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Archivio per marzo, 2016

Il doppiAttore – La voce oltre il buio | FantasyMagazine.it


Su FantasyMagazine la segnalazione di un’efficace modello di esposizione artistica, la visione di un film con i doppiatori che anziché uscire dallo schermo si materializzano dal fondo della sala di proiezione, dando un effetto straniante molto particolare. Il dettaglio:

Il rumore delle onde. Una spiaggia. Un uomo è intento ad accendere un fuoco, ma non ci riesce. A fissarlo, uno strano volto rosso dipinto su un pallone. Quell’uomo è Chuck Noland, ovvero Tom Hanks, e il pallone è Wilson, il suo amico immaginario. Le immagini proiettate in sala sono di “Cast Away”, regia di Robert Zemeckis. Hanks inizia a parlare con Wilson, niente di strano per chi ha già visto il film. Ciò che è strano, in un primo momento, è che la voce di Hanks proviene dal fondo della platea, quasi come se appartenesse a qualcuno degli spettatori. E dal buio della sala, improvvisamente, spunta Angelo Maggi, la voce italiana di Tom Hanks, attore che ha iniziato a doppiare la celebre star americana proprio da questo film.

Non siamo al cinema… ma a teatro. E chi assiste alla scena rimane indeciso. Che fare ora? Guardare la star o l’attore che gli presta la voce? Perché è inutile dire che le intenzioni e il labiale siano precisi, proprio come se si trattasse della traccia audio ufficiale, ma ciò che colpisce è come vengono fuori e da chi. I Chuck Noland sono due, Maggi e Hanks, anche se uno dei due si ritrova in smoking sul palco, ma sempre con l’amico Wilson accanto.

Inizia così Il doppiAttore – La voce oltre il buio, uno spettacolo scritto e diretto da Angelo Maggi, voce di attori come Robert Downey Jr., Gary Oldman, John Turturro, Bruce Willis e, per l’appunto, Tom Hanks. Rappresentato al Teatro Belli di Roma dall’8 al 20 marzo 2016.

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Esce Ceneri postatomiche, di Christian Humouda | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare, nella collana VersiGuasti, “Ceneri postatomiche” di Christian Humouda, un viaggio in cui l’Autore vive e racconta il mondo nuovo che si è creato a seguito dell’evento innominato e necessario, dove vi è un tema che ricorre in modo incessante, coverun topos narrativo su cui soffermarci. Si tratta della lingua sconosciuta che il poeta incontra nel mondo che va vivendo.

Non deve apparire strano se il mondo che circonda il poeta è ontologicamente diverso da quello che ha lasciato anche il linguaggio, che in fondo è creatore di ciò che esiste, che deve essere diverso. Un linguaggio incomprensibile che descrive una realtà che appare così aliena da annientare ogni abitudine, intrecciare disordinatamente i colori e sbarazzarsi di ogni legge fisica precedentemente conosciuta.
E in questo mondo alieno, ma così presente nella narrazione poetica, incrociamo rassegnazione, nuove strane forme di felicità, tensione alla morte e lunghi cammini. Sprazzi di vite che muovono in luoghi terribili di disabitata inumanità in cui la pelle non serve più ai muscoli.

La quarta

Benvenuti nell’Universo post atomico! Benvenuti nell’Oltre in cui ogni cosa non ha significato alcuno, in cui il dolore è caratteristica ontologica dell’esistenza, del reale e dove tutto si maschera di delirante surrealismo.
Siamo aldilà delle poetiche ciniche di un Houellebecq, della disillusione alla Cioran, e persino oltre la rassegnata accettazione del “Caligola” di Camus.
Siamo stati eruttati oltre il vortice più basso del buco nero, in un mondo che non riconosciamo, non comprendiamo.
Non conosciamo ancora, sembra dirci il poeta. Il mondo è lì e lui non fa altro che viverlo. Non c’è nessun intento epistemologico in quello che Humouda fa, nessuna intenzione antropologica o semplicemente etnografica. Il poeta non è viaggiatore ottocentesco avido di scoperte nuove, di avventure mirabolanti in mondi esotici e lontani; esploratore che però sa che ciò che l’attende sarà sempre un tè delle cinque in un salotto elegante e vittoriano.

L’autore

Christian Humouda, nato a Genova nel 1981 e laureatosi in Comunicazione a Savona, si specializza in giornalismo a indirizzo politico presso l’Università di Genova. Divide i suoi campi d’interesse tra: arte, poesia, cinema, recensioni e scrittura. Dal 2013 è vice capo redattore di Words Social Forum. Ha partecipato a vari concorsi poetici e scientifici e pubblicato per diverse riviste online tra cui Bibbia d’asfalto, Nova Rivista d’arte e per la Fondazione di Palazzo Ducale. Nel 2014 il suo articolo “Icastica raccontata da un viaggiatore”, mostra internazionale promossa dalla città di Arezzo,  è stato condiviso su diverse testate giornalistiche.
È finalista al 9° festival Internazionale di poesia “La città dei poeti” di Genova e vincitore del premio Fondazione Prof. Michele Erede con un saggio dal titolo “La politica nell’era di internet. Vantaggi e pericoli”, pubblicata per Ecig.
Ceneri postatomiche” è la sua prima silloge poetica.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Christian Humouda, Ceneri postatomiche

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 68 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-49-3

Link

Mimetismi


Nel mimetico ti muovi, mostrando le foglie al posto delle percezioni – stesse cose, stesse cose…

Oltre l’oblio


Il confronto è depositato sulle prerogative interiori della complessità onirica. Poi ne rifrango gli steli e mostro la parte più oscura al mio doppio astrale, i ricordi lievitano oltre l’oblio.

Camera Restricta, to share or not to share | Neural


[Letto su Neural.it]

Camera Restricta, dell’artista Philipp Schmitt, è un prototipo di macchina fotografica che favorisce la ricerca di vedute nuove rispetto ai paesaggi plurifotografati e ridondanti dei luoghi più visitati che vengono condivisi online. Esternamente il dispositivo è costituito da un corpo macchina interamente stampato in 3D che custodisce uno smartphone dotato di un’applicazione open source. Dopo aver intercettato la localizzazione tramite un GPS integrato, l’applicazione ricerca tutte le foto scattate nei 35 metri quadrati circostanti il potenziale punto di scatto, grazie ad un algoritmo che analizza i metadati di immagini pubblicate su Flickr e Panoramio. Se i risultati della ricerca sono molto numerosi il dispositivo impedisce di scattare tramite diverse strategie di definitiva dissuasione. Un alert sonoro (simile a quello tipico del contatore Geiger) suggerisce la presenza di molte immagini scattate da quel punto, una X rossa si sovrappone alla visione nel mirino, ed infine il pulsante di scatto viene bloccato meccanicamente per impedire di immortalare l’inquadratura. Perché mai utilizzare uno strumento che limita la libertà di fotografare? Secondo l’artista, per supportare i fotografi a trovare angoli inusuali da immortalare per primi, o dare la chance di fare l’ultima foto possibile di un luogo (un alert specifico avverte di questa possibilità). Ma non solo, sempre Philipp Schmitt propone Camera Restricta come strumento di censura preventiva, a supporto di iniziative istituzionali come per esempio la proposta restrittiva (poi non approvata) della Commissione Europea sulla libertà di panorama, che avrebbe limitato la possibilità di fotografare i monumenti per motivi di copyright. Quest’ultima puntualizzazione è quella che innesca una più profonda riflessione: la possibilità di condividere all’infinito le proprie foto online (con i relativi metadati) potrebbe diventare inversamente proporzionale alla libertà di poter effettivamente scattare i panorami a noi più congeniali senza limitazione alcuna.

Tour News 2016 | Velvet Acid Christ


I VelvetAcidChrist faranno una bella tournée quest’estate, in Europa e pare, per la prima volta in assoluto (almeno così credo), anche in Italia: a settembre.

Evento da non perdere!

Libertini e proletari | L’indiscreto


Come le classi lavoratrici tradirono le classi pericolose (e ne furono tradite). Una breve storia delle classi più emarginate e dei loro rapporti con quelle un po’ meno emarginate.

Parliamo di una storia sociale dettagliata, una sorta di resoconto che arriva fino a Pasolini e che punta il dito verso il sistema capitalistico, colpevole anche di aver mischiato i diseredati facendo di tutta un’erba un fascio, fossero “devianze sessuali”, differenze di pelle o di estrazione sociale; a fronte di una borghesia meschina e votata al consumismo, i disadattati possono solo ambire allo status borghese, o acquisire un conformismo di maniera che abbia i connotati della famiglia e del sano e robusto lavoro.

Su L’indiscreto.

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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