HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per settembre 15, 2015

Migration, retirement home for cassette recorders | Neural


[Letto su Neural.it]

È la media art la casa di riposo per le tecnologie obsolete? Liberati dagli alienanti effetti di funzionalità, i nostri dispositivi elettronici di consumo a volte trovano una nuova vita solo dopo essere stati sostituiti da una nuova generazione di gadget. Stephen Cornford ha investigato seguendo questo tema e presentando una serie di opere nelle quali fanno bella mostra vecchie tecnologie di registrazione che sollecitano la possibilità di esprimere finalmente la loro vera natura. Nella sua Five Introverted Machines utilizzando le testine di lettori di cassette a nastro di prima generazione l’artista ha amplificato le emissioni elettromagnetiche generate dall’elettronica del lettore. In Binatone Galaxy ha sondato lo spazio acustico interno della cassetta audio, amplificando le risonanze del contenitore di plastica rimosso della sua bobina magnetica originale. Nel suo ultimo lavoro, Migration, un gran numero di cassette a nastro da dittafono modificate imitano poveramente la presenza sonora di uno stormo di uccelli. I suoi voice recorder amplificano i rumori prodotti dagli stessi meccanismi interni, i suoni, che durante il ciclo di vita tradizionale del prodotto sono stati repressi dai diligenti ingegneri audio in quanto interferenze indesiderate. Gli altoparlanti sono rimossi dal corpo dei dispositivi e fissati su pendoli la cui oscillazione viene periodicamente aggiornata dai meccanismi originariamente assemblati per trasportare il nastro magnetico verso la testina. Visivamente, il lavoro produce un effetto che ricorda un pezzo di György Ligeti per 100 metronomi, Poeme Symphonique. Conford ci ricorda come le tecnologie per fissare il suono siano gradualmente migrate dalla meccanica al dominio elettronico. Se l’auto-rumore delle schede di memoria SD batte il medium obsoleto dei magnetofoni nei termini di una maggiore silenziosità, le schede di memoria SD potrebbero avere meno da dire una volta arrivato il loro turno di andare in pensione.

Realtà adiacenti


Aspetto la risoluzione movimentata delle scelte analitiche, indugi mai troppo lacerati dai lampi olografici delle realtà adiacenti.

Elisabeth Schimana – Virus | Neural


[Letto su Neural.it]

La metafora virale ha segnato la storia dell’arte e della musica elettronica contemporanea forse più d’ogni altro concetto abbia fatto capolino a queste latitudini negli ultimi cinquanta anni, fin dalle seminali visioni di William S. Burroughs, poi popolarizzate da Laurie Anderson – in Language is a Virus – ma anche presenti in svariate altre narrazioni (si pensi ad esempio alla letteratura cyberpunk o alle teorizzazioni memetiche sull’evoluzione culturale per entità consistenti e replicabili). Elisabeth Schimana ha lavorato come compositrice, performer e radio-artist fin dal 1983, ha studiato elettroacustica e musica sperimentale presso l’Università di Musica e Spettacolo di Vienna, composizione per computer music allo IEM di Graz e musicologia ed etnologia presso l’Università di Vienna. Il suo approccio in quest’opera sembra più di tipo improvvisativo, improntato alla manipolazione sonora, alle tecniche di sintesi e all’iterazione free form. La stessa serie è ispirata a ellittiche percezioni acustiche, corpi risonanti e spazi, livelli di superfici e molteplici iterazioni fra i soggetti in gioco. Dice Elisabeth Schimana: “non c’è alcun brano musicale, siamo noi il brano”, intendendo come il suono diventi informazione, trasformata in movimento e attraverso gli strumenti ritorni alla musica. “Un virus biologico distrugge l’ospite invadendolo. Un virus musicale crea qualcosa di nuovo da questa esperienza di sentire “. Riverberi ovattati, palpitanti, percussioni meno docili, inviluppi elettronici, il suono di un oboe e di un clarinetto, gong e imprevedibili connessioni. Elisabeth Schimana è a suo agio nel condurre la composizione lasciando al contempo i musicisti liberi d’esprimersi e relazionarsi fra loro: il virus aziona molte frequenze di mutazioni e una tensione permanente rimane in bilico segnando in maniera splendida i differenti stati emozionali prodotti dai suoni.

Panoplia


Le derive sono sinaptiche e ottiche, lasciano lo spazio a una deflagrazione di sensi mostrata con la panoplia dell’olografia.

Richard Rinehart, Jon Ippolito – Re-collection: Art, New Media, and Social Memory | Neural


[Letto su Neural.it]

Jon Ippolito è una figura chiave nella conservazione sia dei nuovi media che della net art, coinvolto in molti dei primi tentativi di comprendere i problemi tecnici connessi con la conservazione digitale e la formulazione di strategie appropriate per rispondere a tali problemi. A questa uscita editoriale è associato anche Richard Rinehart, un’altra figura di primo piano del settore – sin dai seminali anni novanta – impegnata nelle sfide tecnologiche della media art in ambiti istituzionali. La questione di come sopravviverà l’arte prodotta con differenti media – analogici, elettronici e puramente digitali – è stata fortemente dibattuta negli ultimi decenni ed è ancora aperta la discussione. Re-collection: Art, New Media, and Social Memory ha sicuramente lo scopo di aiutare: al di là degli scritti teorici dei rispettivi autori (curiosamente a volte “commentati” ognuno dall’altro nel testo), ci sono un numero impressionante di esempi pratici che possono essere fonte d’assoluta ispirazione. L’argomento principale ruota attorno l’approccio variable media, sviluppato negli anni Novanta e basato sul processo principale di “riproduzione” dell’opera d’arte conformemente alle specifiche approvate dagli stessi artisti. Per citare Ippolito, “fissità è uguale a morte”. Le tre principali sezioni del libro (“Tecnologia”, “Istituzioni” e “Legge”) sono conformate allo scopo d’indagare le tre minacce principali ma anche i tre principali e potenziali operatori di persistenza delle opere. Gli autori stanno promuovendo l’idea affascinante di un “museo a cielo aperto” che se adeguatamente strutturato e sviluppato rappresenterebbe una piattaforma innovativa per affrontare finalmente ed efficacemente l’essenziale conservazione della cultura digitale.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

thinkingmart.com

– Daily thoughts to go.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

COINCIDENZE

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

La Nuova Verde

Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

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Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

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In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

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Il Blog di Francesca Sabatini

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La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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