema inedito intitolato Ledro Land Poem, dedicato alle cime del Trentino, quelle racchiuse dalla valle di Ledro.

L’autore

Ettore Fobo è nato a Milano nel 1976. Ha pubblicato due libri di poesia con Kipple Officina Libraria: “La Maya dei notturni“ (2006) e “Sotto una luna in polvere” (2010). Alcune sue poesie sono apparse in diverse antologie, fra cui SuperNeXT (Kipple Officina Libraria, 2011). Dal 2008 gestisce un blog di letteratura, “Strani giorni“ (www.ettorefobo.it). È collaboratore della rivista internazionale multilingue Orizont Literar Contemporan e del portale di critica letteraria e dello spettacolo Lankelot.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Ettore Fobo, Diario di Casoli
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 43 – 0.95€
Formato ePub e Mobi
ISBN 978-88-98953-24-0

Link

Il 30 maggio a Formello per presentare Giovanni “Kosmos” Agnoloni


Il 30 maggio sarò ospite di Monica Serra e Giovanni “Kosmos” Agnoloni a Formello (RM) per parlare del suo romanzo La casa degli anonimi, seconda puntata della trilogia della Fine di Internet, il tutto nella bellissima cornice del festival Fantàsya. Maggiori informazioni in prossimità della data, ma intanto mi premeva di ringraziare Monica e Giovanni per il bellissimo invito, di cui sono onorato.

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