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Archivio per Mag 19, 2016

Non solo bonobo: lo sguardo della scienza sull’omosessualità animale – OggiScienza


Su OggiScienza un ulteriore articolo a corroborare la tesi che l’omosessualità non è una deviazione o malattia, ma che è diffusa anche nel mondo animale. E quindi, dov’è il problema se gli uomini scelgono di amare una persona del proprio sesso?

La tematica dell’omosessualità tra animali rispunta spesso proprio in concomitanza con la documentazione di “casi particolari” come i leoni – che in realtà non erano poi così particolari. Un esempio sono i due orsi bruni maschi studiati in cattività da un gruppo di scienziati croati, che per dieci anni li hanno osservati e hanno documentato il primo caso di fellatio tra plantigradi di cui siamo a conoscenza. In condizioni artificiali, dunque in uno zoo come in questo caso, non è raro che le ipotesi per spiegare comportamenti “inusuali” (pensiamo al gioco o a casi particolari di imitazione) includano la noia degli animali o una deprivazione di qualche tipo. I due orsi, scrivevano i ricercatori su Zoo Biology, avevano vissuto in cattività tutta la vita ed è possibile che avessero risentito dell’allontanamento dalla madre (dunque di una “early deprivation of maternal suckling“).

Eppure, quando parliamo di animali non umani, bisogna anche chiarire cosa si intende per omosessualità: in generale si tratta di tutti quei comportamenti che includono corteggiamento o atti sessuali con un individuo del proprio sesso (ma non imparentato), ma anche altre attività che solitamente prevedono il coinvolgimento di due animali di sesso diverso, per esempio l’allevamento della prole presso il nido. Nel 2006 il National History Museum dell’Università di Oslo ha organizzato una mostra chiamata “Against Nature?” dedicata proprio a questo tema, stimando che sul pianeta fossero almeno 1500 le specie in cui era stato osservato un comportamento omosessuale. Figuriamoci oggi quante saranno diventate.

Una specie nella quale comportamenti di questo tipo sono osservati normalmente è Pan paniscus, il famoso bonobo, sportivamente noto al grande pubblico come un primate che trascorre gran parte della sua esistenza a fare sesso casuale con i simili, maschi o femmine che siano. In verità, racconta chi con i bonobo ci lavora da anni, di casuale c’è davvero poco: parlando di riproduzione non sono più sessualmente attivi dei loro cugini scimpanzé (Pan troglodytes) e riservano altri tipi di interazione sessuale a situazioni prettamente sociali. Il contatto genitale tra due femmine o due maschi può servire, per esempio, ad alleviare la tensione tra due gruppi “rivali” di fronte a risorse di cibo come un albero carico di frutta. Non è raro vedere i maschi di bonobo intenti in pseudo-copulazione, con testicoli a contatto o alle prese con il penis-fencing.

Mai senza rete, di AA.VV. – Carmilla on line ®


Su CarmillaOnLine si segnala la prossima uscita di Mai senza Rete, un’opera collettiva di racconti dedicati al lavoro, la sicurezza, la salute, l’ambiente.

Il tema della sicurezza sul lavoro è assai importante, e troppo spesso viene trascurato in nome di una logica volta soltanto al profitto, a scapito di qualsiasi altra necessità incarnata. Non va bene, vero?

I morti sul lavoro sono ogni anno, in Italia, circa un migliaio. Pare il bilancio di una piccola guerra civile. Non tanto piccola, se si sommano alle vittime dirette le altre, disseminate sul territorio. Colpite, avvelenate, infettate da fumi, esalazioni, residui chimici diffusi dalle attività produttive.

Alle origini di ogni morte vi è sempre una negligenza, un risparmio sui sistemi di sicurezza, un calcolo di restrizione dei tempi per incrementare i profitti. Atti letali compiuti al riparo di giustificazioni all’apparenza inoppugnabili: la fatalità, l’urgenza della crescita, la concorrenza, il lesinare sui costi in tempi di crisi. Se qualcuno ne viene schiacciato, sarà sempre possibile scaricare la colpa sulla sventatezza del morto o del mutilato. Oppure classificare l’evento tra i “danni collaterali” della sacra battaglia per il progresso.

Per questo parlavo di guerra civile. Combattuta tra minoranze di sfruttatori armate fino ai denti, da un punto di vista politico, istituzionale e legale, e maggioranze disarmate, che qualcuno ha votato al sacrificio.

Sembra di essere tornati ai tempi de Il tallone di ferro di Jack London. Allora un’opera letteraria aprì gli occhi a molti. Chissà che questa piccola antologia di realistici orrori non risvegli a sua volta, nei suoi limiti di diffusione, qualche coscienza. Preambolo a un assioma: di fronte a un massacro sistematico ogni rassegnazione è colpa. Ogni rivolta è lecita.

Eymerich | Su CAGLIARIARTMAGAZINE.IT Magnetica Ars Lab recensice IL SOLE DELL’AVVENIRE vol. 3: NELLA NOTTE CI GUIDANO LE STELLE


Su Eymerich.com la recensione di Magnetica Ars Lab alla trilogia Il sole dell’Avvenire, di Valerio Evangelisti. Un estratto:

Il “Sole dell’Avvenire” ci fornisce con le parole che speravamo di  sentire,  la migliore rappresentazione drammatica e  individuale di quella vasta  commedia corale della nostra Storia da cui sono nati  quello che oggi chiamiamo Italia e anche i suoi  Italiani.

Entrambe le due facce della medaglia sono la doppia veste di quel  DRAMMA e quella COMMEDIA che parlano di un viaggio intimo e collettivo  nella GUERRA  e nella PACE  Tolstojane che ancora si agitano dentro ognuno di noi.

Un viaggio letterario che è, contemporaneamente,  una “RECHERCHE Proustiana” tagliata su misura per chiunque si consideri MINORANZA sociale o pensi di poter  essere avanguardia culturale,  rispetto al sentire comune. Un viaggio narrativo che rappresenta anche una ideale “ODISSEA Omerica” per chiunque altro pensi di far parte di una qualsiasi MAGGIORANZA  sociale, di pensiero o di opinione, in questo Paese.

Valerio ci racconta tutto questo viaggio, con le sue parole,  in modo semplice ma mai semplificato. Compiendo un lungo percorso  di ricerca, delle origini della sua terra, che sono anche quelle sue personali, attraverso la scoperta delle fonti e delle vite dei  suoi tanti protagonisti.

Valerio è stranamente da tempo considerato uno scrittore minoritario di “Fantasy” o di “Fantascienza” come se questi  generi e anche i suoi autori  fossero non soltanto minoritari ma minori rispetto presunte forme letterarie più alte.  Del resto, secondo questa logica, anche Italo Calvino potrebbe essere considerato scrittore di genere, altrettanto minore e minoritario.

In realtà Valerio Evangelisti potrebbe tranquillamente essere l’Italo Calvino del nostro secolo.  Solo che noi non ce ne rendiamo conto.

Odor di olografia


Reminiscenze che scuotono le foglie del continuum si separano sullo scoglio insensato, lì dove le immagini colano in odor di olografia.

L’opera di Clark Ashton Smith in edizione rinnovata francese | FantasyMagazine


Clark Ashton Smith

Su FantasyMagazine la segnalazione di una riedizione integrale, in lingua francese, dell’opera di Clark Ashton Smith. E in Italia?

Grande paroliere barocco e ricchissimo di sfumature, poeta prima ancora che scrittore, Clark Ashton Smith partecipò al periodo leggendario delle riviste pulp statunitensi, contemporaneamente a Robert Howard e H.P. Lovecraft (sopravvisse a entrambi, morendo negli anni ’60 per problemi cardiaci). Le opere di questo autore straordinario spaziano nella fantascienza, nell’horror (partecipò anche alla creazione dei miti di Cthulhu con Lovecraft), e soprattutto nel fantasy. Tra i vari mondi in cui ha ambientato la sua narrativa, spiccano l’universo di Zothique, uno dei più esemplari incontri tra fantasy moderno e tema della terra morente, e il ciclo di Averoigne, con una Francia medievale immaginaria che fa da sfondo ad avventure di magia e mistero. Questi infatti, assieme al ciclo di Hyperborea e di Poseidonis, sono stati scelti per l’edizione rinnovata in francese, con l’intento di rinnovarne un po’ la traduzione senza tradire eccessivamente lo stile di Clark Ashton Smith.

Alessandro Rolfini

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Giacomo Ferraiuolo

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