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Lumen Lab – They Are Killing Us | Neural


[Letto su Neural.it]

Diego Martinez, aka Lumen Lab, già nel 2000, all’età di soli quindici anni, ha iniziato la sua carriera utilizzando drum machine, synth di seconda mano e ogni tipo di device elettronici. Il suo approccio post-industrial, infuso da influenze noise, glitch e IDM subito gli ha portato in dote il titolo di “enfant terrible of mexican electronic music” connettendo quel tipo di sonorità anche alla scena experimental, con la quale è soprattutto la radicalità dei live act a mantener viva la vicinanza, radicalità che è fatta di ritmiche dissonanze, collage auditivi non convenzionali, sintetici trattamenti space e di una notevole tavolozza di suggestioni cinematiche. They Are Killing Us – che vede la luce per il catalogo della Aagoo Records – è il suo terzo album, un’uscita nella quale la componente di critica sociale, politica ed economica è subito manifesta, sottolineando come anche la quotidianità in Messico è più contigua a quella di una reale situazione di guerra che non a una democrazia in tempi di pace. La mescola di suoni è potente, urticante, è innescata da inviluppi metal e vocal urlati (da Chano, la voce di importanti band delle scene crust e grindcore messicane negli anni novanta e nel nuovo millennio in forza agli Hydrophobia e Emphysema) ma anche da fraseggi avanthop e grindcore, con testi di matrice anarchica e anti-capitalista, nella migliore tradizione di questi generi. Fra i collaboratori a questo stimolante progetto è da annoverare anche il fratello di Lumen Lab, Israel Martinez, sperimentatore elettroacustico che abbiamo precedentemente recensito sulla stessa etichetta, la cui sensibilità pure ha portato ad elaborare un prodotto complesso, mai a senso unico, che spinge ai limiti esterni della musica senza eccessivi appesantimenti e astrazioni, applicando le leggi dell’avant-rock all’elettronica in un fecondo melting pot di conoscenze ed esperienze musicali.

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