L’isola di Poveglia si trova a sud della costa di Venezia, lungo il canal Orfano. Ora disabitata e abbandonata all’erosione, nel medioevo era prospera e abitata da ricchi possidenti. L’isola crebbe fino al 1375, data dello scoppio della guerra fra le due repubbliche marinare di Genova e Venezia. Poveglia, per la sua posizione strategica, venne sfruttata come avamposto militare e tutti i civili che la abitavano furono costretti ad abbandonarla per far posto agli armamenti a difesa di Venezia. Da allora Poveglia è rimasta pressoché inabitata.

Nel 1700, all’epoca della peste nera, l’isola ebbe funzione di lazzaretto. All’inizio dell’epidemia,  il magistrato della sanità dispose che tutti i corpi degli appestati fossero condotti a Poveglia per essere bruciati e sepolti in fosse comuni. In seguito il provvedimento si estete a tutti i contagiati e l’isola divenne luogo di quarantena, dove individui ancora coscienti e a volte non ancora contaminati, venivano portati a morire lontano da Venezia. Sotto i vigneti, vengono rinvenuti ancora oggi migliaia di corpi.

Nel 1922 a Poveglia venne eretto un edificio, ufficialmente si trattava di una casa di riposo per anziani, ma fatti e testimonianze dimostrano che in realtà era una clinica per malati di mente. A supporto di questa teoria la scritta “reparto psichiatria” sulle rovine della struttura. Si racconta che i pazienti dell’ospedale fossero tormentati dalle anime dei morti di peste e che le richieste di trasferimento presso altri centri arrivassero numerose alla scrivania del direzione. I  loro racconti non vennero mai presi in seria considerazione, anzi permisero di soddisfare i sadismi del direttore, definito come crudele lobotomizzatore. Questo ennesimo racconto di orrore si conclude con la morte del medico: tormentato a sua volta dagli spiriti di Poveglia, l’uomo impazzì e si suicidò gettandosi dal campanile dell’isola.

La storia è di certo suggestiva ma, sebbene ci siano prove evidenti circa l’esistenza del manicomio, del suo sadico direttore non è dato sapere molto. La morte del medico e quindi lo smantellamento del manicomio nel 1946 segnano la fine della storia dell’isola. I pochi visitatori che nel corso degli anni hanno deciso di esplorarla sono tornati indietro con testimonianze raggelanti di voci, lamenti e apparizioni di strane figure.