HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Mag 19, 2015

Finendo lì


Inforcando le dimensioni stabilite dalla complessità matematica della realtà, mi trovo a espletare l’angoscia di un presidio psichico sulle mie protesi neurali, finendo la mia esistenza fake sul bordo del Nulla senziente.

Anonymous hackera il Ministero della Difesa italiano | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su Nazione Oscura‘s blog]

English: Anonymous Español: Anonymous

Diffondiamo l’ultimo comunicato di “Anonymous:

Ministero della Difesa – You have been Hacked!
Cittadini del mondo: annunciamo che una lista di dati personali di eserciti e governanti di tutto il mondo è caduta nelle nostre mani.
Alcuni lavorano per grandi industrie belliche come Selex, Mdba, Thales Group, altri operano presso i vari ministeri d’Europa come ad esempio quello della difesa spagnolo che con i suoi uomini spara ai profughi africani che cercano di entrare in Europa, altri ancora si occupano di Cyber Defence, come i signori dell’HackingTeam che vendono ai governi software per spiare i propri cittadini, come evidenziato da Wikileaks.
Aguzzini degli eserciti e delle polizie di tutto il mondo, politicanti sfruttatori: il vostro sogno è quello di trasformare il pianeta in una gigantesca caserma dove gli esseri umani ignoranti sfruttati e impauriti devono lottare per guadagnare ciò che a stento basta a sostentarli.
Tutto ciò è aberrante e Anonymous non si stancherà mai di combatterlo.
Usurpatori e gendarmi: vogliamo che i rivoluzionari e le rivoluzionarie di tutto il mondo conoscano la vostra identità e si oppongano a voi come meglio credono, perciò abbiamo deciso di diffondere questi dati con l’ intento di generare la più ferma opposizione possibile, contro il potere omicida degli Stati e delle industrie belliche che voi sostenete.
We are Anonymous
We are legion
We do not forgive
We do not forget
Expect us
Più di 1700 account privati sono stati trafugati dal sito web della #difesa#.it
Ecco dove potete scaricare il Database DUMP completo in formato CSV: (http://we.tl/vQyP5bPRPf)”

Tutti i racconti ∂ HorrorMagazine


Su HorrorMagazine una recensione la grandiosa pubblicazione che Mondadori ha dedicato ad H.P. Lovercraft, a cura di Giuseppe Lippi; ne avevo già segnalato un’altra citazione qui, mentre incollo a seguire una parte dell’articolo:

Nel nostro caso, con pochi euro, vi ritrovate in tasca tutto Lovecraft, o quasi. “Questa nuova edizione” scrive Giuseppe Lippi, curatore dell’opera, “consiste in unico volume che raggruppa i quattro già usciti precedentemente negli Oscar Mondadori. Allo stesso tempo ne aggiorna l’apparato bibliografico, contiene una nuova introduzione e mantiene le caratteristiche salienti dei quattro fortunati predecessori, comprese le traduzioni sui testi stabiliti da S.T. Joshi (critico letterario e scrittore, ndr), la dettagliata Cronologia della vita e delle opere dell’autore e altri strumenti di approfondimento”. Aggiungiamo che gli scritti sono presentati in ordine cronologico, per esemplificare l’evoluzione dello stile di Lovecraft. Solo i racconti giovanili sono stati relegati alla fine, e giustamente: si tratta di lavori acerbi che, pur avendo in nuce tutti i temi cari al solitario di Providence (che tanto solitario non era), non ne possiedono la forza visionaria ma, citando sempre Lippi, “hanno un interesse principalmente biografico”.

Nel tomo sono presenti anche i racconti scritti in collaborazione con altri autori o addirittura scritti esclusivamente per loro in qualità di ghost-writer. “Nessun’altra edizione italiana o internazionale contiene, nello stesso volume, questa seconda parte di materiale”, specifica Lippi.
Non troverete ovviamente i racconti perduti né l’inedito Il Pozzo degli Antichi pubblicato per la prima volta in Italia nel 2013 sul n. 13 di “Studi Lovecraftiani” (Dagon Press). Il perché tale racconto non sia stato incluso nella raccolta non ci è dato sapere.

Signal Strength, publicly transmitted acoustic proximity | Neural


[Letto su Neural.it]

La metropolitana è una zona “in transito”, anche se sempre più persone la percepiscono come uno spazio continuo con la vita “fuori”, grazie alla continuità visiva garantita dai loro schermi interconnessi. I musicisti di strada che trascorrono la maggior parte del loro tempo nella metropolitana sono maggiormente oggetto di un rapporto presenza/assenza con il tessuto urbano. La loro presenza non è generalmente riconosciuta in senso compiuto (solitamente è percepita solo per pochi secondi dai passanti). In “ Signal Strength ” di Chris Shimojima sono stati invitati nove “musicisti della metropolitana” in rispettive stazioni ed è stato chiesto tramite skype – via il wifi pubblico – ai computer immessi su nove sedili in Bryant Park su una Domenica mattina di definire un punteggio. Qui il compositore Ljova conduce loro e invia una serie di segnali audio utilizzati per sincronizzare le registrazioni sonore, durante il tentativo di compensare la latenza di rete (più sensibile quando i treni passavano). Il wifi pubblico è stato poi utilizzato per trasportare i suoni tra gli esecutori, lasciando allo spazio trasmesso di permeare i muri della metropolitana dal tempo condiviso e dai suoni relativi.

Pink Floyd – See Emily Play


Il secondo singolo dei Pink Floyd fu questo See Emily Play, inizialmente intitolato Games for May in onore di un omonimo festival che per Syd Barrett era l’apice della creatività, cui i Floyd avrebbero partecipato proprio il 12 maggio del ’67.

Le sonorità di questo brano del ’67 sono acide, nuove, aprono la strada a tutti gli assoli chitarristici successivi, almeno fino ai ’90; il tono giocoso misto al circense e al senso di rapimento ipnotico, con quell’innocenza fanciullesca che sembra quasi un invaghimento prepuberale, fa di questa song un vero capolavoro seminale, cui anche io non ho saputo resistere quando più di dieci anni fa organizzai un cybergoth_event (sessioni di scrittura collettiva interattiva spontanea sul web) intitolato proprio Game for may. Le liriche sono un misto di sperimentazione e visioni acide bellissime, impressioniste, un altissimo punto di creatività forse mai più raggiunto, nemmeno da Barrett.

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Alessandro Rolfini

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