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Archivio per Mag 23, 2016

Kipple presenta “Hai trovato orgasmi nel collettore?”, antologia di sesso quantico – Special guest Ian Watson e Roberto Quaglia | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria si conferma casa editrice di avanguardia con questa raccolta di racconti scritta da un nugolo di autori assai particolare: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

coverIl tema dei componimenti, raccolti dall’editore di Kipple Lukha B. Kremo e dal Premio Urania 2014 Sandro Battisti, verte sul sesso quantico; ma cos’è? È un miscuglio caotico di suggestioni erotiche, spesso molto spinte da confinare e sconfinare con l’immaginario pornografico; il meccanismo che ha originato l’antologia è stato sovente un gioco escogitato dagli autori, un racconto erotico rivisto in chiave fantastica in cui è stata inserita una qualche componente quantica, intesa nel termine più ampio e personale possibile. Illustrare, a quel punto, le implicazioni sessuali estreme originate dalle interazioni con le dimensioni attigue, caotiche e quantiche, ha significato ridisegnare per ognuno degli autori coinvolti l’immaginario sessuale postumano, operazione mai tentata prima e che fa rivendicare loro il ruolo di sperimentatori assoluti e seminali.
Gli autori presenti sono: Ian Watson e Roberto Quaglia, Emanuela Valentini, Valeria Barbera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Francesca Fichera e Sandro Battisti, autore della prefazione; la copertina è di Ksenja Laginja.

Sinossi

Questa raccolta tratta dell’erotismo, più o meno spinto ma non volgare, del sesso visto con ottica olografica e quantistica non necessariamente limitata alla sfera umana, bensì pregna di un respiro polidimensionale, un possedere e farsi possedere dai codici delle matematiche superiori, dalle sfere di realtà che non ci appartengono e che segnano la nostra libido, immaginazione, libertà dell’immaginario erotico. Illustrare quindi la sessualità nel postumano, l’erotismo alieno, ridisegnando la libido e l’orgasmo a contatto con le energie e gli incontri intrecciati attraverso le dimensioni, è stato l’orizzonte degli eventi di ognuno di ogni autore coinvolto.
Grande merito va a Ian Watson e Roberto Quaglia, che hanno calato il loro asso decisivo con un racconto che misura il postmoderno con le chiavi del piacere trasfigurato, futuribile e connesso. Grande merito va alle autrici coinvolte nel progetto – Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini – senza le quali questo lavoro sarebbe stato uno sterile atto di autoerotismo maschile, senza le quali non avremmo avuto quest’incredibile varietà di visioni dimensionali pari all’enorme vastità di ogni microcosmo femminile. Grande merito va agli altri autori presenti – Sandro Battisti, Lukha B. Kremo, Domenico Mastrapasqua – che hanno scelto di misurarsi con un tema così desiderabile eppure così scomodo. Infine, dai curatori – l’editore di Kipple Lukha B. Kremo e il Premio Urania 2014 Sandro Battisti – un grazie e grande merito anche a Ksenja Laginja, che con la sua copertina ha centrato perfettamente il tema e l’ha reso in modalità grafica.

Estratto

L’unione di un gigolò e un golem… è un gigolem. Lui/Lei può essere maschio, femmina, o entrambi i sessi contemporaneamente (e forse anche altri sessi ancora sconosciuti). A dire il vero, un gigolem può cambiare sesso più volte in un minuto nel caso in cui il suo partner sia insicuro dal punto di vista sessuale; cosa che può essere disorientante o interessante.
Tuttavia, ciò che Jànos cercava a Praga era un gigolem privato di qualità, capace di rimanere femmina un lasso di tempo ragionevole per appagarlo, e viceversa. Ovviamente aveva già scopato numerose volte con gigolem nei bagni pubblici di Budapest, ma era sempre stata una cosa piuttosto impersonale, anche quando rispecchiavano i suoi gusti. A dirla tutta, per le sue disponibilità finanziarie i migliori gigolem di Budapest erano quei geisha-gigolem molto usati dai turisti giapponesi. Tuttavia era un Jànos, non uno Yukio, e desiderava un euro-gigolem tutto per sé.
Viaggiò da Budapest con la Magyar Alom Vasutak, la Ferrovia del Sogno Ungherese. In passato si chiamava Magyar Allam Vasutak, la Ferrovia Statale, ma i passeggeri avevano richiesto un nome più fantasioso – ah, il fascino del viaggio.
La sua amica Silvia era l’autista della locomotiva MAV e lo lasciò sedere in cabina per tenerle compagnia. Andava matta per il cioccolato perché produce endorfine nel cervello, così Jànos ne aveva portate diverse barrette da offrire a Silvia en route. Il percorso era piuttosto semplice, poiché la linea ferroviaria collegava inesorabilmente Vienna a Praga, inevitabilità che avrebbe potuto rivelarsi noiosa. Di conseguenza le endorfine erano d’aiuto – sebbene Silvia allo stesso tempo non avesse la patente per un mezzo banale come l’auto; era unicamente interessata a guidare veicoli che pesassero più di trenta tonnellate.
– Sei sicuro che sarai felice di vivere con lo stesso gigolem per tutta la vita? – gli aveva chiesto quando le aveva spiegato il suo piano. – Io col mio sono contenta, ma le donne tendono a essere fedeli, e tu sei un uomo.
– Lo so. Be’, la scelta è tra un gigolem o una donna molto vecchia – esitò. – O una colostomia.
– Come potrebbe aiutarti una colostomia?
– Servirebbe da vagina sostitutiva in una posizione fissa.
Silvia s’illuminò. – Oh, capisco, intendi una colostomia per lei, non per te.
– Se la donna fosse d’accordo – fece spallucce Janos. – Chiunque essa sia!
– A quante donne lo hai chiesto, della colostomia?
– Ad alcune. Nessuna di loro voleva una tale seccatura.

L’amato del gigolemIan Watson e Roberto Quaglia

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

***

Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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Trump-l’oeil – Carmilla on line ®


Il sempre fulminante post del lunedì, di Alessandra Daniele, su CarmillaOnLine. Questo è…

La Rivincita delle Bionde: la comandante Maria Elena garantisce che i suoi partigiani veri della Brigata Boschi voteranno sì al referendum. Poi torneranno a combattere sui monti dell’Etruria. La Meloni vorrebbe dedicare una via ad Almirante. Sarebbe appropriata una di quelle sotterranee costruite dall’Impero Romano e adoperate per gli scarichi.
Terrore dalla Quinta Stella: Virginia Raggi del M5S dichiara “Facciamo paura”, mentre Renzi prende l’ansiolitico preferito dai cazzari d’Italia: la Rai. Intanto Di Maio si dimostra pronto a rimpiazzarlo, cercando di fare a Pizzarotti quello che Renzi ha fatto a Marino.
Le elezioni amministrative s’avvicinano, però a Roma fra tutti i candidati manca quello che rappresenterebbe davvero la maggioranza degli abitanti della capitale: un topo. Anche se per la verità non mancano i sorci.
Ma distraiamoci dalle meschinità della campagna elettorale italiana occupandoci di quella americana, dove si vola alto nei cieli della grande politica.
Donald Trump ha dato del puttaniere a Bill Clinton.
La risposta del New York Times è stata “Chi lo dice sa di esserlo”.
Al che Trump ha replicato “Cento volte più di me”. Ed ha aggiunto “Non m’hai fatto niente, faccia di serpente”, incassando l’entusiastico sostegno della NRA, la nazionale lobby delle armi, per le sue sparate nazionalsocialiste.
Fino a pochi mesi fa, Donald Trump alla presidenza USA sembrava probabile quanto Paris Hilton.
Oggi è il favorito
Trump è un cazzaro, anzi un Supercazzaro.
Lo Zeitgeist è dalla sua parte.
È l’ennesima riprova che ci troviamo nell’universo parallelo di Ritorno al Futuro II, quello dei Biff Tanner miliardari al potere. Quel Tanner era infatti esplicitamente ispirato a Trump.
Lo slogan di Donald Trump è “Make America great agan”.
La Golden Age da ripristinare disinstallando tutti gli aggiornamenti è un’illusione (ottica) da sempre parte integrante della religione di Stato USA.
All’inizio del pilot di The Newsroom, l’ultima serie di Aaron Sorkin, il protagonista spara un pippone sull’America, dicendo “Non è più il paese migliore del mondo, ma un tempo lo era”.
A quando risale esattamente questa presunta Età dell’Oro degli USA? Al Sette–Ottocento dello schiavismo, della Guerra Civile, e dello sterminio dei nativi americani? Ai primi del Novecento dei linciaggi sistematici, e dei massacri di scioperanti? Agli anni ’20-30 del Proibizionismo e della Grande Depressione? Agli anni ’40 dei bombardamenti al fosforo, e atomici, e dei campi di concentramento per i nippo-americani? Agli anni ’50 del Maccartismo, dell’apartheid, e della guerra in Corea? Agli anni ’60 del Vietnam, e degli omicidi politici di Malcolm X, Martin Luther King, e i Kennedy? Agli anni ’70 delle proxy war, dei regime change golpisti, e del Watergate? Agli anni ’80 di Reagan e della Reaganomics? Agli anni ’90 di George Bush padre, Clinton, e della Guerra del Golfo? Agli anni dieci di George Bush figlio, Obama, e dello Scontro di Civiltà?
E questi sono appena i titoli dei volumi, non certo tutta la storia.
Come il protagonista di Memento, la smemorata America continua a uccidere e mentire a se stessa per autoassolversi, darsi un’identità, e una missione.
Gli USA non sono mai stati il paese migliore del mondo.
E sembrano decisi a diventare il peggiore.

Solitudine siderale


Lì, dove il freddo si stempera nel buio siderale.

Le ultime foto. Cronaca di morte e sofferenza. | Necrologika


Su Necrologika un post che ha del profondo macabro, perché tratta l’argomento che prelude alla morte, il ritratto di persone che di lì a poco sarebbero morte. Tematiche assai antropomorfe, legate al concetto dell’incarnazione e del mefitico ma che turbano sempre, per la nostra stessa natura di incarnati. Comunque utili…

Che la fotografia sia intimamente legata alla morte lo hanno detto fior di semiologi e di fotografi – basti pensare a quanto scrive  a proposito Roland Barthes in Camera chiara. Ma ci sono foto che di questo legame fanno una realtà esplicita. E non è detto che il loro autore sia un professionista. Anzi, ciò che più colpisce è proprio che il fotografo sia talvolta l’assassino del soggetto appena ritratto, o l’inconsapevole autore dell’immagine di un assassino o di un assassinio.

Bestiario lovecraftiano – Dagon | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine compare una nuova rubrica dedicata alla campionatura dell’immaginario lovecraftiano. In questa iterazione si parla di Dagon:

Dagon passa gran parte del suo tempo a dormire in un crepaccio sul fondo dell’oceano sotto strati di fango, emergendo soltanto per presenziare ai riti in suo onore organizzati dai deep one o dagli umani. Leggenda vuole che Dagon non possa oltrepassare la linea di bassa marea, anche se almeno in un’occasione è riuscito a toccare terra.

Si è supposto che Dagon sia solo una delle rappresentazioni di Cthulhu, una porzione dell’essere che non è stata intrappolata dotto R’lyeh. I testi di Lovecraft sembrano però suggerire che Dagon sia semplicemente un deep one troppo cresciuto e che i nomi Dagon e Hydra siano i nomi dati ai più grandi esemplari della loro specie.

Dagon è venerato, insieme alla sua compagna Hydra, dai deep one e dagli esseri umani.  Il culto di Dagon è esistito per millenni, sembra infatti che i Fenici abbiano conquistato la loro potenza grazie all’influenza provvidenziale di Dagon, tanto che la fine della loro supremazia è arrivata quando hanno voltato le spalle al dio e hanno iniziato a venerare altre divinità. Uno dei culti moderni, l’Ordine Esoterico di Dagon nella cittadina di Innsmouth, è stato distrutto dagli agenti del governo nel 1927, dopo che erano stati riportati degli strani casi di sparizioni e attività illegali in quella città.

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