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Archivio per giugno 13, 2016

Family Day | scheggetaglienti


Da CarmillaOnLine e dal blog di Alessandra Daniele, Schegge Taglienti, due post di brutale attualità, e verità; il primo è in realtà del marzo 2011, ma la sua freschezza è intatta. Il secondo è qui sotto:

Ieri c’è stato il funerale dell’uomo – Luigi Alfarano – che a Taranto ha ucciso Federica De Luca e suo figlio di 4 anni perché non accettava la fine della loro relazione. Nella chiesa, tra assurdi applausi al feretro, il prete ha espresso dal pulpito quello che in troppi pensano, che in tanti alimentano e che sotto sotto alla maggior parte piacerebbe credere: l’assassino non è veramente responsabile della morte della donna e del bambino. Era una brava persona che lavorava in una Onlus che assiste i malati oncologici e anche solo per questo – ha detto il parroco nell’omelia – “sarà già in paradiso”. Secondo questa mentalità non conta che Luigi Alfarano abbia ucciso due persone innocenti. Non conta nemmeno che avesse precedenti penali per tentata violenza sessuale su una giovane collega. Uccidere una donna e il suo bambino – se erano “la tua” donna e “il tuo” bambino – è stato decretato dal pulpito di quella chiesa come un peccato minore, giusto una macchiolina sul curriculum per il cielo, un errore veniale che non può compromettere la stima di amici e parenti, tantomeno quella di Dio. Il fatto che l’assassino si sia suicidato è sufficiente a includerlo nel novero delle vittime e rubricare tutto come una “tragedia” familiare, una specie di imprevedibile evento del destino che ha colpito tutti allo stesso modo, senza colpevoli. Il senso assolutorio di questa visione lo si vede bene anche il messaggio di cordoglio sul sito dell’ANT, la Onlus per cui Luigi Alfarano lavorava:
“Il fondatore e il presidente di Fondazione ANT Italia ONLUS Franco e Raffaella Pannuti si stringono ai congiunti di Luigi Alfarano e Federica De Luca per l’immane tragedia che ha travolto le loro famiglie. In qualità di dipendente amministrativo, Luigi Alfarano ha contribuito allo sviluppo logistico e alla promozione delle attività di ANT a Taranto, dove ogni giorno la Fondazione nata a Bologna nel 1978 e presente in Puglia dagli anni ‘80 assiste gratuitamente 400 malati di tumore.”
Notevole, he? A leggere questa roba si potrebbe persino credere che siano stati investiti da un TIR, o che gli sia caduto addosso un asteroide, se non sapessimo che quell’uomo così probo e efficiente ha picchiato e strangolato a morte Federica De Luca prima di sparare in testa a sangue freddo al suo bambino di 4 anni. Tutte le parole che evocavano l’ipotesi di un colpevole del fatto – assassinio, femminicidio, omicidio, uxoricidio, infanticidio – sono state accuratamente evitate. Lo stesso effetto di assoluzione/deresponsabilizzazione lo si ottiene dicendo e scrivendo che l’uomo era “disperato, ferito, sofferente, addolorato, affranto, spaventato” e simili, inducendo chi sente e chi legge a empatizzare con le ragioni dell’uccisore, piuttosto che con quelle della donna assassinata e di suo figlio. L’effetto che si ottiene è surreale: gli uccisi sono la donna e il bambino, ma la vera vittima è il loro assassino. Vittima di cosa? Ovvio: della decisione della donna di chiedere la separazione, evento che ha scatenato la sua sofferenza e la sua reazione. Questo, è bene metterlo in chiaro, non lo pensa solo il prete. Radio 101 cinque giorni fa nel notiziario dava la notizia proprio in quel modo: “LA SEPARAZIONE ALL’ORIGINE DI UN’ALTRA TRAGEDIA FAMILIARE A TARANTO”. La separazione, eh. Mica lui. Se lei non si fosse separata non sarebbe successo niente, sarebbe ancora viva e il suo bambino domani andrebbe all’asilo come tutti i suoi compagni. Il sottinteso è evidente: donne, non separatevi! Non rendetevi responsabili della sofferenza degli uomini che vogliono che la famiglia resti unita, non costringete queste le brave persone a diventare i vostri assassini e i trucidatori dei vostri figli. Perché date inizio a queste tragedie familiari? State al vostro posto e vedrete che nessuno si farà male. Diversamente l’ineluttabile tragedia potrebbe colpire anche la vostra vita, la vostra famiglia, e fare un sacco di vittime di cui nessuno ha colpa (tranne voi).
E’ chiaro contro cosa stiamo combattendo?

Che cosa si sarebbe detto se l’assassino fosse stato musulmano?
Se la sua associazione avesse pubblicato un comunicato così assolutorio?
Se la sua comunità avesse applaudito la sua bara?
Se l’imam della sua moschea l’avesse commemorato dicendo “sarà già in paradiso”?

Volete espellere qualcuno perché la sua cultura non rispetta i diritti umani?
Cominciate dagli italiani.

SPIRALI – poesie di fantascienza


Iunio Marcello Clementi, autore e poeta che da lungo tempo segue noi connettivisti, ha fatto un lavoro di fino ed editing su alcuni suoi componimenti ispirati al Connettivismo, e l’ha messo sul blog PoesieFantascienza; mi congratulo con Marcello, ecco un esempio della sua creatività:

Cellule di una pioggia cosmica

Particelle venute dallo spazio profondo
collidono in minuscoli germogli di vita
all’alba nascente di cellule scisse.
Siamo scintille pensanti
connesse ad una rete in mutua simbiosi,
gomitoli di informazioni
in avvoltolate stringhe,
che cercano lame d’acqua
per rinate vite di estinti uomini,
e non ci sono coincidenze.

Recensione al Premio Kipple 2014: Black blade | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Una bella recensione al Premio Kipple 2014, Black Blade di Marco “Pykmil” Milani. Sul blog di Angelo Medici. Un estratto della lunga analisi:

Insomma, un bel leggere. Mi ha ricordato a tratti le atmosfere di Un oscuro scrutare, ma anche Blade runner. E la paura della morte negli anni balordi di fine secolo di Rumore Bianco – l’Evento Tossico Aereo.
Un’opera meditata, smussata, levigata e centellinata riga per riga, pagina dopo pagina dal suo bravo autore, dove niente è scontato. E soprattutto, nulla è ciò che sembra.
Il mio sogno più bagnato è che Marco si metta presto a scriverne la sceneggiatura, perché è dai tempi di Nirvana che non vedo un bel film di fantascienza made in Italy.
Questa è la quarta del romanzo, acquistabile qui in formato ebook e qui in cartaceo Amazon.
La ricerca occulta si svolge in ogni giorno, in ogni momento del quotidiano: è questo il suggerimento che Marco Milani ci dà col suo romanzo Black Blade, vincitore del Premio Kipple 2014. Nell’asfissiante Pianura Padana di un prossimo e decadente futuro la tecnologia è abitata da forme di energia senziente, misurabili col metro dell’occulto: dall’invasione di queste forze prende vita il romanzo che ci porterà, con sapienza zen, verso il nuovo stato della nostra esistenza.

Coming out


L’eggregore esce da me. Sono l’eggregore.

Lankenauta | Il potere dei segreti


Su Lankenauta una bella recensione a Il potere dei segreti, libro di Marco Lillo che racconta un possibile e fetido rapporto tra potere e Capitalismo basso (non perché il sistema capitalistico sia alto), tra i politici di quest’Italia di bassissima qualità e chi, per opportunismi vari, mangia in quel sistema da trogolo. La natura del Liberismo è travalicare ogni regola col potere del soldo, prediligendo i sistemi criminali, un vero vomito di natura occulta, inumana: se queste premesse fossero vere, sareste d’accordo su questa chiave di lettura?

Al di là di tutte le considerazioni di opportunità, su garantismo, giustizialismo, non giustialismo, diversa funzione tra magistratura e giornalismo (chiaramente non quello spacciato da Vespa e da molti editorialisti dei grandi giornali), “Il potere dei segreti” è quindi tutto incentrato su sconcertanti intercettazioni che svelano “il lato osceno di chi comanda”. Quello che si dice un verminaio. Lillo ha voluto interpretare la parola osceno nel senso di ob scenum, ovvero ciò che rimane nascosto dietro il sipario, fuori dalla scena; ma il lettore chiaramente potrà intenderla nel senso più ordinario di porcheria e di laidume. Come ancora scrive Lillo nella premessa al libro: “I personaggi che scorrono davanti ai nostri occhi nelle trascrizioni delle telefonate dell’inchiesta Breakfast spesso si comportano in privato in modo opposto a quello che fanno e dicono in pubblico”.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Duff Beer, feeling no pain / Made from Canadian rain

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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