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Archivio per luglio 20, 2016

Gratis tutti i numeri della storica rivista d’arte DADA | Kipple Officina Libraria


Sul blog di KippleOfficinaLibraria la celebrazione del centenario dadaista tramite la segnalazione di Monoskop.de, che ha voluto rendere fruibili gratuitamente tutti i volumi della storica rivista Dada.

Il dadaismo, grazie ad artisti come Marcel Duchamp, Man Ray e Hans Arp – i quali hanno rotto con gli schemi tradizionali ribellandosi ai canoni borghesi ha segnato uno dei capitoli più interessanti dell’arte moderna.  Per scaricare la rivista basta cliccare qui.

Giunzione psichica


La bellezza di un’estrema giunzione psichica col delirio.

Il codice delle missioni Apollo è open source | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia del codice scritto in Assembler, che ha portato l’Apollo11 sulla Luna, diventato di pubblico dominio. Per chi non ha mai scritto codice è una notizia di secondo piano, probabilmente non se ne riesce a cogliere la portata da archeoinformatica, eppure attraverso quelle righe dalla sintassi particolare esiste una logica e una empatia davvero unica, di un tipo ben noto ai programmatori. Un estratto dell’articolo:

Sta tutto in file zip di circa 178 kB (2,2 MB decompresso) il codice della missione Apollo 11, la prima che portò un equipaggio umano sulla Luna il 20 luglio 1969. Curiosamente 178 kB pesa l’immagine, di pubblico dominio distribuita dalla NASA nel pubblico dominio, che mostra la capo progettista di quel software, Margaret H. Hamilton, all’opera.

I sorgenti dell’Apollo 11 Guidance Computer (AGC) sono disponbili su https://github.com/chrislgarry/Apollo-11. Si tratta del software che gestiva il Modulo Comando (Comanche055) e il Modulo Lunare (Luminary099). I file sono stati ottenuti dalla scansione degli originali cartacei custoditi al museo del MIT, eseguita da Paul Fjeld e organizzata da Deborah Douglas, depositati su Github da Chris Garry (https://github.com/chrislgarry).  I sorgenti, rilasciati nel marzo 1969, portano la firma, tra gli altri, proprio della Hamilton, all’epoca a capo della Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory il cui grupp – come spiega il primo dei file CONTRACT_AND_APPROVALS.agc – ha realizzato i programmi su commessa della National Aeronautics and Space Administration, altrimenti detta NASA.

Questo software era orientato al controllo diretto dell’hardware. Il linguaggio con il quale fu sviluppato era l’Assembly, un linguaggio a “basso livello”, ossia più vicino alla gestione diretta della macchina. Scopo del software era gestire un hardware che avrebbe dovuto essere scagliato nello spazio e sul quale non si sarebbe potuti intervenire una volta partita la missione: le due parti che componevano l’Apollo 11, ossia il Modulo Comando e il Modulo Lunare erano dotate ciascuna di un AGC, che doveva funzionare anche senza l’assistenza degli astronauti.

The Architecture of Radio, Waves are Among Us | Neural


[Letto su Neural.it]

Siamo immersi in onde radio invisibili, quasi tutto il tempo. Questo è un dato di fatto in ogni città o paese, con studi scientifici divisi sulle possibili conseguenze fisiche. Siamo in grado di rintracciare la visualizzazione di onde elettromagnetiche da dispositivi analogici di misurazione, che trattavano questo tipo di informazioni con una misurazione cinetica emotiva (l’ago di misurazione che va oltre una linea rossa). I dispositivi di misurazione digitali – invece – si basano su mappe topografiche che solitamente rappresentano le onde elettromagnetiche attraverso l’estrazione di figure e linee. The Architecture of Radio è un’opera d’arte in forma di un app iOS, sviluppata da Richard Vijgen, che visualizza le onde radio basandosi su un “open dataset globale di antenne cellelari, Wi-Fi e localizzazioni satellitari”. L’utilizzo del GPS mostra una presenza “fantasma” di onde, che diventano vive nella schermata. L’effetto realtà aumentata implementato è esteticamente costruito da nascondere “il visibile” (o la struttura fisica) “pur rivelando l’invisibile” (le onde).

Miti del Nord | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Miti del Nord, opera comparsa nel lontano 1967 a opera di Ingri ed Edgar D’Aulaire, che riscrivono i miti norreni tramite racconti che esaltano le divinità relative. Interessante, estremamente pagano.

Le storie che i due coniugi narrano in questo libro sono la riscrittura dei miti norreni, una riscrittura in cui si ritrovano la profondità dell’epica e il calore della voce del bardo, e il cui obiettivo non è mai la concitazione drammatica quanto l’immersione in un mondo duro ma affascinante. Non una fredda narrazione di antiche leggende, ma qualcosa capace di toccare il lettore nel profondo.

Nonostante gli anni trascorsi dalla prima pubblicazione del Norse Gods and Giants – era il 1967 – le parole di Ingri D’Aulaire e di suo marito Edgard non hanno perso nulla della loro capacità di riportare in vita, e di donare la giusta possanza, a figure quali Odino, Thor, Loki e a tutti gli altri Asi. Il linguaggio moderno è aulico senza apparire forzato e l’esperienza del numinoso, la consapevolezza della presenza di creature che sono al di là degli esseri umani, è viva anche in quei momenti in cui gli Asi perdono momentaneamente la propria maestà, ridicolizzati da avversari che si fanno beffe di loro. I dialoghi sono ridotti al minimo per mantenere intatta l’atmosfera del libro, splendidamente illustrato con immagini in quadricromia che arricchiscono un buon numero di pagine.

Il segno forte, le asperità del tratto proprie della tecnica litografica, ben si adattano a rendere le suggestioni di un mondo selvaggio in cui gli dei stessi si trovano costretti a lottare per la loro sopravvivenza e infine soccombono.

Quando la narrazione finisce non è difficile sentirsi vicini a quelle persone che in passato erano sicure che dietro le porte chiuse delle montagne si nascondessero jotun e troll. E gli uomini che alzavano lo sguardo in una notte di tempesta per osservare le nuvole che infuriavano potevano scorgere una banda di cavalieri selvaggi, guidati da «uno» su un destriero a otto zampe.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

listen to the tales as we all rationalize

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Unclearer

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boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

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Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

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The blog of fantasy writer Storm Constantine

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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