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Archivio per giugno 15, 2016

Il grande dio Pan | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del ritorno in libreria de Il grande dio Pan, capolavoro di Artur Machen. Per chi ancora non sapesse di cosa c’è tra le pagine del racconto, ecco la quarta:

Uno straordinario esperimento spalanca la porta dell’inconscio su una natura pagana e selvaggia, governata dal caprino dio Pan che semina un terrore osceno e arcano nella Londra di Jack lo Squartatore. Un capolavoro del soprannaturale e dell’occulto in un’edizione illustrata e annotata, arricchita di un’antologia e approfondimenti che svelano un mondo mitico appena dimenticato, pronto a un appassionante risveglio.

Probabilmente la migliore storia horror in lingua inglese. Stephen King

L’edizione di Tre Editori è arricchita da l’introduzione di H.P. Lovecraft, dal saggio Il risveglio della selva, della studiosa Susan Johnston Graf e da un’antologia di scritti e citazioni su Pan; infine, note e appunti di Alessandro Zabini, autore anche della nuova traduzione.

Note rosso sangue | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del romanzo Note rosso sangue, di Salvatore Stefanelli per la Nero Press. Intrigante la trama, oscura quanta basta:

L’ispettore Apollinare Neiviller non è una persona qualunque. Alla morte dell’unica figlia tenta il suicidio al Black Sabba, che non è un locale qualsiasi, ma il destino ha ben altro in serbo per lui.

Precipitato in un’indagine di riti satanici e demoni, scopre che la sua condanna di parlare e vedere i morti può diventare un vantaggio. Con l’aiuto di Caronte, il nano titolare di un negozio bizzarro quanto il suo padrone, di sua figlia Giulia, tornata dall’aldilà per non lasciarlo solo, e di Cristina, vittima del caso su cui sta indagando, vivrà la sua prima avventura da Cacciatore. Scoprirà che il mondo è molto diverso da quello che ha sempre immaginato…

31: il trailer ufficiale | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine il trailer del nuovo film di Rob Zombie. Non amo molto il truculento, ma devo riconoscere il genio che c’è dietro la storia, l’evocare la teatralità circense e kitsch tipicamente americana, l’apocalisse che l’America è.

Racconti e riflessioni sparse di Logos: Poesie dal mondo di Oz


Alex “Logos” Tonelli pubblica, sul suo blog, dei bei versi che intitola Poesie dal mondo di Oz. Un estratto; intanto bentornato ad Alex:

Quando viaggio incontro i miei me stessi Gente che ha vissuto tempi e città diverse Gettatezza, Mr. Heidegger.

Oggi a Copenaghen credo di avermi visto
O dovrei dire di essermi visto?

Era un vecchietto sereno che andava vagando nel parco.
Ciondolava un po’ instabile e aveva un libro nella tasca del giacchino, Camminava verso una direzione, quasi convinto di cosa ci fosse di là.
Mi ha osservato, credo si sia riconosciuto In un altro suo/mio se stesso, Mi ha salutato con un cenno del capo ed è passato oltre.

Era solo. Ma era sereno.
Me stesso.

Massimo Pavarini – X sounds extremely mysterious | Neural


[Letto su Neural.it]

Massimo Pavarini – scomparso all’età di quarantadue anni nel 2012 – ha incarnato, senza ombra di dubbio, l’essenza stessa dell’underground musicale italiano di quella generazione: grande ascoltatore, con una passione autentica per nuovi stili e tendenze, musicista, compositore lui stesso e collaboratore di seminali gruppi elettronici ed experimental come i Marmo, i T.A.C. (Tomografia Assiale Computerizzata), Le Forbici di Manitù e Le Orbite. Fra il 1993 e il 1994 Massimo Pavarini si trasferì a Londra e pur rimanendo in similari ambiti lavorativi – ancora più internazionali e frizzanti – il suo rapporto con la musica subì una trasformazione decisiva. Le produzioni si fecero sporadiche – infatti – ed i suoi interessi si concentrarono più verso la critica e il collezionismo, indulgendo anche in un incantamento curatoriale pop e svagato. Sono i suoi amici di sempre e compagni di sperimentazioni – Andrea Landini e Manitù Rossi, insieme ad altri quali Vittore Baroni e Simon Balestrazzi, con Elisa Landini e Virna Zampolini che hanno realizzato un prezioso artwork, basato su grafiche originali, fotografie e collage – a rendere possibile l’uscita di questo cofanetto a marchio Sussidiaria, comprensivo di quattro cd che includono brani in buona parte inediti. Alea, un progetto di Massimo Pavarini in solo, composto da nove brani pubblicati nel 1980 su cassetta da sessanta minuti, occupa in toto il primo dei quattro cd, mentre nel secondo trovano posto Undici Titoli, registrazioni poi rimaneggiate anche da Le Forbici di Manitù: entrambi questi due lavori sono stati rimasterizzati e riproposti nella forma originaria. Il terzo cd raccoglie i pezzi più elettronici composti da Massimo, sei a suo nome inediti e tre ancora con Le Forbici di Manitù, mentre sull’ultimo sono riunite alcune fra le principali e più significative collaborazioni, con l’intero repertorio de Le Orbite – in buona parte dal vivo – e una scelta dei dischi pubblicati da Massimo con tutti i gruppi qui citati. Al di là del significato celebrativo alla quale questa pubblicazione giustamente assolve, è assai interessante seguire questo personale percorso creativo, intriso da tante e raffinate traiettorie, cambi di rotta e feconde illuminazioni: a sua volta una narrazione potente su come la musica entra nella nostra vita e comunque non ci lascia mai.

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