HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Mag 17, 2016

Holograms For Freedom, manifesting in the collective imaginary | Neural


[Letto su Neural.it]

Gli ologrammi da sempre hanno avuto una qualche relazione con il concetto di “presenza”, soprattutto per il loro impatto live in 3D e per le loro peculiari estetiche spettrali televisive. Gli ologrammi – inoltre – sono stati correlati alla loro essenza “temporanea”, in modo da poter essere visibili/invisibili a seconda del tempo o del punto di vista. La manifestazione di una “presenza” allora – se correttamente condotta – può essere anche un gesto attivista. Questo è ciò che il gruppo iberico “No Somos Delito” (non siamo un crimine) ha organizzato per reazione alla cosiddetta “legge bavaglio”, promulgazione che minaccia di multare fino a seicento euro i manifestanti che in Spagna si concentrano all’esterno degli edifici governativi. Il gruppo – infatti – ha proiettato un’ologramma-protesta di un’ora con più di 2.000 immagini virtuali. Questo lavoro è una risposta molto efficace per le leggi restrittive e innesca un condiviso e storicamente fondato immaginario pubblico, ricordando alcune pratiche degli anni ’70 che consistevano nel proiettare dal vivo le manifestazioni di protesta sugli edifici laterali al fine di amplificare la presenza visiva delle masse.

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Il web è la nuova nebbia cyberpunk? | L’indiscreto


Su L’indiscreto una riflessione sulle tecnologie, la società e il cyberpunk che ha sfiorato per un attimo l’orizzonte del futuro per integrarsi subito in quello del presente. Divenendone uno strumento di controllo, ahimè, come gli scrittori di quel genere avevano nettamente anticipato. Un estratto:

La logica del “tutto connesso” non è un’ovvietà né un futuro già scritto, come verrebbe da pensare, ma una vera e propria logica politica, un modo di vedere il mondo e il futuro. Quando, lo scorso 9 febbraio, l’azienda di Mark Zuckerberg si è scontrata con l’autorità indiana per le telecomunicazioni, si è palesata la logica ultra-globalista del web e del suo funzionamento contemporaneo. Il programma Free Basics promosso da Facebook, infatti, definito illegittimo dalle autorità indiane, proponeva di differenziare i costi di accesso rendendo di fatto internet accessibile in modo non paritario. Come si legge nella decisione delle autorità indiane il rischio stava nel “consentire ai provider di definire la natura dell’accesso alla rete” cosa che viene poi equiparata a lasciare che siano i provider – come Facebook – a “dare forma all’esperienza di Internet degli utenti”.

Elizaveta Pritychenko – Twitter bot encyclopedia | Neural


[Letto su Neural.it]

Nel primo decennio dell’internet commerciale, l’ecologia delle informazioni è stata di dimensioni ancora immaginabili, poi a causa della crescita naturale, dell’influenza dei giganti online e dei social media, tutto è decisamente cambiato, con la creazione di una quantità fuori controllo di dati disponibili. I social media – in particolare – sono in grado di proliferare indefinitamente. Questo enorme sistema di produzione delle informazioni ha anche parti generate da software e sistemi, che sono diventati, come osserva la Petrychenko nella sua introduzione, una pratica sociale denominata “data pollution” (inquinamento dei dati). Tra le diverse piattaforme, Twitter – con il suo coraggioso mantenimento di un formato a 144 caratteri – è perfettamente predisposta per funzionare come una piattaforma per la letteratura automatica di vario genere, includendo anche lo specifico fenomeno dei bot software. Si tratta fondamentalmente di uno studio sui “Twitter bot”, i cui componenti essenziali sono: una strategia e (opzionalmente) un database di riferimento. È una collezione intrigante di processi codificati dagli esseri umani che utilizzano a volte semplici algoritmi di dati: in alcune occasioni sono divertenti e talvolta implementano idee ispiratrici. Questo ecosistema di solito inosservato di creature di linguaggio è nutrito da software (che fanno il lavoro meno visibile), spesso riallacciandosi a concetti e alla cultura bot-related. L’autrice tenta di stabilire una tassonomia bot nella prima parte e nella seconda stampa un archivio di diffusione in un solo giorno di produzione di bot per oltre un centinaio di pagine, misurando in maniera tangibile il risultato invisibile dei “processual writers”.

Il lascito


Le linee di rifrazione sono estenuanti appelli alle coerenze del collasso nervoso subitaneo, movimenti in momenti cosparsi di puro lascito distante nell’energia.

Rob Stone – Auditions: Architecture and Aurality | Neural


[Letto su Neural.it]

Possiamo facilmente relazionarci con spazi che conseguentemente ad architettura e forma rendono il suono udibile. È un rapporto perfetto tra l’apparente immobilità di strutture architettoniche e il movimento effimero del suono che fluttua al loro interno, prima poi di scomparire, similarmente all’interdipendenza che si crea tra l’acqua del fiume e il rispettivo letto. In questo libro Stone va al di là di questa riconosciuta e “spaziale” interdipendenza e comincia a prendere in considerazione la percezione del suono come un sistema organico influenzato non solo dalle strutture, ma anche da gesti apparentemente non correlati, simboli, valori sociali ed estetici. Ogni capitolo è un’escursione – in estesi “momenti” – che considera e documenta attraverso opere di natura molto differente temi come il significato di acqua in architettura (con elementi tratti da film, ad esempio “The Swimmer” e “L’Atalante”), oppure che rivela il ruolo di mediazione delle acconciature dei conduttori durante le esibizioni dell’orchestra e la “conduzione ” di storici negozi di dischi come Gramex, a Londra. Il concetto di “acustiche” qui si nasconde tra le righe. In realtà, la memoria dell’autore e il suo “immaginario” (spesso rivelato come un immaginario collettivo condiviso) suggerisce spesso alcune “acustiche concettuali” derivanti dall’architettura descritta e dalle persone che con questa agiscono, ma perfino senza nemmeno menzionarle. Il libro può essere letto quasi come un personale e astratto account, abile nel posizionare il suono come un insospettato agente che aiuta lo studio di come lo spazio e la sua stessa agenzia possono essere sostanzialmente ridefiniti.

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Remember! Once warmth was without fire.

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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