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Archivio per Mag 31, 2016

Gelöschte Masse, deleted sounds of the masses | Neural


[Letto su Neural.it]

Gelöschte Masse (“Deleted Masses”) di Hannes Seidl è una brillante opera d’arte sonora che facendo ricorso a una sofisticata estetica utilizza audio-manipolazioni in maniera essenzialmente politica. Si tratta di un’installazione sonora a tre canali che consiste in cinque registrazioni audio scaturite dalle proteste avvenute in diverse città (Istanbul, Atene, Berlino, Madrid e New York). Queste registrazioni sono state poi abilmente compresse per mezzo d’un anomalo filtro mp3. Così, invece di mantenere le frequenze più udibili, come avviene nel solito processo di compressione, sono state implementate frequenze di solito non udibili. Inoltre, sono stati utilizzati sia un filtro programmato per lasciare solo uno per ciascun campione sonoro, sia un “noise gate” che lascia solo i “picchi” della registrazione. Il risultato è che la maggior parte dei campioni sono stati cancellati e che quasi tutte le parti parlate non possono essere più comprese, seppure la presenza sonora della protesta viene mantenuta nella sua stessa essenza, sublimata più che mai attraverso le sue splendide dinamiche auditive.

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L’Era del Cazzaro | scheggetaglienti


Alessandra Daniele, sul suo blog, segnala una stupenda iniziativa editoriale, che narra un bel po’ cinicamente di questi tempi folli, schiavisti e iperliberisti: L’era del cazzaro, ebook free nato sotto l’egida di CarmillaOnLine. Ecco il suo post:

Mentre sceglievo e impaginavo i corsivi per questo best of della mia rubrica Schegge Taglienti, mi sono resa conto che nel sub-universo nel quale ci troviamo il tempo non scorre in modo cronologico, ma alfabetico.
Dopo l’era Andreotti abbiamo avuto l’era Berlusconi. Adesso tocca alla C di Cazzaro. Una metastasi dell’era precedente.
Di Matteo Renzi non conta il nome, ma solo la qualifica. Non perché Andreotti e Berlusconi non fossero cazzari, ma perché Renzi è soltanto un cazzaro.
Non è nient’altro.
Chi lo appoggia per opportunismo lo sa bene, chi lo sostiene per cieca disperazione, temendo un vuoto di potere in sua assenza, non si rende conto che Renzi stesso è il Vuoto al potere.
Il vuoto entropico che è lo Zeitgeist di quest’era, in tutto il mondo. Un vuoto famelico che come un buco nero risucchia le nostre vite e le nostre storie nel nulla.
Finché non sapremo darci la spinta necessaria per uscire da quest’orbita.

Io sono Jonathan Scrivener | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di un romanzo molto particolare, che ha attirato il mio interesse: Io sono Jonathan Scrivener, di Claude Houghton. Lascio alle note dell’articolo chiarire perché mi ha intrigato.

Il protagonista del romanzo e sua voce narrante si chiama James Wrexham che, arrivato a trentanove anni, si rende conto di aver sempre fatto una vita di solitudine e frustazioni, con un lavoro da impiegato portato avanti senza alcuna soddisfazione. A un certo punto leggendo sul giornale un annuncio inserito da uno studio legale in cui si richiedeva un uomo per coprire una posizione di segretario presso un signore, decide all’istante di mandare il suo curriculum e poco dopo riceve una risposta che sarà assunto.

Licenziatosi, si reca a Londra, e un dirigente di questo ufficio legale lo avverte che il suo cliente, cioè il signore Jonathan Scrivener lo assume (con una ottima paga) ma al momento è in viaggio, gli vengono date le chiavi della casa dove vive questo eccentrico signore e poche altre istruzioni, se non abitarvi immediatamente e fare l’inventario dei libri ivi contenuti.

La casa è molto bella, arredata lussuosamente e la domestica che gli preparerà il mangiare ma che abita fuori, lo conduce nella sua stanza e nello studio senza dirgli altro. Troverà una lettera del misterioso sig. Scrivener che lo autorizza a spendere quello che vuole per acquistare abiti e fare altre spese, sarà incaricato di ricevere le persone che suoneranno alla sua porta e di riferire chi sono e il motivo della visita, scrivendo a un ufficio di Roma che provvederà a fargli avere la corrispondenza. Non accenna assolutamente in quali parti del mondo si trova nè la data del suo ritorno.

Pur sconcertato da questo inizio James inizia una nuova vita e attraverso i volumi che cataloga, così diversi ed eterogenei tra loro,  tenta di farsi un’idea della personalità del suo datore di lavoro. La sua ricerca viene però interrotta da alcune persone, una ragazza dall’eterea bellezza, una vedova sospettata della morte del marito, un alcolista disilluso, un attraente playboy, persone che vengono a trovare l’assente padrone di casa e che presentano ciascuno un’immagine diversa di Scrivener.

Ma chi è davvero questa figura enigmatica, di cui nessuno sembra essere riuscito a cogliere la vera natura? E qual è il senso di quella che sembra essere solo una diabolica messa in scena, con al centro un inconsapevole sprovveduto? Oppure è proprio Scrivener ad essere vittima di una trappola?

Thomas Köner – The Futurist Manifesto | Neural


[Letto su Neural.it]

The Futurist Manifesto è una performance del 2009, prodotta per celebrare il centenario del seminale Manifesto Futurista pubblicato su Le Figaro nel 1909. Partendo dalla considerazione paradossale che i tempi attuali stanno adempiendo a futuristiche e altamente controverse esigenze (cioè guerra, violenza, azione febbrile e insonnia, tra l’altro), Köner imprime in questo lavoro il suo marchio di fabbrica; il flusso del video e i passaggi sono così lenti da essere appena percepibili, insieme a contestuali apporti sonori da appena 4 bpm. Entrambi raccontano ma concettualmente annientano la “velocità” ruggente al centro dell’ideologia futurista, impostando il ritmo in un lento e corrotto tempo senza fine. Si tratta di un’opera estremamente coerente nella quale la musica dell’autore viene eseguita utilizzando un pianoforte preparato e live electronic, con immagini rigorosamente selezionate del 1909 e con i testi di Marinetti eseguiti da un cantante, come elemento spettrale e brulicante della composizione. Con i suoi molteplici elementi percettivamente giustapposti The Futurist Manifesto innesca “sonorità inconsce” come delineato nel fantastico saggio introduttivo scritto da Inke Arns che è stampato in un booklet che contiene anche il “libretto” e la descrizione scenografia (il lavoro è formalmente definito come un’opera digitale). In un continuo viaggio nel tempo concettuale tra l’inizio della modernità e il “futuristico” 21° secolo, il lavoro è in grado sia di esacerbare i sentimenti cupi sul presente che di liberare energie e ambiguità del passato, in una festa di contrasti significativi serviti lentissimamente.

The Best Italian Horror of the Year – Volume 1 | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una submission per una nuova antologia di horror italiano, a cura di Independent Legions che avrà, ovviamente, l’imprimatur della HorrorWriterAssociation italiana, guidata appunto dall’editore – e molto altro – Alessandro Manzetti.

Ospite speciale di questo primo volume dell’antologia sarà Richard Laymon, con la pubblicazione del suo racconto, mai tradotto in Italiano, La Caccia (The Hunt). La submission riguarda sia racconti inediti che editi nel periodo 1 novembre 2015 – 1 novembre 2016.  Scadenza della submission: 15 Novembre 2016.

Che dire? Aspettiamo con trepidazione le novità.

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