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Archivio per ottobre 27, 2015

Alexander R. Galloway – Laruelle: Against The Digital | Neural


[Letto su Neural.it]

“Radicale” sarebbe la categoria più appropriata per l’opera del filosofo francese François Laruelle, incentrata sul suo concetto di “non-filosofia”. Alexander R. Galloway in Laruelle: Against The Digital s’appassiona a fondo nell’analizzare il lavoro del teorico transalpino, chiarendo ma anche portando alle sue estreme conseguenze il concetto di “digitalità”. Mettere in discussione il digitale nella sua propria natura è un problema che viene spesso sottovalutato, tanto più che nel post-digitale e in particolare nei movimenti artistici post-Internet è considerato come un fulcro inevitabile. Galloway indirizza il concetto di digitalità e chiede ai suoi lettori di considerare un “ritiro dal digitale similarmente a come la non-filosofia si ritira dalla filosofia”. Egli chiede: “è possibile pensare a una non-digitalità?” E la sua risposta è decisamente si. Galloway definisce Laruelle come “forse l’unico pensatore non digitale che abbiamo”, attingendo a una citazione famosa dello stesso che sentenzia come Hegel sia morto “ma vive dentro le calcolatrici elettriche”. Infatti, uno dei più potenti cambiamenti radicali e nascosti del digitale è il “discreto” o la costruzione di informazioni universali in un “campionamento” anziché di maniere “continue” (come è stato con l’analogico). La proposta di Galloway è un’astensione dal tentativo della digitalità di “codificare e simulare qualsiasi cosa nell’universo”. Questa analisi filosofica – forte d’un accurato, radicale e originale approccio – è un importante contributo al dibattito in corso, spesso bloccato sulle qualità e l’impatto che il “digitale” impone.

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The Man in the High Castle: ecco il trailer | Kipple Officina Libraria


Da KippleBlog la bellissima segnalazione di questo capolavoro dickiano in cui l’ucronia prende forme naziste: The Man in the High Castle:

Parte il venti novembre la nuova serie TV The Man in the High Castletratta dall’omonimo romanzo del grande autore americano Philip K. Dick. Nel romanzo, così come nella serie TV, gli alleati hanno perso la seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti sono stati occupati dai nazisti a est e dai giapponesi a ovest.

Jonáš Gruska – Vzduchotechnika | Neural


[Letto su Neural.it]

Sono essenzialmente field recording prese da impianti di ventilazione inaccessibili al pubblico in un mercato dell’era sovietica – Tržnica na Trnavskom Mýte – a Bratislava, queste selezionate da Jonáš Gruska e divise in dieci differenti tracce per questa uscita a marchio LOM e dal titolo Vzduchotechnika. Jonáš Gruska è un musicista, field recordist e ingegnere del suono che sperimenta principalmente con computer, sintetizzatori modulari e attrezzature elettroniche autocostruite, operando anche sotto il moniker Binmatu, alias sotto il quale ha pubblicato nel 2013 per Kvitnu. Nel corso di due distinte sessioni di registrazione, l’artista polacco ha catturato diverse sequenze e droni molto ripetitivi, favorendo l’impostazione, industriale e macchinica, site-specific, ma che ancora ha bisogno di una percezione allenata per essere finalmente messa nella giusta luce. Il progetto musicale nasce dall’integrazione con l’ambiente circostante ed esplora il rapporto con la topografia degli spazi presi in considerazione, anche se in qualche caso può essere soltanto una particolarissima vibrazione a catturare l’attenzione dello sperimentatore, una valvola o un particolare meccanismo, uno sbuffo o un atipico ticchettio. Jonáš Gruska è un punto di riferimento per questi ambiti di musica sperimentale e contemporanea nell’Est Europa, non è un caso che sia al centro di molti workshop sulla sonificazione delle città e la programmazione per artisti, attivismo che nel suo caso comporta anche catture auditive meno private e nascoste, come per Rúry – ad esempio – registrazioni sempre avvenute nello stesso mercato ma pubbliche e partecipate, in occasione del Tutti Frutti Festival. Le registrazioni comunque assai intense – sempre coerenti alle premesse e senza cali di attenzione – conquistano immediatamente all’ascolto.

Ravenna come Minas Tirith? Scoprite la mappa inedita della Terra di Mezzo | FantasyMagazine


"A Map of Middle-Earth" by Pauline B...

Su FantasyMagazine la segnalazione di un ritrovamento che, ne sono certo, farà felici tutti coloro che hanno apprezzato Il signore degli anelli e la sua dettagliatissima mappa, in cui perdersi durante lo svolgimento delle epiche gesta degli Hobbit e non solo.

Presso la libreria Blackwell’s Rare Books (Oxford) è stato rinvenuto un documento capace di far saltare sulla sedia tutti gli appassionati di John R.R. Tolkien: si tratta di una mappa della Terra di Mezzo con annotazioni dello stesso Tolkien – a matita e penna verde – che potrebbero indicare le fonti ispirative di alcuni luoghi immaginati e creati dall’autore.

Gli appunti di Tolkien sulla mappa della Terra di Mezzo indicano che la Contea si trova sulla stessa latitudine di Oxford e fanno intuire che Ravenna possa aver ispirato Minas Tirith, la capitale di Gondor.

A proposito di questa associazione, possiamo citare il giudizio di Tolkien Italian Network:

L’asserzione in casa Blackwell che la mappa indichi addirittura «la città di Ravenna» come ispirazione dietro Minas Tirith sembra eccessivamente slanciata, ma non vanno dimenticati importanti risultati della critica che in Gondor delineano un campo di influenze classiche o più propriamente tardo-imperiali e/o bizantine (un paragone, quest’ultimo, citato dallo stesso Tolkien), studi che non propongono paralleli forzosamente allineati.

Altri punti di riferimento citati su questa mappa della Terra di Mezzo sono Belgrado, l’isola di Cipro e Gerusalemme.

La mappa è rimasta “dimenticata” in una copia di Il Signore degli Anelli appartenente all’illustratrice Pauline Baynes, collaboratrice di Tolkien per A Map of Middle-Earth (1970), poster commissionato dall’editore Allen&Unwin.

Ritorno al Cazzaro – Carmilla on line ®


Quoto, integralmente. Su CarmillaOnLine.

Marty McFly indica la prima pagina.
– Guarda, non ha funzionato, siamo nel 2001!
Doc afferra il giornale, e legge il titolo : ”Meno tasse per tutti”. Controlla la data.
– 21 ottobre 2015? Com’è possibile che qui ci sia ancora Berlusconi al governo?
– Forse siamo in un 2015 alternativo.
– Come il 1985 del Biff Tanner miliardario?
Doc si mette le mani ai capelli.
– Grande Giove! Cosa abbiamo sbagliato stavolta?
Fissa la foto sotto il titolo del giornale.
– Come ha fatto Berlusconi a ringiovanire?… Aspetta, questo non è Berlusconi, qui c’è scritto “il premier Matteo Renzi”.
– Ma dice esattamente le stesse cose di Berlusconi. Il traduttore universale è chiarissimo: meno tasse per tutti, l’economia è in ripresa, la stampa e la sinistra remano contro… le uniche differenze sono il nome e la faccia, che comunque è simile.
– Allora deve essere per forza un futuro alternativo. Dobbiamo tornare indietro nel tempo, e capire cosa abbiamo fatto per generare questa timeline anomala.
Marty scuote la testa.
– Ma non siamo mai stati in Italia prima.
– Effetto butterfly, Marty! Dobbiamo aver innescato una catena di eventi che ha gravemente alterato il futuro di questo paese.
Marty prende il giornale, e dà un’occhiata al resto della prima pagina. Poi sfoglia le altre, esaminandole col traduttore universale.
– No Doc. Non credo che sia colpa nostra. Pare che questo sia proprio il modo in cui funziona l’Italia.
– Vuoi dire che qui hanno avuto due Berlusconi di seguito spontaneamente, senza nessuna anomalia spazio-temporale? Grande Giove! Mi piacerebbe studiare quest’involuzione antropologica, però è meglio ripartire. Trova un po’ di spazzatura per ricaricare il motore a riciclaggio infinito.
Marty appallottola il giornale, e lo infila nel serbatoio.
– Sai Doc, non invidio gli italiani. Qui il viaggio nel tempo non è impossibile, è inutile.
Sale sulla DeLorean accanto a Doc, e riparte.

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