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Archivio per aprile 4, 2016

Editoriale Lankelot Aprile 2016. Passaggio a www.Lankenauta.eu | Lankelot


Il sito letterario Lankelot si rinnova e diventa Lankenauta. Qui sotto l’editoriale e la precisazione che del vecchio sito su vecchia piattaforma rimarranno online i contenuti, ma non ne verranno aggiunti altri, che saranno destinati alle nuove pagine. Sostenete il sito, è tutta salute culturale.

Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l’ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che “il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi”. Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.

Potrete leggerli su www.lankenauta.eu. Il sito web dell’Associazione Culturale Lankenauta, ora conforme anche nel nome, non intende essere un clone di lankelot.eu e non potrebbe esserlo comunque. Oltre a un gruppo storico di collaboratori di Lankelot ci saranno nuovi acquisti, alcuni dei quali già pronti a farsi conoscere nelle prossime settimane, senza contare che, da un punto di vista tecnico, siamo passati da drupal a wordpress e, aspetto ancora più importante, da una versione che col passare degli anni era diventata “vecchia” (secondo almeno gli standard informatici) a una più “moderna” e che permetterà una maggiore e più semplice diffusione.

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Steampunk, l’antologia seminale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’antologia, in uscita per Elara, che raccoglie i fondamentali dello SteampunkSteampunk! (Steampunk, 2008). Questa antologia, curata da Ann & Jeff VanderMeer, contiene ben sedici racconti scritti da autori che sono stelle di prima grandezza nella grande galassia della fantascienza.

I due curatori hanno avuto la grande abilità e preparazione di confezionare una eccezionale antologia “a tema”. Molte delle storie narrate sono ambientate in epoca vittoriana come il racconto Benedizione (tratto da I Signori dell’Aria) di Michael Moorcock che si può definire il padrino dello steampunk. Altro gioiello, che può essere considerato la quintessenza del racconto Steampunk, è La macchina di Lord Kelvin del prolifico James P. Blaylock (un racconto così interessante che successivamente l’autore l’ha ampliato in romanzo).

Abbiamo citato solo due autori e i loro racconti per non fare un articolo lungo e pedante ma racconti di altri autori meriterebbero qualcosa di più di due semplici parole. Citiamo autori come Paul Di Filippo, Ted Chiang, Neal Stephenson, Joe R. Lansdale e Mary Gentle, sapendo di fare grave torto agli altri non citati. Ogni racconto è preceduto da una interessante nota che riporta brevemente il contenuto.

Nel volume troviamo anche la prefazione dei due curatori e l’introduzione Le radici del 19esimo secolo dello Steampunk di Jess Nevins.

Ecco dove Annibale attraversò le Alpi? – My Tube – Blog – Repubblica.it


La Sincronicità personale è settata da qualche settimana su Annibale, sulla sua audace sortita in Italia durata lustri, e sulla sua capacità di mettere in serissima difficoltà Roma. L’ennesima puntata di questa sincronicità (dopo SomniumHannibalis) è data dal blog MyTube di Repubblica, e non può non venirmi in mente la sequenza di post della NazioneOscura (1 e 2) dedicata ai ritrovamenti di siti cartaginesi in Italia, legati proprio alla seconda guerra punica.

La Corrente parla.

Un team di scienziati internazionali, guidato dal professor Bill Mahaney della York University di Toronto, potrebbe avere trovato la prova del luogo da cui Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti ed un immenso esercito, prendendo Roma di sorpresa nella seconda guerra punica tra il 218 e il 216 avanti Cristo. Il valico usato dal generale cartaginese sarebbe il Colle delle Traversette (2950 m.), nelle Alpi Cozie, che unisce la Valle Po in Italia con la Valle del Guil in Francia. Leggende, antichi testi e studi precedenti lo avevano già identificato come il possibile passaggio utilizzato da Annibale per varcare le Alpi, ma ora gli studiosi canadesi hanno rinvenuto quella che sembra una prova scientifica: esaminando campioni di fango, i ricercatori hanno riscontrato alti livelli di DNA di un batterio molto comune negli intestini dei cavalli e tracce di uova di vermi associati esclusivamente con i cavalli. Una massiccia presenza di equini a quella altitudine sarebbe stata insolita, inspiegabile, se non per il passaggio di un esercito di 50 mila uomini tra fanti e cavalieri – per tacere dei 37 elefanti che Annibale portò con sé. Naturalmente la “smoking gun” definitiva, ammette il professor Mahaney, sarebbe il ritrovamento di DNA o uova di vermi associati con gli elefanti, ma l’archeologo canadese spera di trovare altre prove anche in modo diverso: setacciando con un radar l’intera area per trovare monete, armi, indumenti dell’esercito cartaginese.

DAVID GILMOUR AL CIRCO MASSIMO 2 – 3 LUGLIO 2016 | PINK FLOYD ITALIA


Che dire? La notizia è fantasticamente succulenta, David Gilmour che suona a Roma nella cornice memetica del Circo Massimo è qualcosa che è accomunabile a Pompei. Chi viene con me? Da PinkFloydItalia.

Madre Universale – Nemora Nemora


Articolo intriso di Neopaganesimo, di energia, di empatia, di esoterismo, di ricordi resi vividi dalla Sincronicità. Parliamo di Nemi e del suo luogo incantato, attraversato dai culti arcaici e intensi. Da Nemora.it.

Osservando questo piccolo lago del perimetro di circa 5 chilometri e poco più di 30 metri di profondità si intuisce la presenza di un qualcosa che è difficile definire.
Personalmente, sono stata attirata in questo luogo per anni, senza comprendere per lungo tempo cosa fosse a chiamarmi qui, a spingermi a tornare. Mi limitavo a guardare il lago dall’alto, della terrazza di Nemi, in un incessante tornare appassionato quanto frustrante: ogni volta che imboccavo la via del ritorno mi accompagnava, di fatti, l’impressione di essermi persa qualcosa di importante.
Conoscevo in parte la storia del lago, le vicende legate al ritrovamento delle navi di Caligola e sapevo che sulle sponde un tempo sorgeva il santuario di Diana Nemorense. Ciò che nessuno mi aveva mai detto era che il tempio fosse ancora lì, in parte intatto.
Le mie visite a Nemi sono proseguite per anni, finché una notte un sogno cambiò la carte in tavola. Sognai di scendere lungo le sponde del lago e di percorrerne la circonferenza, nel corso della passeggiata trovavo cose meravigliose quanto confuse. La mattina successiva decisi che alla prima occasione avrei esplorato il periplo del lago.

L’unica persona con cui avevo parlato del santuario mi disse che non esisteva più, che essenzialmente rimanevano solo tre pietre sparse per terra e l’accesso all’area era per lo più interdetta. Il segnale, tuttavia, lasciava presagire molto di più.
Abbandono l’auto a bordo strada e incomincio a camminare seguendo un sentierino nel bosco. Con il senno di poi, avrei scoperto che procedendo poche centinaia di metri più avanti sarei incappata in un percorso molto più comodo e diretto, ma all’epoca non potevo immaginare niente di tutto ciò.
Così, dopo 15 minuti di cammino, mi persi. Come accade di continuo.
Tuttavia, è sempre stato smarrendomi che sono riuscita a fare le esperienze più interessanti e anche in quel caso il destino non si smentì.

Nel fitto del bosco non c’era alcun tipo di indizio che indicasse dove fossero i resti del tempio, così proseguivo alla cieca. Fu provvidenziale l’incontro con tre avventori che passeggiavano in tutta serenità in mezzo al nulla il cui mi trovavo: chiesi informazioni e mi indicarono la via per giungere all’area archeologica dal punto in cui eravamo.
Mi persi di nuovo, ma almeno adesso sapevo che orientativamente la direzione era quella giusta. Dopo una decina di minuti mi ritrovai davanti a una casetta contadina diroccata, poco dopo notai dei terrazzamenti e dei grossi massi squadrati a terra. Capii di essere già all’interno del recinto sacro.
Il sole stava cominciando il suo arco verso il tramonto, davanti a me il lago baluginava fra gli alberi.

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